<?xml version="1.0" encoding="ISO-8859-1"?><rss version="2.0"><channel><title>Italy Accommodations - Hotels in Italia</title><link>http://www.italyaccommodations.it/</link><description>Rss Feed - Italy Accommodations - Hotels in Italia</description><copyright>Copyright 2007 - DJPWebmaster.it</copyright> <language>it-IT</language><pubDate>Fri, 18 May 2012 12:20:09 GMT</pubDate><lastBuildDate>Fri, 18 May 2012 12:20:09 GMT</lastBuildDate><webMaster>info@djpwebmaster.it (DJP Webmaster)</webMaster><item><author>alla tavola della principessa costanza | Teggiano | Salerno | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Campania - Alla Tavola Della Principessa Costanza</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=32_alla_tavola_della_principessa_costanza' target='_blank'><img src='http://www.cilentotravel.it/public/img_blog/teggiano.jpg' border='0' alt='Campania - Alla Tavola Della Principessa Costanza' align='left'></a>Nel 1480 Antonello Sanseverino, Principe di Salerno e Signore di Diano sposa Costanza, figlia di Federico da Montefeltro, il grande Duca di Urbino. <br/> 
 <br/> 
In ricordo di questo avvenimento, per riviverne i fasti e la magnificenza, la Pro Loco di Teggiano, ogni anno, organizza questa festa medioevale di met&agrave; agosto. <br/> 
 <br/> 
E&acute; una occasione unica per poter godere di tutto il patrimonio artistico e culturale di Teggiano visto che in tutti i monumenti, contemporaneamente aperti per l&acute;occasione, sono possibili visite guidate. <br/> 
 <br/> 
Accompagnati da sbandieratori e tamburini, allietati dal suono melodioso e accattivante dei musici, distratti dai vari spettacoli allestiti da numerosi giocolieri, menestrelli, mangiafuoco si possono godere, lungo il percorso appositamente prestabilito, le delizie di pietanze sapientemente imbandite nelle Taverne. <br/> 
 <br/> 
Si comincia con la <b> Taverna della Congiura </b> dove si assaporano salsiccia, salame et cacio fresco, prelibati prodotti del luogo. <br/> 
 <br/> 
<i> Cos&igrave; succulenti sono senz&acute;altro i parmatieddi da gustare presso la <b> Taverna dei Mori </b> o i cavatieddi et fasuli co la porva piatto della <b> Taverna Antica </b>. </i> <br/> 
 <br/> 
In un continuo via vai di gente intenta a leccarsi i baffi si arriva poi alla <b> Taverna dell&acute;Assedio </b> dove si viene letteralmente aggrediti dalla fragranza della salsiccia de porco in su la brace et provola rostita, per passare poi alla <b> Taverna della Vecchia Porta </b> con i succulenti civiere de cinghiale o de agnello. <br/> 
 <br/> 
L&acute;itinerario ha il suo dolce epilogo presso la <b> Taverna de lo Falco </b> dove si trovano bicchinotto, tunnuliddo et coronetta et pizzichino a volont&agrave;. <br/> 
 <br/> 
Una tre giorni artistico-gastronomica nella Diano medioevale dei Principi Sanseverino, indomabili Signori del sito, fervidi e arditi sostenitori degli Angioini, nonch&eacute; fieri avversari degli odiati Aragonesi di Napoli. <br/> 
 <br/> 
La manifestazione di agosto &acute;98 ha avuto una vasta eco sia di stampa che di pubblico. &egrave; stato calcolato che nei tre giorni sono circolate per il Centro Storico di Teggiano non meno di 50.000/60.000 persone provenienti la maggior parte dal napoletano e soprattutto dalla zona costiera, attirate da una buona campagna pubblicitaria basata su: <br/> 
 <br/> 
- frequenti annunci radiofonici di emittenti private (con un bacino d&acute;utenza che copre la Campania, la Basilicata e la Calabria); <br/> 
 <br/> 
- un buon materiale cartaceo (manifesti, locandine, brochure, volantini);  <br/> 
pubblicit&agrave; su quotidiani a tiratura nazionale;- <br/> 
 <br/> 
- numerosi articoli su riviste specializzate (MEDIOEVO, CAMPANIA FELIX, QUI TOURING, GENTE VIAGGI, ALPITOUR) e quotidiani (La Repubblica, Il Mattino, Il Sole 24 ORE, Il Corriere della Sera, La Citt&agrave;). <br/> 
 <br/> 
Ma il veicolo pubblicitario pi&ugrave; efficace e trascinante &egrave; risultato il passa-parola effettuato da chi, presente alla precedente edizione, ha trasmesso con entusiastico slancio l&acute;emozione ricevuta per essere stato calato perfettamente nell&acute;atmosfera medioevale. <br/> 
 <br/> 
<b> La qualit&agrave; e la valenza turistica della manifestazione &egrave; stata sottolineata anche da un servizio filmato che la RAI ha trasmesso nel TG3 e con un servizio su RAI INTERNATIONAL. </b> <br/> 
 <br/> 
Sulla scia di questi risultati tanto pi&ugrave; esaltanti in quanto raggiunti in appena cinque edizioni, per le edizioni future &egrave; stato stilato un progetto che prevede l&acute;ampliamento del Corteo Storico con la creazione di nuovi costumi d&acute;epoca, la realizzazione di un gruppo di  Danza Medioevale e Musici, la ricostruzione fedele di arti e mestieri, messa in scena lungo tutto il percorso di spettacoli di sicura valenza medioevale per creare il clima adatto,l&acute;allestimento su tutto l&acute;itinerario di scenografie medioevali e una ancor pi&ugrave; diffusa campagna pubblicitaria.  <br/> 
 <br/> 
Il risultato pi&ugrave; significativo &egrave; l&acute;essere riusciti a ricreare l&acute;atmosfera ed il clima di un tempo. <br/> 
 <br/> 
Passeggiando per il centro storico si ha l&acute;impressione di tornare indietro nel tempo e di vivere come in un film. <br/> 
 <br/> 
Questa sensazione &egrave; ulteriormente accresciuta dalla introduzione dell&acute;uso della moneta del XV secolo. <br/> 
 <br/> 
Passando per la Banca di Cambio, posta all&acute;inizio del percorso, si potranno usare per ogni tipo di acquisto nelle taverne, al mercato ed in tutto il centro storico ducati, tar&igrave; e tornesi riconiati secondo gli antichi disegni. <br/> 
 <br/> 
Al fine, poi, di studiare a fondo le nostre radici &egrave; stato preparato un progetto per una pubblicazione di grande pregio editoriale (stampa su carta patinata con numerose fotografie a colori e rilegatura in brossura con sovracopertina a colori) che partendo dall&acute;analisi dei vecchi mestieri porti ad evidenziare come nel corso dei secoli alcune tradizioni si sono conservate nel tempo mentre altre sono scomparse.  <br/> 
 <br/> 
In questo si inserisce la festa medioevale che proponendo, con rigore storico, ricostruzioni di vecchi mestieri potr&agrave; favorire nel prossimo futuro la riscoperta di vecchie attivit&agrave; artigianali che potranno rappresentare nel progetto pi&ugrave; ampio di sfruttamento turistico del centro storico di Teggiano, una occasione di lavoro per molti giovani. <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
<i> Testo tratto dal sito della ProLoco Teggiano :<b>  www.prolocoteggiano.it  </b> </i><br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=32_alla_tavola_della_principessa_costanza</link></item><item><author>arti, mestieri ed usanze | Sala Consilina | Salerno | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Campania - Arti, Mestieri Ed Usanze</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=45_arti,_mestieri_ed_usanze' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/arti-mestieri-usanze.jpg' border='0' alt='Campania - Arti, Mestieri Ed Usanze' align='left'></a>La Rassegna ripropone la Rievocazione Storica dell&acute;arrivo a Sala di Carlo V e del suo numeroso seguito al rientro della vittoriosa spedizione in Tunisia. <br/> 
L&acute;Imperatore, come cita Costantino Gatta nelle Memorie Topografico-Storiche della Provincia di Lucania', ritornando dall&acute;Africa e diretto a Napoli il 15 Novembre del 1535 si ferma a Sala. Per l&acute;occasione il popolo de 'La Sala gli preparo una festosa accoglienza con pantagruelici pasti. <br/> 
 <br/> 
Diversi i momenti assai suggestivi della Rievocazione fra cui: <br/> 
<b> Il Torneo dei Casali della Terra de la Sala </b> <br/> 
I  cavalieri e i duellanti dei quattro 'Casali (San Damiano. Santa Lucia, Sant&acute;Angelo, San Niccolo) si sfidano rispettivamente nellaGiostra degli Anelli e nella Sfida dei Campioni per poter aver l&acute;onore di accompagnare Re Carlo V per tutto il percorso della Rassegna. <br/> 
Si tratta di uno spettacolo itinerante che si sviluppa dalla Piazza Umberto I e per tutte te vie, i vicoli e le piazzette del centro storico dei rioni di Santo Stefano e Sant&acute;Eustachio. <br/> 
 <br/> 
<b> Il Corteo Storico </b> <br/> 
L&acute;arrivo dell&acute;Imperatore viene riproposto attraverso una sfilata di personaggi in costumi d&acute;epoca a cui partecipano il Sindaco del Paese con tutta l&acute;amministrazione comunale ed alcuni assessori della Provincia di Salerno. <br/> 
 <br/> 
<b> La Corte in Festa </b> <br/> 
Anche quest&acute;anno la rievocazione storica del passaggio di Carlo V sar&agrave; arricchita da una festa di corte a cui parteciperanno tutti i partecipanti del corteo storico. <br/> 
Una grossa tavolata sara allestita in via Cesare Battisti ove i commensali potranno ammirare gli spettacoli proposti dalle varie compagnie e gustare i piatti preparati per l&acute;occasione dai gruppi della gastronomia. <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
Per maggiori info: www.artemestierisalaconsilina.it<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=45_arti,_mestieri_ed_usanze</link></item><item><author>casa ortega, museo dell`arte che amò il cilento | Bosco | Salerno | Italy Accommodations</author><pubDate>Tue, 24 Jan 2012 17:45:37 GMT</pubDate><title>Campania - Casa Ortega, Museo Dell`arte Che Amò Il Cilento</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=79_casa_ortega,_museo_dell`arte_che_amò_il_cilento' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/jose_ortega.jpg' border='0' alt='Campania - Casa Ortega, Museo Dell`arte Che Amò Il Cilento' align='left'></a>Tre piani di esposizione di 20 quadri e stampe dell&acute;artista internazionale Jos&egrave; Ortega, esponente del realismo pittorico ma anche oppositore del governo franchista (Spagna) e per questo motivo costretto all&acute;esilio dal 1960 al 1976. <br/>  <br/> La drammaticit&agrave; &egrave; visibile nelle opere esposte come: Madri dolorose, Il dittatore, Fame, Piet&agrave;. <br/>  <br/> Questo &egrave; Casa Ortega, il museo nella frazione di Bosco a San Giovanni a Piro: Ortega era un curioso delle attivit&agrave; artigianali e dalla tecnica della cartapesta aveva 'rubato' per realizzare il supporto su cui dipingere, lo modellava con zone in rilievo per dare corpo e spessore ai colori. <br/>  <br/> Mostre ed esposizioni delle sue opere in America, Francia, Germania, Belgio, Italia...ma tra i tanti luoghi visitati e vissuti uno per lui fu speciale: Bosco il piccolo borgo medievale che lo riportava ai colori della sua terra, l&acute;artista diceva di trovarsi nella stessa angoscia e miseria di questi braccianti dalla pelle secca e scura come i contadini spagnoli. <br/>  <br/> Ortega am&ograve; veramente questo luogo tanto da restarci dopo gli anni dell&acute;esilio fino alla morte avvenuta del 1990. <br/>  <br/> Come arrivare: Autostrada A3 Salerno - Reggio Calabria uscire a Buonabitacolo / Padula e prendere la SS517 per Policastro Bussentino fino allo svincolo della SP430. Qui prendere per Palinuro e Vallo della Lucania, uscite a Roccagloriosa e girate a sinistra per acquavena; superata questa arriverete a Bosco. <br/>  <br/>  <br/> Informazioni: <br/> Museo Casa Ortega, <br/> piazza Santa Rosalia - 84070 Bosco (SA) <br/>  <br/> ORARIO DI APERTURA <br/> luglio-agosto 2011 <br/>  <br/> domenica e luned&igrave; <br/> (contattare il 320.4795743) <br/> dalle ore 17 alle ore 20; <br/>  <br/> marted&igrave; <br/> dalle ore 17 alle ore 20; <br/>  <br/> dal mercoled&igrave; al sabato <br/> dalle ore 16 alle ore 20;<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=79_casa_ortega,_museo_dell`arte_che_amò_il_cilento</link></item><item><author>i sentieri vicino a san giovanni a piro | San Giovanni A Piro | Salerno | Italy Accommodations</author><pubDate>Tue, 16 Aug 2011 13:25:02 GMT</pubDate><title>Campania - I Sentieri Vicino A San Giovanni A Piro</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=85_i_sentieri_vicino_a_san_giovanni_a_piro' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/sentieri_cilento.jpg' border='0' alt='Campania - I Sentieri Vicino A San Giovanni A Piro' align='left'></a><b> Sentiero degli Eremiti: </b> <br/> La risalita verso la vetta del Monte Bulgheria inizia laddove &egrave; situato il campo sportivo, verso la fine del paese, nella direzione di Marina di Camerota. <br/> Tra una rada vegetazione a macchia - in cui spiccano ricoveri pastorali - ed un angusto vallone, il sentiero si inerpica ripidamente verso la cima montuosa. Da lass&ugrave; si apre un&acute;ampia veduta panoramica che spazia tra il Golfo di Policastro e Palinuro. <br/>  <br/> <b> Sentiero del Ceraseto: </b> <br/> Poco dopo la bianca chiesetta cimiteriale che si erge alle spalle del Cenobio, un sentiero agevolmente percorribile conduce alla Grotta del Ceraseto. <br/> Dopo circa mezz&acute;ora di cammino si giunge ai piedi della Grotta, scavata in un costone roccioso del Monte Bulgheria e di cui sono visibili i ruderi di possenti mura difensive erette dai monaci bizantini. Si narra che tra la grotta e il Cenobio vi fosse un paesaggio sotterraneo, utilizzato dai frati per sfuggire alle incursioni nemiche. <br/>  <br/> <b> Sentiero della Manna: </b> <br/> Dalla Cappella della Martellata un antico tratturo conduce al Santuario di Maria S.S. di Pietrasanta. Un tempo unica via di collegamento tra quest&acute;ultimo ed il paese, il sentiero si insinua in una fitta vegetazione mediterranea, tra pini e ginestre. Costeggiando una fonte di acqua (cosidetta 'della Manna'), che sgorga dalla roccia e ritenuta miracolosa, tanto che ancora oggi viene somministrata agli infermi, il viottolo sbocca sul piazzale del Santuario. <br/>  <br/> <b> Sentiero della Grotta dell&acute;Acqua: </b> <br/> Il sentiero attraversa la Costa della Masseta. Dopo un primo tratto in salita asfaltato, che conduce all&acute;ingresso del Villaggio 'La Francesca', si infittisce tra i colori ed i profumi della macchia mediterranea. <br/> La prima doverosa sosta &egrave; alla Torre Spinosa. Proseguendo si pu&ograve; osservare la cosidetta 'carcara', un antico manufatto utilizzato per la cottura della calce, per poi giungere alla Grotta dell&acute;Acqua. Quest&acute;ultima deve il suo nome all&acute;incessante stillicidio di acqua che genera delle suggestive stalagmiti. <br/>  <br/> <b> Sentiero del Marcellino: </b> <br/> Dal panoramico Pianoro di Ciolandrea (519 metri s.l.m.), a strapiombo sul mare, parte il sentiero che conduce sulla spiaggia del Marcellino o dei Francesi. <br/> La discesa, inizialmente in lieve pendenza e su di una agevole strada sterrata, diventa sempre pi&ugrave; impervia e sempre meno segnata, per cui si consiglia la pi&ugrave; cauta attenzione. Immerso tra ginestre, mirti e corbezzoli, si affaccia su antiche torri costiere. Si consiglia un comodo rientro in barca (da concordare preventivamente) dalla spiaggia al vicino porto di Scario. <br/>  <br/>  <br/> Il <b> Pianoro di Ciolandrea </b> &egrave; una terrazza panoramica che strapiomba sul mare della Masseta. Da qui la vista spazia tra il Golfo di Policastro, la costa calabro-lucana e, nelle giornate nitide, le isole Eolie.<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=85_i_sentieri_vicino_a_san_giovanni_a_piro</link></item><item><author>il fascino della grotta a sant`angelo a fasanella | Sant`Angelo a Fasanella | Salerno | Italy Accommodations</author><pubDate>Tue, 7 Jun 2011 15:48:36 GMT</pubDate><title>Campania - Il Fascino Della Grotta A Sant`angelo A Fasanella</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=78_il_fascino_della_grotta_a_sant`angelo_a_fasanella' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/carsismo_010.jpg' border='0' alt='Campania - Il Fascino Della Grotta A Sant`angelo A Fasanella' align='left'></a>Con l&acute;arrivo della primavera si risveglia anche il turismo religioso. Meta di turisti e fedeli, la Grotta dell&acute;Angelo o Grotta di San Michele Arcangelo, a Sant&acute;Angelo a Fasanella ha ospitato nell&acute;XI secolo una comunit&agrave; religiosa appartenent all&acute;ordine dei Benedettini. <br/>  <br/> Dentro la grotta ancora oggi sono conservate le spoglie dell&acute;abate Francesco Caracciolo, ma il pubblico pu&ograve; vedere anche una cappella, delle sculture, particolari affreschi trecenteschi, la statua in marmo di San Michele Arcangelo e un pozzo. <br/>  <br/> E&acute; possibile ammirare un altare dedicato all&acute;Immacolata corredato da un baldacchino di legno con la raffigurazione di Santa Rita, e una cornice a intaglio barocco con la raffigurazone dell&acute;Immacolata Concezione. Dietro l&acute;altare, la grotta si estende in una cavit&agrave; che fino al 1800 &egrave; stata adibita ad ossario e che ancora oggi ospita resti di sarcofagi. Chi viene a Sant&acute;Angelo a Fasanella per motivi religiosi o turistici, non pu&ograve; perdersi una visita all&acute;Antece, che si trova a circa 4 chilometri dal centro abitato, sulla cima di Costa Palomba: si tratta di una figura intagliata nella roccia, risalente al V-IV secolo A.C., che rappresenta un guerriero vestito con un chitone e armato di una clava o di uno scudo. <br/>  <br/> A pochi chilometri di distanza dal centro abitato si trovano le sorgenti dell&acute;Auso; da vedere anche i ruderi di Fasanella, alcuni resti di abitazioni e un ponte sulla Sorgente Auso. Per raggiungere Sant&acute;Angelo a Fasanella si pu&ograve; percorrere l&acute;autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, uscire allo svincolo di Atena Lucana, poi proseguire per 26 km sulla SS 166.<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=78_il_fascino_della_grotta_a_sant`angelo_a_fasanella</link></item><item><author>il museo etnografico di morigerati | Morigerati | Salerno | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Campania - Il Museo Etnografico Di Morigerati</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=29_il_museo_etnografico_di_morigerati' target='_blank'><img src='http://www.cilentotravel.it/public/img_blog/museo.jpg' border='0' alt='Campania - Il Museo Etnografico Di Morigerati' align='left'></a><i> Le collezioni etnografiche del Museo documentano, con centinaia di oggetti, la vita quotidiana di chi ha vissuto, e vive ancora oggi, in queste terre del Cilento. <br/> 
Utensili agricoli, capi di abbigliamento, attrezzi di artigiani, un&acute;intera CERERIA, tutto il ciclo della lavorazione del lino (dalla cardatura alla tessitura ...) raccolti a met&agrave; del <b> XX secolo </b> esposti in oltre <b> 10 sale in un antico edificio </b>. </i> <br/> 
 <br/> 
Il <b> museo di Morigerati </b>, &egrave; un&acute;istituzione culturale del territorio che raccoglie oggetti e documenti delle culture tradizionali del territorio bussentino. <br/> 
Negli anni sessanta Clorinda e Modestina Florenzano iniziavano la raccolta dei primi oggetti di uso comune con una particolare attenzione agli utensili di lavoro ed ai manufatti tessili. Migliaia di oggetti si sono cos&igrave; salvati dall&acute;ingiuria del tempo ed anche dall&acute;oblio storico. Proprio in quegli anni le Florenzano concepirono la nascita di una <b> collezione etnografica </b> che raccogliesse le testimonianze di una cultura millenaria che aveva conosciuto lente trasformazioni nei secoli ma che aveva subito una forte accelerazione e spinta al mutamento. <br/> 
 <br/> 
La lingua, le feste, gli usi alimentari costituiscono il tessuto di una identit&agrave; di cui fa parte anche il <b> Museo etnografico con oltre 3000 oggetti conservati </b>, centinaia di immagini fotografiche, registrazioni sonore di narrazioni biografiche, videofilmati di attivit&agrave; artigiane e feste locali. Il museo di Morigerati &egrave; lo specchio storico di una realt&agrave; in continuo mutamento dove la didattica per le scuole, l&acute;informazione e l&acute;accoglienza ai turisti sono gli obiettivi fondamentali. <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
<i> Per maggiori informazioni:<b>  www.grottedimorigerati.it/museo.html  </b> </i><br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=29_il_museo_etnografico_di_morigerati</link></item><item><author>itinerari eno - gastronomici | Cannalonga | Salerno | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Campania - Itinerari Eno - Gastronomici</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=30_itinerari_eno_-_gastronomici' target='_blank'><img src='http://www.cilentotravel.it/public/img_blog/CUCINA.jpg' border='0' alt='Campania - Itinerari Eno - Gastronomici' align='left'></a>Nel territorio della <b> Comunit&agrave; Montana Gelbison e Cervati </b> &egrave; possibile degustare diversi prodotti dell&acute;agricoltura e particolari specialit&agrave; gastronomiche. <br/> 
 <br/> 
Tra i prodotti tipici si possono menzionare l&acute;olio extravergine di oliva, i salumi, i prodotti caseari, il vino, la frutta secca, le castagne, i fichi, il miele, ecc. <br/> 
 <br/> 
Tra i piatti locali: <br/> 
- a <b> Cannalonga </b> si pu&ograve; gustare una pasta sfoglia ripiena di ricotta e verdura e condita con il rag&ugrave; ('<i> cauzini </i>'); il ripieno di salumi, formaggio, uova e aromi ('<i> pizza chiena </i>'); le patate lesse e condite con strutto, zucchero, lievito e noci ('<i> vicciddi </i>'); <br/> 
 <br/> 
- a <b> Gioi </b> si prepara un piatto tipico detto '<i> Foglia e patate </i>', i '<i> frisiddi </i>' (biscotti) e la '<i> picea </i>' (focaccia dal colore rossiccio);  <br/> 
 <br/> 
- a <b> Ceraso </b> la scarola in brodo con le polpettine di carne e i '<i> mugliatieddi </i>' (involtini di interiora di capretto ripieni di prezzemolo, formaggio e aglio e cotti alla brace); <br/> 
 <br/> 
- ad <b> Orria </b> la porchetta con le patate e i fichi con il prosciutto; <br/> 
 <br/> 
- a <b> Novi Velia </b> '<i> re mortedde </i>', formaggio con all&acute;interno foglie di mirto. <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
Nel percorso eno-gastronomico, tappe importanti per la promozione della '<b> dieta mediterranea </b>' e dei prodotti tipici sono: <br/> 
- da <b> Orria </b> <i> sagra del grano </i> (dall&acute;1 al 5 agosto), degustazione di piatti tipici a base di cereali e derivati del grano; <br/> 
 <br/> 
- a <b> Ceraso </b> dal 3 all&acute;8 agosto la '<i> Festa del Fiume </i>' con la degustazione di prodotti tipici locali; <br/> 
 <br/> 
- a <b> Novi Velia </b> (dal 7 al 12 agosto) sagra per la caratteristica lavorazione di '<i> re mortedde </i>', formaggio con all&acute;interno foglie di mirto; <br/> 
 <br/> 
- dal 10 al 17 agosto a <b> Gioi </b> la sagra del fusillo; <br/> 
 <br/> 
..e continuando nell&acute;estate, ancora ad <b> Orria </b> l&acute;appuntamento annuale con la <b> Mostra Mercato del Fico Bianco del Cilento </b> dove e possibile degustare porchetta, patate al forno e fichi con prosciutto (dal 28 agosto al 2 settembre); a <b> Cannalonga </b> il secondo sabato di settembre <b> Fiera della Frecagnola </b>, con degustazione di prodotti locali; ancora a <b> Gioi </b> nella frazione di Cardile la <b> Festa della Castagna </b> (ultimo sabato di ottobre).<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=30_itinerari_eno_-_gastronomici</link></item><item><author>itinerari naturalistici | Ceraso | Salerno | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Campania - Itinerari Naturalistici</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=31_itinerari_naturalistici' target='_blank'><img src='http://www.cilentotravel.it/public/img_blog/natura.jpg' border='0' alt='Campania - Itinerari Naturalistici' align='left'></a>Un percorso guidato tra le bellezze paesaggistiche ed ambientali presenti sul territorio. Una tantum durante il periodo primavera-estate-autunno visite guidate ed escursioni lungo il fiume Palisto e i torrenti Badolato, Fiumicello e Fosso, sul Monte Gelbison, attivit&agrave; sportiva, trekking a piedi e a cavallo, equitazione, percorsi guidati tra i boschi di macchia mediterranea nelle aree di verde attrezzato, tra le selve alla scoperta della flora e della fauna locale. <br/> 
 <br/> 
A <b> Cannalonga </b> escursioni sul Monte Gelbison, sul Monte Falascuso e nei pressi di torrenti Badolato, Carmine, Mennoia. Si pu&ograve; praticare trekking sui tipici 'tuzzi' ovvero i punti pi&ugrave; alti delle creste montuose del luogo e da cui si possono ammirare i cosidetti 'scanni' gli strapiombi tipici del posto. Da visitare la localit&agrave; Crispi dove ammirare le vallate circostanti e degustare i prodotti tipici locali. <br/> 
 <br/> 
A <b> Ceraso </b> suggestive passeggiate lungo il lago Fabbrica, il fiume Palisto e il bosco Bruca caratterizzato prevalentemente da alberi di castagno, ontano e noce. <br/> 
 <br/> 
A <b> Gioi </b> passeggiate nei pressi dei torrenti Fiumicello e Fosso e salutari passeggiate nei boschi di querceti, castagneti ed oliveti. <br/> 
 <br/> 
A <b> Novi Velia </b> escursioni sul Monte Gelbison, sul Pianoro di Fiumefreddo oltre alle passeggiate nei boschi di castagni e faggi. <br/> 
 <br/> 
A <b> Orria </b> suggestive passeggiate nei Valloni Orria e Cerreto e nei boschi di Scorzelle, Acciucchi, Selva dei Santi, S.Martino, S.Ginito e di Patrimonio; trekking lungo antichi sentieri che si snodano in boschi meravigliosamente incontaminati.<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=31_itinerari_naturalistici</link></item><item><author>itinerari storico - religiosi | Gioi Cilento | Salerno | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Campania - Itinerari Storico - Religiosi</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=33_itinerari_storico_-_religiosi' target='_blank'><img src='http://www.cilentotravel.it/public/img_blog/Novi.jpg' border='0' alt='Campania - Itinerari Storico - Religiosi' align='left'></a><b> Da nord a sud attraverso Orria, Gioi Cilento, Cannalonga, Novi Velia, Ceraso </b>. <br/> 
 <br/> 
L&acute;itinerario parte da <b> Orria </b>, dove si pu&ograve; visitare l&acute;Arco della Fontana Vecchia (fraz. Piano Vetrale) ed i palazzi Gugliucci e De Feo; da segnalare le pareti dipinte ('Murales') e il Museo Comunale della Civilt&agrave; Contadina. <br/> 
 <br/> 
Da vedere: la Chiesa Parrocchiale di S.Felice, la Chiesa di S.Domenica, la Cappella di S.Maria delle Grazie, nella frazione di Piano Vetrale le Chiese di S.Sofia e di S.Elia e la Cappella di S.Antonio da Padova. <br/> 
 <br/> 
Si Attraversa poi <b> Gioi Cilento </b> con una visita ai ruderi del Castello, la cinta muraria e quello che resta della Porta dei Leoni, la Cappella della Madonna della Porta e il Convento di S.Francesco; da non perdere anche i mulini ad acqua e i Palazzi Signorili. <br/> 
 <br/> 
Nella frazione Cardile da visitare il Palazzo Baronale con l&acute;antico frantoio, la Chiesa di San Giovanni Battista, i ruderi della Cappella di S.Salvatore, il ponte di epoca medievale e la cappella della Madonna del Carmine. <br/> 
 <br/> 
Si giunge cos&igrave; a <b> Cannalonga </b> per visitare il centro storico con le vie strette e tortuose e i caratteristici casolari rurali. Di rilievo anche i Palazzi storici come il Palazzo Torrusio (il pi&ugrave; grande del territorio), De Licteriis e quello Ducale della famiglia Mongrovejo; suggestive anche le osterie e le botteghe. Tra le Chiese da menzionare la Chiesa di S.Lucia. <br/> 
 <br/> 
A <b> Novi Velia </b> oltre alle Chiese di S.Maria dei Greci, S.Maria dei Longobardi, S.Bartolomeo, le Cappelle di S.Nicola da Bari, S.Giorgio e di S.Pietro in Vincoli e l&acute;importante Santuario della Madonna di Novi Velia sul Monte Gelbison, da visitare il Palazzo Vescovile, la Torre ed il Castello Feudale. <br/> 
L&acute;Itinerario attraversa poi <b> Ceraso </b> con il suo caratteristico rione 'mpieri Ceraso' dove le case sono state costruite una sull&acute;altra. Suggestivi anche i Palazzi Di Lorenzo, Lancillotti-Ebner, la Casa Colonica De Marsilio e nella frazione S.Barbara i Palazzi Ferolla e Testa-Ferrara, ancora nella frazione S.Biase il Palazzo Baronale. <br/> 
Tra le Chiese da visitare la Chiesa Parrochiale di S.Nicola, la Badia di Pattano (fraz. S.Biase), la Chiesa di S.Felice e di S.Martino (fraz. Massascusa).<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=33_itinerari_storico_-_religiosi</link></item><item><author>la più bella città della magna grecia | Paestum | Salerno | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 17 Oct 2011 14:25:42 GMT</pubDate><title>Campania - La Più Bella Città Della Magna Grecia</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=47_la_più_bella_città_della_magna_grecia' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/paestum_20832_turismoregionecampania1.jpg' border='0' alt='Campania - La Più Bella Città Della Magna Grecia' align='left'></a>I maestosi templi dorici, illuminati da un sole intenso, e la lunga fascia costiera, lambita da un mare scintillante, fanno di <b> PAESTUM </b> un luogo incantevole dove trascorrere le proprie vacanze. <br/>  <br/> La citt&agrave; antica &egrave; strategicamente posizionata a pochi chilometri a sud della <b> costiera Amalfitana </b> e a nord della <b> costiera Cilentana </b>, fungendo da porta del <b> Parco Nazionale del Cilento </b>. <br/>  <br/> Considerata dall&acute;<b> U.N.E.S.C.O. patrimonio dell&acute;umanit&agrave; </b>, PAESTUM rimane, per l&acute;arte, la natura, i sapori e gli eventi che la caratterizzano, tra le pi&ugrave; belle citt&agrave; della <b> Magna Grecia </b> da visitare e scoprire. <br/>  <br/> Fonte: www.infopaestum.it<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=47_la_più_bella_città_della_magna_grecia</link></item><item><author>le spiagge e.... di scario | Scario | Salerno | Italy Accommodations</author><pubDate>Tue, 16 Aug 2011 11:17:51 GMT</pubDate><title>Campania - Le Spiagge E.... Di Scario</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=84_le_spiagge_e...._di_scario' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/spiagge_cilento.jpg' border='0' alt='Campania - Le Spiagge E.... Di Scario' align='left'></a>Tra il porto di Scario ed il vallone del Marcellino (linea di confine con Camerota) si rincorrono spiagge spettacolari, incastonate tra la montagna ed il mare. Tra queste: la <b> spiaggia 'dei gabbiani' </b> (cosidetta per gli uccelli marini che sono soliti sostarvi), <b> 'della sciabica' </b> (dal nome di una tipica rete da pesca) e <b> 'della risima' </b> (per la florida vegetazione arbustiva). <br/>  <br/> Dal punto di vista geologico la costa &egrave; caratterizzata da falesie calcaree, propaggini in mare del Monte Bulgheria, interessate da intensi fenomeni di carsismo e, quindi, dalla presenza sottomarina di numerose grotte e risorgive di acqua dolce. <br/> Il paesaggio subacqueo &egrave; caratterizzato da vaste praterie di Posidonia oceanica e da formazioni algali superficiali di Cystoseira spp. <br/> Abbastanza diffusa nei posidonieti la presenza dei grandi bivalvi appartenenti alla specie protetta Pinna nobilis, conosciuta come 'nacchera', indice di un buono stato di conservazione dell&acute;ambiente marino. <br/>  <br/> Lungo la <b> Costa della Masseta </b>, la <b> Grotta della Molara </b> ha restituito alla luce numerosi reperti preistorici. Tra questi  spicca la mandibola di un bambino di 3-4 anni, vissuto nell&acute;epoca neandertaliana. <br/>  <br/> <br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=84_le_spiagge_e...._di_scario</link></item><item><author>morigerati - bandiera arancione - località eccellente dell`entroterra | Morigerati | Salerno | Italy Accommodations</author><pubDate>Tue, 14 Jun 2011 09:21:10 GMT</pubDate><title>Campania - Morigerati - Bandiera Arancione - Località Eccellente Dell`entroterra</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=80_morigerati_-_bandiera_arancione_-_località_eccellente_dell`entroterra' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/1346_imagee1.jpg' border='0' alt='Campania - Morigerati - Bandiera Arancione - Località Eccellente Dell`entroterra' align='left'></a><b> Morigerati </b> &egrave; un piccolo borgo medievale la cui origine viene fatta risalire a un insediamento di monaci basiliani che, per sfuggire alle persecuzioni in Grecia, si rifugiarono nell&acute;Italia meridionale alla ricerca di luoghi tranquilli e adatti alla contemplazione. <br/>  <br/> Il paese sorge all&acute;interno del <b> Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano </b> e nell&acute;oasi WWF Grotte del Bussento: 600 ettari circa di area protetta. L&acute;intera area offre uno degli spettacoli pi&ugrave; belli e di maggior richiamo della zona, attraverso passeggiate, escursioni, itinerari in mezzo alla natura. <br/>  <br/> <b> Da non perdere </b>: <br/> Il percorso guidato alla Grotta all&acute;interno dell&acute;<b> oasi WWF </b>: all&acute;ingresso uno spettacolare portale alto 20 metri, una scala scavata nel calcare e un ponte di legno sul fiume che scaturisce dalla roccia sottostante. <br/> <b> Il museo Etnografico regionale </b>, che espone oggetti, fotografie, filmati e registrazioni sonore della cultura del territorio della Valle del Bussento; salumi tradizionali, freselle (pane biscottato da bagnare con acqua e condire con olio d&acute;oliva, pomodoro e origano), olio extravergine d&acute;oliva DOP e Fico bianco del Cilento DOP. <br/>  <br/> <b> Perch&eacute; Bandiera arancione </b> <br/> La localit&agrave; &egrave; immersa in un contesto ambientale di grande pregio (Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano) con un&acute;oasi WWF di circa 60 ettari di estensione. <br/> Il punto informativo (centro visite) &egrave; ben fruibile e ben segnalato, cos&igrave; come anche il sito web promuove adeguatamente il territorio come 'paese albergo'. <br/> Efficiente &egrave; inoltre la segnaletica di indicazione per gli attrattori ambientali e storico-culturali. <br/>  <br/> Maggiori info sulla bandiera arancione: www.bandierearancioni.it<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=80_morigerati_-_bandiera_arancione_-_località_eccellente_dell`entroterra</link></item><item><author>parco nazionale del cilento | Paestum | Salerno | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Campania - Parco Nazionale Del Cilento</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=46_parco_nazionale_del_cilento' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/parco_nazionale_del_cilento2.jpg' border='0' alt='Campania - Parco Nazionale Del Cilento' align='left'></a><b> Un parco di terra e di mare laboratorio di biodiversit&agrave;... </b> <br/> 
 <br/> 
Il <b> Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano </b> preserva un patrimonio di inestimabile valore, risultato delle millenarie ed armoniche interazioni tra ambienti naturali e opera dell&acute;uomo che ha trasformato il territorio del Parco in un complesso sistema biogeografico: citt&agrave; greche ed antichi centri storici, vetuste abbazie, castelli e casali sono incastonati in ambienti ancora incontaminati, ricchi di piante ed animali rari, boschi maestosi curati dalla sapiente ed attenta mano dell&acute;uomo. <br/> 
 <br/> 
Posto al centro del mediterraneo, 'terra di mezzo', ne rappresenta il Parco per eccellenza perch&egrave; di questo mare incarna lo spirito pi&ugrave; profondo, la ricchezza in termini di biodiversit&agrave;, l&acute;incontro tra mare e montagna, Atlantico e Oriente, culture nordiche e culture africane. Queste peculiarit&agrave; hanno portato a prestigiosi riconoscimenti internazionali: l&acute;inclusione nella rete delle <b> Riserve di Biosfera del programma MAB dell&acute;UNESCO </b> e soprattutto l&acute;inserimento, per la prima volta concesso ad un Parco mediterraneo, nella esclusiva lista del <b> Patrimonio Mondiale dell&acute;Umanit&agrave; dell&acute;Unesco </b>, come 'paesaggio culturale'. <br/> 
 <br/> 
Fonte: corriere del mezzoggiorno<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=46_parco_nazionale_del_cilento</link></item><item><author>ettari di vigne | Pavia di Udine | Udine | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Friuli Venezia Giulia - Ettari Di Vigne</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=60_ettari_di_vigne' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/SolatiaVigna11.jpg' border='0' alt='Friuli Venezia Giulia - Ettari Di Vigne' align='left'></a>Nove zone a denominazione d&acute;origine controllata, con 1700 aziende che producono oltre 100 milioni di bottiglie l&acute;anno, fra etichette rinomate in tutto il mondo e due gioielli come il Ramandolo e il Picolit, famoso '<i> vino da meditazione </i>'. <br/> 
 <br/> 
A comporre il mosaico del grande <b> Vigneto Friuli </b>, celebrato fin dai tempi di <b> Plinio il Vecchio </b>, sono robusti rossi (Merlot, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Refosco dal peduncolo rosso, Terrano, Pinot nero, Schioppettino) e profumati bianchi (Tocai friulano, Verduzzo friulano, Malvasia istriana, Chardonay, Pinot, Ribolla, Riesling, Sauvignon, Traminer aromatico). Dal vino alla grappa, il passo &egrave; breve. <br/> 
 <br/> 
Un tempo bistrattata e relegata ai contadini, oggi &egrave; diventata un vero e proprio must del bere. Grazie anche a <b> Gianola Nonino </b>: dalla centenaria distilleria di Percoto esce un nettare servito nei migliori ristoranti. <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
<b> Note </b> <br/> 
Nonino Distillatori <br/> 
Via Aquileia 104 - Fr. Percoto - Pavia di Udine (UD) <br/> 
info: 0432.676331 <br/> 
www.nonino.it<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=60_ettari_di_vigne</link></item><item><author>e` il corso le vera anima della città.. | Pordenone | Pordenone | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Friuli Venezia Giulia - E` Il Corso Le Vera Anima Della Città..</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=62_e`_il_corso_le_vera_anima_della_città..' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/pordenone-chiesa.jpg' border='0' alt='Friuli Venezia Giulia - E` Il Corso Le Vera Anima Della Città..' align='left'></a>E&acute; il corso la vera anima della citt&agrave;: un&acute;elegante via con lunghi portici, in cui si ammirano vetrine curate e si sosta in accoglienti caff&egrave;. <br/> 
 <br/> 
Basta alzare lo sguardo per scoprire palazzi splendidamente affrescati, mentre a due passi dalla citt&agrave;, sulle rive del fiume Noncello, spuntano angoli di pace in cui la parola &egrave; lasciata alla natura. <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=62_e`_il_corso_le_vera_anima_della_città..</link></item><item><author>grado come venezia | Grado | Gorizia | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Friuli Venezia Giulia - Grado Come Venezia</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=56_grado_come_venezia' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/grado.jpg' border='0' alt='Friuli Venezia Giulia - Grado Come Venezia' align='left'></a>E&acute; bello percorrere campielli e vicoli, camminando tra le pittoresche case dei pescatori di Grado, l&acute;<b> Isola d&acute;Oro </b> dalle fattezze veneziane. <br/> 
Appartata e stretta intorno al suo centro storico, &egrave; impreziosita da un dedalo di isolotti che formano la suggestiva laguna. <br/> 
 <br/> 
Non bisogna assolutamente perdersi le Terme, a due passi dal mare. <br/> 
Rinomate gi&agrave; ai tempi dell&acute;impero austro-ungarico, mettono a disposizione, grazie anche al nuovo <b> Parco Termale Acquatico </b>, una gamma di trattamenti davvero invitanti. <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
<b> Note </b> <br/> 
Terme marine e spiagge <br/> 
Grado <br/> 
info: 0431.899309 <br/> 
www.grado.it<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=56_grado_come_venezia</link></item><item><author>il paese dei prosciutti | San Daniele Del Friuli | Udine | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Friuli Venezia Giulia - Il Paese Dei Prosciutti</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=58_il_paese_dei_prosciutti' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/prolongo2.jpg' border='0' alt='Friuli Venezia Giulia - Il Paese Dei Prosciutti' align='left'></a>Il piccolo paese  di San Daniele, patria del celebre prosciutto, sottoposto a un rigoroso processo di salatura e stagionato per almeno 12 mesi, &egrave; la vera meta gastronomica della regione. <br/> 
 <br/> 
D&acute;obbligo una sosta in un prosciuttificio. <br/> 
Come Prolongo, dove si pu&ograve; assistere anche ad alcune fasi della lavorazione. <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
<b> Note </b> <br/> 
Prosciuttificio Prolongo <br/> 
Viale Trento e Trieste 129 - San Daniele dl Friuli (UD) <br/> 
info: 0432.957161<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=58_il_paese_dei_prosciutti</link></item><item><author>in un igloo | Piancavallo | Pordenone | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Friuli Venezia Giulia - In Un Igloo</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=57_in_un_igloo' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/PiancavalloTown.jpg' border='0' alt='Friuli Venezia Giulia - In Un Igloo' align='left'></a>Si pu&ograve; vivere un <b> weekend da esquimese </b>, raggiungendo con seggiovia e ciaspole o con gli sci lo <b> Spirit Igloo Village </b>, a Piancavallo, una casa di ghiaccio a 1800 metri di altezza, tra cime spettacolari. Senza troppi brividi, per&ograve;. <br/> 
 <br/> 
Incredibilmente, all&acute;interno la temperatura &egrave; attorno ai 18 gradi, ma per i freddolosi, accanto, c&acute;&egrave; il rifugio d&acute;appoggio. <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
<b> Note </b> <br/> 
Accademia Alpina <br/> 
Viale Don Pietro Bortolotto 21, Claut (PN) <br/> 
info: 0427.878029<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=57_in_un_igloo</link></item><item><author>la città dove si vive meglio | Trieste | Trieste | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Friuli Venezia Giulia - La Città Dove Si Vive Meglio</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=61_la_città_dove_si_vive_meglio' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/PalazzoGovernoTrieste,0.jpg' border='0' alt='Friuli Venezia Giulia - La Città Dove Si Vive Meglio' align='left'></a>E&acute; la citt&agrave; italiana dove si vive meglio. Almeno secondo l&acute;indagine de Il Sole 24 Ore del 2009, che mette a confronto il livello di benessere nelle varie provincie della penisola. <br/> 
 <br/> 
Palmar&eacute;s meritato grazie a una serie di progetti che l&acute;anno fatta uscire dall&acute;immobilismo. <br/> 
Come il restyling delle rive e di piazza Unit&agrave; d&acute;Italia, affacciata sul mare, un sogno di pietra arenaria illuminata da 150 scenografici punti luce azzurri. O come il futuro retauro degli edifici storici del porto che ospiteranno alberghi e musei, finanziati da un investimento di un miliardo e mezzo di euro. <br/> 
 <br/> 
Citt&agrave; dove un tempo approdavano i leggendari transatlantici Vulcania e Saturnia, reduci da sfide oceaniche, Trieste &egrave; come la sua gente: poetica, fiera, entusiasta. <br/> 
 <br/> 
Qui l&acute;Occidente si attenua nel bianco, nel rosa e nel grigio sul lungomare e sul molo Italia, spazzati dalla bora rabbiosa.<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=61_la_città_dove_si_vive_meglio</link></item><item><author>la nizza dell`adriatico | Gorizia | Gorizia | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Friuli Venezia Giulia - La Nizza Dell`adriatico</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=54_la_nizza_dell`adriatico' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/Castello-Gorizia-05.jpg' border='0' alt='Friuli Venezia Giulia - La Nizza Dell`adriatico' align='left'></a>A Gorizia si respira l&acute;atmosfera sospesa tipica di una citt&agrave; di frontiera fra paesaggi collinari da fiaba. Nella <b> piazza Transalpina </b>, dino al 2004 fisicamente divisa da un muro, si passeggia con un piede in Italia e uno in Slovenia. <br/> 
 <br/> 
Il <b> castello medievale </b> con il suo incantevole borgo &egrave; un vero gioiello: da qui la vista spazia sulle dolci distese di colli e sull&acute;intera citt&agrave;, dove convivono in modo armonioso architetture medievali, barocche e ottocentesche. <br/> 
 <br/> 
Gi&agrave; la borghesia asburgica amava Gorizia e il suo Clima mite: non a caso la citt&agrave; era chiamata la '<i> Nizza dell&acute;Adriatico </i>'. Tra giardini incantevoli, come il Parco Piuma sul fiume Isonzo e il <b> Parco del Palazzo Coronini Cronberg </b>, trova grande spazio anche la cultura: tanti i musei, da quello della moda e delle arti applicate a quello della  Grande Guerra.<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=54_la_nizza_dell`adriatico</link></item><item><author>prendiamo il largo | Múggia | Trieste | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Friuli Venezia Giulia - Prendiamo Il Largo</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=55_prendiamo_il_largo' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/barcolana_eli.jpg' border='0' alt='Friuli Venezia Giulia - Prendiamo Il Largo' align='left'></a>Friuli-Venezia Giulia vuol dire anche mare e vela. <br/> 
Oltre a ospitare la <b> Barcolana </b> (la seconda domenica di ottobre), regata a cui partecipano pi&ugrave; di 2500 barche, la regione offre 23 marine da cui salpare per visitare i 130 chilometri di costa, o per prendere il largo verso Slovenia e Croazia. <br/> 
 <br/> 
Uno dei charter pi&ugrave; accreditati &egrave; <b> Sailing Freedom </b>, si trova a Muggia, in provincia di Trieste, nel porto San Rocco. <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
<b> Note </b> <br/> 
Sailing Freedom <br/> 
Strada per Vienna 36, Trieste <br/> 
info: 040.211491 <br/> 
www.sailingfreedom.it<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=55_prendiamo_il_largo</link></item><item><author>villa manin | Passariano di Codroipo | Udine | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Friuli Venezia Giulia - Villa Manin</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=59_villa_manin' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/TKmag47396dd1666ee.jpg' border='0' alt='Friuli Venezia Giulia - Villa Manin' align='left'></a>E&acute; stata la residenza dell&acute;ultimo Doge di Venezia: bellezza, storia e perfezione architettonica si fondono in questa <b> dimora nobiliare seicentesca </b> impreziosita da un parco con alberi provenienti da tutto il mondo. <br/> 
 <br/> 
La villa &egrave; inoltre sede di concerti e grandi eventi, come la mostra <i> L&acute;et&agrave; di Courbet e Monet. La diffusione del realismo e dell&acute;impressionismo nell&acute;Europa centrale o orientale </i>, proposta fino al 7 marzo. <br/> 
 <br/> 
Con questa mostra ricca di capolavori, viene per la prima volta organicamente studiato il rapporto tra la nascita della cosidetta <b> scuola di Barbizon </b> in Francia e la diffusione del realismo e del naturalismo nei paesi dell&acute;Europa centrale e orientale. <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
<b> Note </b> <br/> 
Azienda speciale Villa Manin <br/> 
Piazza Manin 10 - Passariano di Codroipo (UD) <br/> 
info: 0432.821211 <br/> 
www.villamanin-eventi.it<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=59_villa_manin</link></item><item><author>appena pescato | Latina | Latina | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Lazio - Appena Pescato</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=66_appena_pescato' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/latina-051ed.jpg' border='0' alt='Lazio - Appena Pescato' align='left'></a>A <b> Latina </b> e in tutto il litorale la cucina marinara la fa da padrona, e il freschissimo pescato degli azzurri fondali tirrenici permette ancora a ristoranti e trattorie di fregiarsi del titolo di miglior cucina di pesce del territorio laziale. <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
<b> La specialit&agrave; di Sezze </b> <br/> 
Il carciofo &egrave; un ingrediente caratteristico della cucina romana e laziale. <br/> 
Un prodotto d&acute;eccelenza &egrave; in particolare il carciofo di <b> Sezze Romano </b> (dove ad aprile si tiene la sagra ad esso dedicata). <br/> 
Il sapore particolarmente gradevole &egrave; dovuto al clima eccezionale e alla ricchezza dei terreni dove viene coltivato, nelle zone da tempo bonificate dell&acute;Agro Pontino. <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
<b> Specialit&agrave; Pontine </b> <br/> 
Il territorio dell&acute;<b> Agro Pontino </b> spicca per alcuni prodotti tipici. <br/> 
Famose le <b> mozzarelle di bufala </b>, che rientrano nell&acute;estesa DOP campana. <br/> 
Tra i salumi citiamo l&acute;eccelente <b> salsiccia di Monte San Biagio </b>, caratterizzata dal profumo del coriandolo, e il gustoso <b> prosciutto di Bassiano </b>.<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=66_appena_pescato</link></item><item><author>basilica di san pietro - vaticano | Roma | Roma | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Lazio - Basilica Di San Pietro - Vaticano</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=19_basilica_di_san_pietro_-_vaticano' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/scheda_basilica_san_pietro.jpg' border='0' alt='Lazio - Basilica Di San Pietro - Vaticano' align='left'></a>La <b> basilica di San Pietro </b> in Vaticano &egrave; una basilica cattolica che si trova a Roma, nella <b> Citt&agrave; del Vaticano </b>, a coronamento della monumentale <b> Piazza San Pietro </b>. <br/> 
 <br/> 
&egrave; la maggiore delle basiliche papali di Roma, spesso descritta come <b> la pi&ugrave; grande chiesa del mondo </b> e centro del cattolicesimo. <br/> 
 <br/> 
La costruzione dellŽattuale basilica di San Pietro fu iniziata nel 1506 sotto <b> papa Giulio II </b> e si concluse nel 1626, durante il pontificato di papa <b> Urbano VIII </b>. Si tratta tuttavia di una ricostruzione, dato che nello stesso sito, prima dellŽodierna basilica, ne sorgeva unŽaltra risalente al IV secolo, fatta costruire dallŽimperatore romano Costantino I nel luogo in cui si apriva il circo di Nerone e dove la tradizione vuole che san Pietro, uno degli apostoli di Ges&ugrave; e primo papa del Cristianesimo, fosse stato sepolto dopo la sua crocifissione. Oggi possiamo solo immaginare lŽimponenza di questo edificio, immortalata solo in alcune raffigurazioni artistiche: lŽimpianto, arricchito nel corso dei secoli con preziose opere dŽarte, era suddiviso in cinque navate e presentava analogie con quello della <b> basilica di San Paolo fuori le mura </b>. <br/> 
 <br/> 
La sistemazione della piazza (1656 - 1667) &egrave; dovuta al genio di <b> Gian Lorenzo Bernini </b>, che realizz&ograve; qui la sua opera dŽarchitettura pi&ugrave; celebre. Lo spazio fu quindi suddiviso in due parti: la prima, a forma di trapezio rovescio con il lato maggiore lungo la facciata, la quale, grazie al particolare effetto prospettico, assumeva un aspetto pi&ugrave; slanciato; la seconda di forma ovale con lŽimponente colonnato architravato. Nel progetto berniniano compariva uno spicchio centrale '<i> il nobile interrompimento </i>' in prosecuzione del colonnato, che, se realizzato, avrebbe nascosto la piazza e la basilica rispetto alla veduta frontale. In questo modo, provenendo da <b> Ponte SantŽAngelo </b>, il visitatore, dopo aver percorso le vie anguste del rione del Borgo antistante la basilica, si sarebbe trovato allŽimprovviso in uno spazio vasto e solenne e avrebbe provato stupore e meraviglia. Le aspirazioni del Bernini non trovarono mai seguito, tanto &egrave; vero che, con lŽapertura dellŽattuale Via della Conciliazione (1936 - 1950) e lo sventramento del quartiere di Borgo, la facciata della basilica divenne una monumentale quinta al termine di un lungo rettilineo. <br/> 
 <br/> 
San Pietro non &egrave; una cattedrale, ovvero il soglio di un vescovo; il papa &egrave; anche il Vescovo di Roma, ma la cattedrale di Roma &egrave; la basilica di San Giovanni in Laterano. <br/> 
 <br/> 
La basilica di San Pietro &egrave; la sede delle principali manifestazioni del culto cattolico ed &egrave; perci&ograve; in solenne funzione in occasione delle celebrazioni per il Natale, la Pasqua ed i riti della Settimana Santa, la proclamazione dei nuovi papi e le esequie di quelli defunti, lŽapertura e la chiusura dei giubilei. Sotto papa Giovanni XXIII ospit&ograve; le sedute del Concilio Vaticano II. <br/> 
 <br/> 
A Roma si trovano tre chiese dedicate a san Pietro. Oltre alla basilica esiste la chiesa di San Pietro in Vincoli, la chiesa di San Pietro in Montorio, la chiesa dei Santi Pietro e Paolo allŽEUR. <br/> 
 <br/> 
La basilica di San Pietro &egrave; stata per secoli la pi&ugrave; grande chiesa cattolica; sul pavimento della navata centrale, muovendo dallŽingresso verso lŽabside, si vedono inserite nel marmo delle stelle dorate: esse indicano la lunghezza totale (misurata dallŽabside di San Pietro) di parecchie grandi chiese cattoliche sparse nel mondo. Il primato apparentemente le &egrave; stato tolto nel 1989 dalla <b> basilica di Nostra Signora della Pace </b> di Yamoussoukro, nella Costa dŽAvorio, edificio ispirato proprio alle forme della basilica romana. In realt&agrave; nel computo della superficie dell&acute;edificio africano vengono considerati anche un rettorato e una villa riservata alle visite papali: cos&igrave; sono solo 7.000 i posti a sedere e 11.000 quelli in piedi, contro i 60.000 stimati per la basilica di San Pietro.<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=19_basilica_di_san_pietro_-_vaticano</link></item><item><author>cappella sistina | Roma | Roma | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Lazio - Cappella Sistina</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=13_cappella_sistina' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/scheda_cappella_sistina.jpg' border='0' alt='Lazio - Cappella Sistina' align='left'></a>La <b> Cappella Sistina </b> di Roma &egrave; uno dei pi&ugrave; famosi tesori artistici della <b> Citt&agrave; del Vaticano </b>. Fu costruita tra il 1475 e il 1483, allŽepoca di papa Sisto IV della Rovere, da cui prende il nome. Il medesimo pontefice fece edificare una seconda Cappella Sistina presso la Cattedrale di Savona, come mausoleo per i propri genitori. <br/> 
 <br/> 
&egrave; conosciuta in tutto il mondo sia per essere la sala nella quale si tengono il conclave e altre cerimonie ufficiali, comprese alcune incoronazioni papali, sia per essere stata decorata da Michelangelo Buonarroti. Si trova sulla destra della Basilica di San Pietro, dopo la Scala Regia, e in origine serviva come cappella palatina allŽinterno della vecchia fortezza vaticana. <br/> 
 <br/> 
La cappella &egrave; di forma rettangolare e misura 40,93 metri di lunghezza per 13,41 di larghezza (le dimensioni del Tempio di Salomone, cos&igrave; come vengono riportate nellŽAntico Testamento). LŽaltezza &egrave; di 20,70 metri e il tetto &egrave; formato da una volta a botte ribassata con voltine laterali di scarico in corrispondenza delle dodici finestre che danno luce allŽambiente. Il pavimento (XV secolo) &egrave; composto da tarsie policrome in marmo. <br/> 
 <br/> 
Una transenna in marmo di Mino da Fiesole, Andrea Bregno e Giovanni Dalmata divide la cappella in due parti; quella pi&ugrave; ampia, assieme allŽaltare, &egrave; riservata alle cerimonie religiose e ad altri usi clericali, mentre quella pi&ugrave; piccola &egrave; per i fedeli. La cancellata di passaggio era originariamente di ferro placcato in oro e in posizione pi&ugrave; centrale; venne in seguito spostata verso la parte dei fedeli per garantire uno spazio maggiore al Papa. Degli stessi artisti &egrave; il Cantoria, lo spazio riservato al coro. E fu proprio papa Sisto IV, a creare poco dopo la sua elezione (9 agosto 1471) un Collegio dei Cappellani Cantori, primo nucleo della futura Cappella Musicale Pontificia Sistina. <br/> 
 <br/> 
Durante le cerimonie importanti, i muri laterali sono coperti da una serie di <b> arazzi </b>, (opera di <b> Raffaello </b>) che riproducono eventi tratti dai vangeli e dagli atti degli apostoli. <br/> 
 <br/> 
I piani architettonici vennero eseguiti da Baccio Pontelli e i lavori di costruzione furono supervisionati da Giovannino deŽ Dolci tra il 1473 e il 1484, agli ordini di Sisto IV. <br/> 
 <br/> 
La prima messa venne celebrata nella Cappella Sistina il 9 agosto 1483, come cerimonia con la quale venne consacrata e dedicata allŽ<b> Assunzione della Vergine Maria </b>. <br/> 
 <br/> 
I dipinti sui muri vennero eseguiti da Pietro Perugino, Sandro Botticelli, Domenico Ghirlandaio, Cosimo Rosselli, Luca Signorelli e dai loro rispettivi laboratori, dei quali facevano parte Pinturicchio, Piero di Cosimo e Bartolomeo della Gatta. <br/> 
 <br/> 
I soggetti dei dipinti erano temi religiosi storici, selezionati e divisi in base al concetto medievale di partizione della storia del mondo in tre epoche: prima dei dieci comandamenti, tra <b> Mos&egrave; </b> e la <b> nascita di Cristo </b>, e la successiva era cristiana. Essi sottolineano la continuit&agrave; tra il patto antico e il nuovo patto, o la transizione dalle leggi mosaiche alla religione cristiana. <br/> 
 <br/> 
Michelangelo Buonarroti venne incaricato da papa Giulio II della Rovere, nel 1508, di ridipingere il soffitto, che originariamente raffigurava delle stelle dorate su un cielo blu opera di Piermatteo da Amelia; il lavoro venne completato tra il 1508 e il 1 novembre 1512. Michelangelo dipinse anche il <i> Giudizio Universale </i> sopra lŽaltare, tra il 1535 e il 1541; lavoro commissionato da papa Paolo III Farnese. <br/> 
 <br/> 
Per essere in grado di raggiungere il soffitto, Michelangelo necessitava di un supporto; la prima idea fu di Bramante, che volle costruire per lui una speciale impalcatura, sospesa in aria per mezzo di funi. Ma Michelangelo sospettava che questa soluzione avrebbe lasciato dei buchi nel soffitto, una volta completato il lavoro, cos&igrave; costru&igrave; unŽimpalcatura da s&eacute;, una semplice piattaforma in legno su sostegni ricavati da fori nei muri posti nella parte alta vicino alle finestre. Questa impalcatura era organizzata in gradoni in modo da permettere un lavoro agevole in ogni parte della volta. <br/> 
 <br/> 
Il primo strato di gesso cominci&ograve; ad ammuffire perch&eacute; era troppo bagnato. Michelangelo dovette rimuoverlo e ricominciare da capo, ma prov&ograve; una nuova miscela, chiamata intonaco, creata da uno dei suoi assistenti, Jacopo lŽIndaco. Questa non solo resistette alla muffa, ma entr&ograve; anche nella tradizione costruttiva italiana (ed &egrave; ancora in uso). <br/> 
 <br/> 
Michelangelo venne incaricato di dipingere solo 12 figure, gli apostoli, ma quando il lavoro fu finito ve ne erano presenti pi&ugrave; di 3.000. I bozzetti sono un documento molto prezioso e curioso. Michelangelo us&ograve; modelli maschili, anche per le donne, poich&eacute; le modelle erano pi&ugrave; rare e costose. <br/> 
 <br/> 
Il <i> Giudizio Universale </i> fu oggetto di una pesante disputa tra il Cardinale Carafa e Michelangelo: lŽartista venne accusato di immoralit&agrave; e intollerabile oscenit&agrave;, poich&eacute; aveva dipinto delle figure nude, con i genitali in evidenza, allŽinterno della pi&ugrave; importante chiesa della cristianit&agrave;, perci&ograve; una <i> campagna di censura </i> (nota come '<b> campagna delle foglie di fico </b>') venne organizzata da Carafa e Monsignor Sernini (ambasciatore di Mantova) per rimuovere gli affreschi. Giorgio Vasari racconta che, quando il Maestro di Cerimonie del Papa, Biagio da Cesena, fece una denuncia simile del lavoro, dicendo che era pi&ugrave; adatto a un bagno termale che a una cappella, Michelangelo raffigur&ograve; i suoi tratti nella figura di Minosse, giudice degli inferi; quando Biagio da Cesena si lament&ograve; di questo con il Papa, il pontefice rispose che la sua giurisdizione non si applicava allŽinferno, e cos&igrave; il ritratto rimase. Secondo altri studiosi, invece, il personaggio raffigurato in forme caricaturali nel Minosse sarebbe Pierluigi Farnese, figlio di papa Paolo III, noto a Roma per essere un sodomita violento e per avere stuprato un giovane ecclesiastico causandone la morte. <br/> 
 <br/> 
In coincidenza con la morte di Michelangelo, venne emessa una legge per coprire i genitali ('<i> Pictura in Cappella Ap.ca coopriantur </i>'). Cos&igrave; Daniele da Volterra, un apprendista di Michelangelo che dopo questo lavoro venne soprannominato '<b> Braghettone </b>', copr&igrave; i genitali delle figure con delle specie di perizomi, lasciando inalterato il complesso dei corpi. Quando lŽopera venne restaurata nel 1993, i restauratori scelsero di non rimuovere i perizomi di Daniele; comunque, una copia fedele e senza censure dellŽoriginale, di Marcello Venusti, &egrave; oggi a Napoli al Museo di Capodimonte. La cappella &egrave; stata recentemente restaurata (dal 1981 al 1994).<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=13_cappella_sistina</link></item><item><author>ceci e lenticchie | Viterbo | Viterbo | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Lazio - Ceci E Lenticchie</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=64_ceci_e_lenticchie' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/2115044_viterbo541.jpg' border='0' alt='Lazio - Ceci E Lenticchie' align='left'></a><b> Viterbo </b> e il territorio circostante offrono una serie di eccellenze gastronomiche, da gustare nella miriade di ristoranti, agriturismi e trattorie della zona. <br/> 
Tipici legumi locali sono il cece del solco dritto di Valentano e le lenticchie di Onano. <br/> 
 <br/> 
Tra i piatti da assaggiare ci sono la zuppa di orzo perlato e l&acute;acquacotta alla viterbese. <br/> 
Tra i vini, uno dei pi&ugrave; apprezzati a livello non solo regionale &egrave; il <b> Grechetto </b>. <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
<b> L&acute;Olio del Lago </b> <br/> 
L&acute;area di <b> Canino </b>, a ridosso del <b> Lago di Bolsena </b>, d&agrave; il suo nome a un <b> olio DOP </b> antico e generoso per gusto, quadro odoroso e intensit&agrave; cromatica della veste. Da assaporare crudo su croccanti bruschette. <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
<b> Un vino unico </b> <br/> 
A <b> Gradoli </b>, dove le vigne sgomitano con gli ulivi e i noccioli per contendersi gli spazi e le attenzioni degli agricoltori, nasce il miglior vino dolce del territorio: l&acute;<b> Aleatico di Gradoli DOC </b>. <br/> 
Ma la localit&agrave; &egrave; celebre anche per i fagioli del purgatorio, caratteristico legume che si ritrova in gustose minestre e zuppe.<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=64_ceci_e_lenticchie</link></item><item><author>circo massimo | Roma | Roma | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Lazio - Circo Massimo</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=18_circo_massimo' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/scheda_circo_massimo.jpg' border='0' alt='Lazio - Circo Massimo' align='left'></a>Il <b> Circo Massimo </b> &egrave; un <b> antico circo romano </b>, dedicato alle corse di cavalli, costruito a Roma. <br/> 
 <br/> 
Situato nella valle tra il <b> Palatino </b> e lŽ<b> Aventino </b>, &egrave; ricordato come sede di giochi sin dagli inizi della storia della citt&agrave;: nella valle sarebbe avvenuto il mitico episodio del <b> ratto delle Sabine </b>, in occasione dei giochi indetti da Romolo in onore del dio Consus. Di certo lŽampio spazio pianeggiante e la sua prossimit&agrave; allŽapprodo del Tevere dove dallŽantichit&agrave; pi&ugrave; remota si svolgevano gli scambi commerciali, fecero s&igrave; che il luogo costituisse fin dalla fondazione della citt&agrave; lo spazio elettivo in cui condurre attivit&agrave; di mercato e di scambi con altre popolazioni, e - di conseguenza - anche le connesse attivit&agrave; rituali (si pensi allŽ<i> Ara massima di Ercole </i>) e di socializzazione, come giochi e gare. <br/> 
 <br/> 
Le prime installazioni in legno, probabilmente in gran parte mobili, risalgono allŽepoca dei Tarquini (Tarquinio Prisco, Servio Tullio, Tarquinio il Superbo) nella seconda met&agrave; del VI secolo a.C.. Le prime strutture in muratura, soprattutto legate alle attrezzature per le gare, si ebbero probabilmente solo nel II secolo a.C. e fu Gaio Giulio Cesare a costruire i primi sedili in muratura e a dare la forma definitiva allŽedificio, a partire dal 46 a.C. <br/> 
 <br/> 
Il monumento venne restaurato dopo un incendio e probabilmente completato da Augusto, che vi aggiunse anche un obelisco di Ramses II portato dallŽEgitto (spostato nel XVI secolo da Papa Sisto V in Piazza del Popolo). Altri restauri avvennero sotto gli imperatori Tiberio e Nerone e un arco venne eretto a Tito nellŽ81 al centro del lato corto curvilineo: si trattava di un passaggio monumentale integrato nelle strutture del circo. <br/> 
 <br/> 
Dopo un grave incendio sotto Domiziano, la ricostruzione, probabilmente gi&agrave; iniziata sotto questo imperatore, venne completata da Traiano nel 103: a questŽepoca risalgono la maggior parte dei resti giunti fino a noi. Sono ricordati ancora restauri sotto Antonino Pio, Caracalla e Costantino I. <br/> 
 <br/> 
In antichit&agrave; la spina era decorata con un obelisco, lŽobelisco flaminio oggi a piazza del Popolo, come testimoniato anche da una moneta di Caracalla. Nel 357, un secondo obelisco fu portato a Roma per volere dellŽimperatore Costanzo II ed eretto dal praefectus urbi Memmio Vitrasio Orfito sulla spina; oggi questo obelisco si trova davanti San Giovanni in Laterano. <br/> 
 <br/> 
Il circo rimase in efficienza fino alle ultime gare organizzate da Totila nel 549. <br/> 
 <br/> 
Per la grande disponibilit&agrave; di spazio aperto 'non rovinabile' nel centro storico della citt&agrave; (il Circo Massimo &egrave; ancora dentro le <b> Mura Aureliane </b> ma al centro di una enorme area verde e archeologica molto attraversata da mezzi di traporto pubblico), il Circo Massimo &egrave; scelto sempre pi&ugrave; spesso come sede per grandi eventi di massa: concerti, spettacoli, giubilei, manifestazioni - trovano qui lo spazio ideale.<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=18_circo_massimo</link></item><item><author>fontana di trevi | Roma | Roma | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Lazio - Fontana Di Trevi</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=15_fontana_di_trevi' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/scheda_fontana_di_trevi.jpg' border='0' alt='Lazio - Fontana Di Trevi' align='left'></a>La <b> Fontana di Trevi </b> &egrave; la pi&ugrave; grande ed una fra le pi&ugrave; note Fontane di Roma; &egrave; considerata allŽunanimit&agrave; <u> una delle pi&ugrave; celebri fontane del mondo </u>. <br/> 
 <br/> 
La <b> settecentesca fontana </b>, progettata da Nicol&ograve; Salvi, &egrave; un connubio di classicismo e barocco adagiato su un lato di <b> Palazzo Poli </b>. <br/> 
 <br/> 
La storia della fontana inizia, in un certo senso, ai tempi dellŽ<b> imperatore Augusto </b>, quando il genero Agrippa fece arrivare lŽacqua corrente fino al <b> Pantheon </b> ed alle sue terme grazie alla costruzione dellŽacquedotto Vergine (che si pu&ograve; ammirare anche a Piazza del Popolo). Leggendaria &egrave; lŽorigine del nome Vergine che, secondo Frontino, sarebbe stato dato dallo stesso Agrippa in ricordo di una fanciulla (in latino virgo) che indic&ograve; il luogo delle sorgenti ai soldati che ne andavano in cerca. <br/> 
 <br/> 
LŽAcquedotto dellŽacqua Vergine, bench&eacute; compromesso e assai ridotto nella portata dallŽassedio dei Goti di Vitige nel 537, rimase in uso per tutto il medioevo: fu restaurato gi&agrave; dallŽVIII secolo, poi ancora dal Comune nel XII e da Niccol&ograve; V e Paolo IV a met&agrave; del XV secolo, quando lŽacqua torn&ograve; a fluire abbondante in una grande vasca con tre bocche di notevole portata. Ma le sorgenti originarie furono riallacciate solo nel 1570 da Pio V, che colloc&ograve; la vasca dal lato opposto di quello della fontana attuale. <br/> 
 <br/> 
<b> Papa Urbano VIII </b> (<i> Barberini </i>) (1623 - 1644) per primo ordina una 'trasformazione' della piazza e della fontana a Giovan Lorenzo Bernini, in modo da creare un nuovo nucleo scenografico vicino al proprio palazzo famigliare, Palazzo Barberini, e ben visibile dal <b> Palazzo del Quirinale </b>, sua residenza. Bernini progetta una grande mostra dŽacqua, ribaltando ortogonalmente la mostra dellŽacquedotto, sino ad arrivare allŽallineamento odierno. La mostra da lui progettata, nota da varia documentazione illustrata, era costituita da unŽarchitettura traforata,incentrata sulla statua della vergine Trivia posta su un basamento sotto il livello dellŽacqua, a sembrare sbucare dallŽacqua stessa. La morte del Papa e il conseguente processo aperto contro la famiglia Barberini dal nuovo pontefice Innocenzo X Pamphilj con la decisione di affidare al Borromini il trasporto dellŽacqua Vergine sino a Piazza Navona per realizzare una nuova mostra monumentale dinanzi al proprio palazzo (realizzata per altro sempre dal Bernini ), porter&agrave; a interrompere lavori a livello della vasca e basamento. <br/> 
 <br/> 
<b> Papa Innocenzo XIII </b> (<i> Conti </i>) (1721- 1724) fa allargare le propriet&agrave; della propria famiglia fino alla piazza di Trevi, e il palazzo Poli (i componenti della famiglia erano i duchi di Poli) 'ingloba' diversi edifici pi&ugrave; piccoli, ed arriva ad affacciarsi dietro alla fontana rimasta incompiuta. <br/> 
 <br/> 
AllŽinizio del XVIII secolo quello della fontana di Trevi diventa un tema obbligato per i numerosi architetti di passaggio a Roma, e lŽAccademia di san Luca ne fa il tema di diversi concorsi. Si conoscono disegni e pensieri di Nicola Michetti, Luigi Vanvitelli, Ferdinando Fuga ed altri architetti italiani e stranieri. <br/> 
 <br/> 
Tocca a <b> Papa Clemente XII </b> (<i> Corsini </i>) (1730 - 1740), nel 1731, il compito di riprendere in mano le sorti della piazza e della fontana: nellŽambito delle grandi commissioni del suo Pontificato che porteranno al completamento di grandi fabbriche rimaste incompiute, bandisce un importante concorso per la costruzione di una grande mostra dŽacqua che occupi lŽintera facciata del palazzo Poli, con grande disappunto dei duchi di Poli, ancora proprietari dellŽedificio, che avrebbero visto la facciata del proprio palazzo diminuita di due interassi di finestre e ancor pi&ugrave; coronata dallo stemma Corsini. Il bando viene vinto da Nicol&ograve; Salvi, e alcuni diranno a 'riparazione' del concorso per la facciata di San Giovanni in Laterano. Salvi inizia la costruzione della fontana nel 1732, impostando lŽopera secondo un progetto che raccorda influenze barocche e ancor pi&ugrave; berniniane al nuova monumentalismo classicista che caratterizzer&agrave; tutto il pontificato di Clemente XII. Egli riprende lŽidea di fondo di Urbano VIII e di Bernini, lŽidea di narrare, tramite architettura e scultura insieme, la storia dellŽAcqua Vergine. <br/> 
 <br/> 
Papa Clemente XII inaugura la fontana nel 1735, con i lavori ancora in corso. Nel 1740, per&ograve;, la costruzione viene ancora una volta interrotta, per riprendere solo due anni pi&ugrave; tardi. <br/> 
 <br/> 
<b> Papa Benedetto XIV </b> (<i> Lambertini </i>) (1740 - 1758) pretende una seconda inaugurazione nel 1744. La prima fase dei lavori termina nel 1747, quando vengono completate le statue e le rocce posticce. Nonostante la morte di Niccol&ograve; Salvi (1751), la costruzione prosegue sotto la guida di Giuseppe Panini, che porta finalmente lŽopera a compimento nel 1762, sotto <b> Papa Clemente XIII </b> (<i> Rezzonico </i>) (1758 - 1769). Al cantiere, andato avanti per circa un trentennio, hanno lavorato almeno dieci scultori, da Maini a Bracci, oltre al Salvi e al Panini stessi. Alla fine, per&ograve;, la fontana di Trevi diventa una scenografia e simbolo fondamentale della <b> Roma papale </b>.<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=15_fontana_di_trevi</link></item><item><author>il campidoglio | Roma | Roma | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Lazio - Il Campidoglio</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=14_il_campidoglio' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/scheda_campidoglio.jpg' border='0' alt='Lazio - Il Campidoglio' align='left'></a>Il <b> Campidoglio </b> detto anche <b> Monte Capitolino </b> (<i> Mons Capitolinus </i>) &egrave; uno dei sette colli su cui venne fondata Roma. <br/> 
 <br/> 
Il Campidoglio &egrave; anche la <u> sede </u> del <b> Comune di Roma </b>. <br/> 
 <br/> 
Il termine inglese <b> capitol </b> (<i> palazzo che ospita lŽamministrazione di un governo </i>), cos&igrave; come il termine <b> capitale </b> (inteso come <i> citt&agrave; capitale </i>) derivano dal <b> Colle Capitolino </b>. <br/> 
 <br/> 
NellŽEpoca medievale e moderna, i resti dellŽantico <b> Archivio di Stato </b> (<i> Tabularium </i>) furono riutilizzati come propria residenza fortificata dalla <b> famiglia dei Corsi </b>. <br/> 
 <br/> 
Con la nascita delle istituzioni comunali, nel 1144 il palazzo divenne sede del ricostituito Senato, come <b> Palazzo Senatorio </b>. Sub&igrave; diverse modifiche e aggiunte fino al progetto di sistemazione della <b> piazza del Campidoglio </b> voluto da papa Paolo III e affidato a <b> Michelangelo </b>. Furono quindi costruiti il <b> Palazzo dei Conservatori </b> e il <b> Palazzo Nuovo </b>, attuali sedi dei <i> Musei Capitolini </i>. <br/> 
 <br/> 
Nella piazza realizzata secondo il progetto di Michelangelo era gi&agrave; stata collocata la celebre <b> statua equestre </b> di <i> Marco Aurelio </i> e una nuova scala di accesso, la <b> Cordonata </b>, che permetteva la salita anche a cavallo, grazie ai gradini bassi e in pendio. <br/> 
 <br/> 
Sui resti del tempio di <b> Giunone Moneta </b> era sorta la chiesa di <b> Santa Maria in Aracoeli </b> a cui si accedeva con una ripida scalinata, e il suo convento, poi distrutto per ottenere lo spazio necessario alla costruzione del <b> Vittoriano </b>.<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=14_il_campidoglio</link></item><item><author>il colosseo | Roma | Roma | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Lazio - Il Colosseo</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=16_il_colosseo' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/scheda_colosseo.jpg' border='0' alt='Lazio - Il Colosseo' align='left'></a>Il <b> Colosseo </b>, originariamente conosciuto come <b> Anfiteatro Flavio </b> o semplicemente come <b> Amphitheatrum </b>, &egrave; il pi&ugrave; famoso anfiteatro romano, ed &egrave; situato nel centro della citt&agrave; di Roma. In grado di contenere fino a <i> 50.000 spettatori </i>, era il pi&ugrave; grande e importante anfiteatro dellŽepoca imperiale. <br/> 
 <br/> 
LŽanfiteatro fu edificato in unŽarea al limite orientale del <b> Foro Romano </b>, la sua costruzione fu iniziata da Vespasiano nel 72 d.C. e fu inaugurato da Tito nellŽ80 d.C., con ulteriori modifiche apportate durante il regno di Domiziano. Non pi&ugrave; in uso dopo il VI secolo, lŽenorme struttura venne variamente riutilizzata nei secoli, anche come cava di materiale. Ben presto lŽedificio divenne simbolo della citt&agrave; imperiale, espressione di unŽideologia in cui la volont&agrave; celebrativa giunge a definire modelli per lo svago del popolo. Oggi &egrave; un simbolo della citt&agrave; e una delle sue maggiori attrazioni turistiche, essendo uno degli esempi meglio conservati dellŽarchitettura romana. <br/> 
 <br/> 
Veniva usato per gli spettacoli gladiatori e altre manifestazioni pubbliche (spettacoli di caccia, rievocazioni di battaglie famose, e drammi basati sulla mitologia classica). Esprime con chiarezza le concezioni architettoniche e costruttive romane della prima <b> Et&agrave; imperiale </b>, basate rispettivamente sulla linea curva e avvolgente offerta dalla pianta ellittica e sulla complessit&agrave; dei sistemi costruttivi. Archi e volte sono concatenati tra loro in un serrato rapporto strutturale. <br/> 
 <br/> 
LŽedificio forma unŽellisse di 527 m di circonferenza, con assi che misurano 187,5 m per 156,5 m. LŽarena allŽinterno misura 86 m per 54 m, con una superficie di 3.357 mČ. LŽaltezza attuale raggiunge i 48,5 m, ma originariamente arrivava ai 52 m. <br/> 
 <br/> 
Il <b> Colosseo </b>, come tutto il <u> centro storico di Roma </u>, &egrave; stato inserito nella lista dei <b> Patrimoni dellŽumanit&agrave; dallŽUNESCO </b> nel 1980.<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=16_il_colosseo</link></item><item><author>il paesaggio di un inglese | Bracciano | Roma | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Lazio - Il Paesaggio Di Un Inglese</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=67_il_paesaggio_di_un_inglese' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/dovesiamo02.jpg' border='0' alt='Lazio - Il Paesaggio Di Un Inglese' align='left'></a>Incastonati nello scenario naturale del <b> Lago di Bracciano </b>, i <b> Giardini di San Liberato </b>, a un passo da Roma, sono il gioiello botanico della Tenuta Sanminiatelli e uno dei capolavori del grande architetto paesaggista inglese Russell Page. <br/> 
 <br/> 
Conservato come il suo ideatore lo aveva concepito, questo parco occupa i 5 ettari che circondano la villa padronale e i fabbricati adiacenti. <br/> 
 <br/> 
Per Page quindici anni di lavoro, dal 1964 al 1979, e di scambio continuo di idee tra il Conte Donato Sanminiatelli, storico dell&acute;arte e appassionato giardiniere, e la consorte, principessa Maria Odescalchi, hanno portato alla raccolta delle specie provenienti da tutto il mondo che ancora oggi si possono ammirare. <br/> 
<b> Ciliegi giapponesi </b>, aceri canadesi, parrotie persiche convivono con le canfore e i liododendri che accendono i colori della tenuta in autunno, mentre una sezione del giardino &egrave; dedicata alle piante acidofile. A vigilare un fico e un cipresso pluricentenari. <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
<b> Note </b> <br/> 
Giardini di San Lorenzo <br/> 
info: 06.9988385 <br/> 
www.sanliberato.it<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=67_il_paesaggio_di_un_inglese</link></item><item><author>palazzo del quirinale | Roma | Roma | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Lazio - Palazzo Del Quirinale</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=17_palazzo_del_quirinale' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/scheda_quirinale.jpg' border='0' alt='Lazio - Palazzo Del Quirinale' align='left'></a>Il <b> Palazzo del Quirinale </b> sorge sullŽomonimo colle di Roma. &egrave; la <u> residenza ufficiale </u> del <b> presidente della Repubblica Italiana </b> ed uno dei simboli dello <b> Stato italiano </b>. <br/> 
 <br/> 
I primi due presidenti della Repubblica Italiana Enrico De Nicola e Luigi Einaudi non vissero al Quirinale. Giovanni Gronchi fu il primo presidente che visse nel palazzo seguito da Antonio Segni, Giuseppe Saragat e Giovanni Leone tutti con le rispettive famiglie. Alessandro Pertini e Francesco Cossiga invece utilizzarono il Quirinale come ufficio ma non vi pernottarono mai. Scalfaro, a met&agrave; del suo mandato, vi si trasfer&igrave; come pure i suoi due successori, Ciampi e Napolitano. <br/> 
 <br/> 
Nel 1583 papa Gregorio XIII inizi&ograve; la costruzione di una <b> residenza estiva </b>, in unŽarea considerata pi&ugrave; salubre del colle Vaticano o del Laterano, che venne affidata allŽarchitetto <b> Ottaviano Mascarino </b>. I lavori si conclusero nel 1585, e quello stesso anno la morte del Papa imped&igrave; ad Ottaviano Mascarino di avviare un secondo progetto che prevedeva lŽampliamento del palazzetto per trasformarlo in un grande palazzo con ali porticate parallele e grande cortile interno. LŽedificio costruito da Mascarino &egrave; ancora riconoscibile nella testata nord del cortile dŽOnore, caratterizzata da una facciata a doppia loggia e sormontata dalla torre panoramica oggi nota come torre dei venti, o torrino, successivamente innalzata con la costruzione del campanile a vela su supposto progetto di Carlo Maderno e Francesco Borromini. <br/> 
 <br/> 
LŽedificio di Ottaviano Mascarino era stato costruito su un terreno ancora appartenente alla famiglia Carafa affittato a Luigi dŽEste, al quale pare che il Papa volesse lasciare il palazzetto. Pertanto papa Sisto V nel 1587 fece acquistare il terreno dalla Camera Apostolica e solo dopo intervenne per ampliare il palazzo servendosi dellŽopera di Domenico Fontana, da lui utilizzato in tutte le grandi opere architettoniche e urbanistiche del suo pontificato, e impegnato in un rimodellamento complessivo della zona, con la costruzione dellŽasse Strada Pia e Strada Felice e del conseguente crocicchio delle Quattro Fontane e con la definizione dellŽaltra <b> residenza 'privata' del Pontefice </b> a Termini. <br/> 
 <br/> 
Il <b> Palazzo del Quirinale </b> fu la <b> residenza estiva del Pontefice </b> fino al 1870, quando Roma venne conquistata dal <b> Regno dŽItalia </b>; divenne quindi la residenza dei Re fino al 1946. <br/> 
LŽultimo papa ad abitare il Quirinale fu Pio IX.<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=17_palazzo_del_quirinale</link></item><item><author>piazza di spagna | Roma | Roma | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:56:57 GMT</pubDate><title>Lazio - Piazza Di Spagna</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=76_piazza_di_spagna' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/svagoedintorni-roma-barcaccia.jpg' border='0' alt='Lazio - Piazza Di Spagna' align='left'></a>Punto obbligato di passaggio di ogni turista che arriva a Roma, nel &acute;500 piazza di Spagna era un&acute;area suburbana, con terreni occupati da vigneti interrotti dai resti di edifici di epoca romana. <br/> Soltanto a met&agrave; del &acute;600 prese il suo attuale nome, a seguito della costruzione del palazzo sede dell&acute;Ambasciata di Spagna 'presso lo Stato Pontificio', come si chiamava in quel tempo, situato sul lato sud della piazza. <br/>  <br/> Nel &acute;700, per collegare l&acute;Ambasciata spagnola al Pincio, il sovrastante colle romano, fu costruita una maestosa scalinate di 135 gradini, che prese il nome di Scalinata di Trinit&agrave; dei Monti, con riferimento all&acute;omonima chiesa che era, ed &egrave;, alla sommit&agrave; della scalinata stessa. <br/> Suggestiva nel suo articolato disegno e resa famosa in tutto il mondo per la sua spettacolarit&agrave;, la scalinata fu progettata da Alessandro Specchi e Francesco De Sanctis, geniali architetti del tempo. <br/> E infatti, l&acute;idea di intervallare il dislivello con le terrazze-giardino, rese immediato l&acute;effetto scenico che ancora oggi colpisce per la sua originalit&agrave; e rende la scalinata una ricercata e ambita location per numerosi eventi e manifestazioni, prime fra tutte le sfilate di alta moda.. <br/>  <br/> Proprio al centro di piazza di Spagna, ai piedi della scalinata, si trova la celebre Fontana della Barcaccia realizzata nel 1628-29 da Pietro Bernini e decorata, sulle parti laterali, da suo figlio, il pi&ugrave; celebre Gian Lorenzo. <br/>  <br/> Piazza di Spagna, non solo meta obbligata di ogni turista, ma &egrave; altres&igrave; il fulcro dello shopping di alto livello. <br/>  <br/> Per i pi&ugrave; curiosi, non mancano negozi dove trovare cose esclusive dall&acute;antiquariato alla gioielleria da sogno, etc. <br/> E tra un giro in un negozio e uno sguardo a un altro, ecco una piacevole pausa per sorseggiare un aperitivo o per fare un rapido lunch presso la Caffetteria La Barcaccia, simpatico American-Bar.<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=76_piazza_di_spagna</link></item><item><author>sapienza culinaria | Frosinone | Frosinone | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Lazio - Sapienza Culinaria</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=65_sapienza_culinaria' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/campoli_appennino_mostra_mercato_tartufo_nero_pregiato.jpg' border='0' alt='Lazio - Sapienza Culinaria' align='left'></a>La cucina ciociara ha tradizioni e radici antiche. <br/> 
A <b> Frosinone </b> agricoltura e allevamento hanno valorizzato le caratteristiche dei prodotti locali e la vicinanza con Roma ha raffinato una sapienza culinaria, secolarmente sedimentata, che arriva fino ai giorni nostri. <br/> 
 <br/> 
Spiccano tra questi il fragrante <b> pane ciociaro </b>, i dolci da forno e l&acute;oderoso <b> tartufo di Campoli Appennino </b>, pregiato e ricercatissimo. <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
<b> Non solo insaccati </b> <br/> 
<b> Guarcino </b> &egrave; la patria del caratteristico prosciutto e degli insaccati tradizionali, ma l&acute;<b> artigianato caseario </b> locale regala altre specialit&agrave; come la Marzolina, il Gran Cacio di Morolo, l&acute;antico Pecorino di Picinisco, le mozzarelle e le caciottine di bufala di Amaseno.<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=65_sapienza_culinaria</link></item><item><author>tutte le strade portano a roma | Roma | Roma | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Lazio - Tutte Le Strade Portano A Roma</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=63_tutte_le_strade_portano_a_roma' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/roma_di_note_big.jpg' border='0' alt='Lazio - Tutte Le Strade Portano A Roma' align='left'></a>Tutte le strade portano a Roma, recita un vecchio adagio. E dalla Citt&agrave; Eterna tutte ripartono nuovamente, come se volessero incontrarsi e dialogare con un territorio straordinario. <br/> 
 <br/> 
Gli itinerari turistici nel Lazio si snodano attraverso molteplici sentieri tra la storia e la cultura, dai monti verso il mare, incontrando laghi, rilievi montuosi, rogge e fiumi, che scendono lenti raccontando storie millenarie di uomini, i loro saperi, le loro tradizioni. <br/> 
 <br/> 
Il Lazio &egrave; fatto di citt&agrave; antichissime, delle bellezze di una natura che stupisce: cos&igrave; vicina al frastuono della metropoli e al tempo stesso cos&igrave; inverosimilmente incontaminata. Ma &egrave; una regione che risplende anche del fascino degli innumerevoli capolavori rappresentati dai castelli, dalle abbazie, dalle chiese e dalle conturbanti testimonianze della civilt&agrave; etrusca. <br/> 
Senza dimenticare l&acute;enogastronomia, con piatti e prodotti tipici che ci aiutano a comprenderne culture e tradizioni, attraverso profumi e sapori in continua evoluzione ma uguali da sempre, gelosamente custoditi da generazioni. <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
<b> Cucina Ebraica </b> <br/> 
Nei ristoranti e nelle trattorie all&acute;interno del Ghetto, a Roma, &egrave; possibile scoprire le specialit&agrave; della cucina giudaico-romanesca, prodiga di preparazioni gustose: dai croccanti carciofi alla giudia agli irresistibili filetti di baccal&agrave;, fino alla torta di ricotta e visciole. <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
<b> Tradizione a Tavola </b> <br/> 
Tipica della zona del Testaccio a Roma &egrave; la cucina del cosidetto 'quinto quarto', strutturata sulle rimanenze degli animali macellati che ancor oggi esercita un&acute;irresistibile attrazione nei confronti dell&acute;universo sensoriale dei buongustai. <br/> 
E&acute; cos&igrave; che nascono piatti come la trippa alla romana, caratterizzata dalla presenza della menta e da una generosa spolverata di pecorino grattugiato, la coda alla vaccinara, la coratella d&acute;abbacchio (agnello) coi carciofi, le animelle, snobbate dai pi&ugrave; ma ricercatissime nella cucina francese. <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
<b> Piatti Caserecci </b> <br/> 
Lungo la via Salaria, l&acute;antica consolare che univa Roma all&acute;Adriatico, si attraversano paesi dove ristoranti e trattorie parlano la lingua di una cucina casareccia e leale, ricca di trote, gamberi di fiume, funghi, olio buono e vino di appagante sincerit&agrave;. <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
<b> Non solo amatriciana </b> <br/> 
Amatrice contende a Roma la primogenitura degli spaghetti all&acute;amatriciana, un piatto tipico famoso in tutto il mondo. <br/> 
Altra pietanza dal gusto unico, ricordato come il 'piatto dei pastori', &egrave; la gricia: un piatto semplice composto da pasta, guanciale (la guancia del maiale stagioanata) e pecorino di Amatrice.<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=63_tutte_le_strade_portano_a_roma</link></item><item><author>un parco mitologico | Bomarzo | Viterbo | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Lazio - Un Parco Mitologico</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=53_un_parco_mitologico' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/Bomarzo_Proteo.jpg' border='0' alt='Lazio - Un Parco Mitologico' align='left'></a>Il <b> Parco dei Mostri di Bomarzo </b>, in provincia di <b> Viterbo </b>, di compleanni ne ha festeggiati oltre 450, tra splendore e oblio. A volerlo, nel 1552, fu il <b> principe Vicino Orsini </b>, in cerca di un luogo dove '<i> sfogare il core </i>', addolorato per la perdita della moglie. <br/> 
 <br/> 
La <b> Villa delle Meraviglie </b> &egrave; in realt&agrave; un complesso monumentale curioso, un&acute;opera d&acute;arte unica al mondo costruita alle pendici di un <b> anfiteatro naturale </b>. <br/> 
Statue di animali mostruosi e figure mitologiche - Proteo e Glauco, Ercole e Cerere, Proserpina, Echidna e Furia, ma anche Pegaso e Nettuno - si alternano ad architetture che farebbero sbiancare gli scenografi dei vari Haryy Potter cinematografici. <br/> 
Le tappe di un itinerario di matrice alchemica ? Forse. <br/> 
 <br/> 
Iscrizioni sui monumenti spiazzano da secoli storici e scienziati che non trovano il bandolo della matassa nel labirinto di simboli. Un progetto complesso dell&acute;architetto Pirro Ligorio, lo stesso che complet&ograve; <b> San Pietro </b> dopo la morte di <b> Michelangelo </b>. <br/> 
Dal 1585, anno della scomparsa dell&acute;ultimo principe Orsini, il parco fu abbandonato, e venne restaurato solo nella seconda met&agrave; del Novecento da Giancarlo e Tina Severi Bettini. Ora &egrave; aperto tutto l&acute;anno e fa parte del <b> circuito dei Grandi Giardini Italiani </b>. <br/> 
 <br/> 
Per maggiori info, visitate il sito ufficiale www.bomarzo.net<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=53_un_parco_mitologico</link></item><item><author>viterbo | Viterbo | Viterbo | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Lazio - Viterbo</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=20_viterbo' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/scheda_viterbo.jpg' border='0' alt='Lazio - Viterbo' align='left'></a><b> Viterbo </b> (VT) &egrave; una citt&agrave; di 60.806 abitanti, capoluogo dellŽomonima provincia. Conosciuta in tutto il mondo come la <b> Citt&agrave; dei Papi </b>, &egrave; situata al centro della provincia, a ridosso dei Monti Cimini e vicina al <b> Lago di Vico </b> ed anche a quello di <b> Bolsena </b>. In provincia di Viterbo si trovano centri molto importanti come Soriano nel Cimino, Civita Castellana e Tarquinia. <br/> 
 <br/> 
Netta la differenza urbanistica fra il centro storico di stampo prettamente medievale e la periferia caratterizzata da palazzi di concezione moderna. <br/> 
 <br/> 
Appena fuori del centro di Viterbo ci sono le rinomate <b> Terme dei Papi </b> e la <b> sorgente termale del Bullicame </b>, citata anche da <u> Dante Alighieri nel canto XIV dellŽInferno </u>, che alimenta la grande piscina natatoria della Terme dei Papi e varie 'pozze'. Altre sorgenti, tutte appartenenti al bacino del Bullicame alimentano altre 'pozze' disseminate nella campagna circostante. Nella immediate vicinanze della citt&agrave; cŽ&egrave; la <b> necropoli etrusca </b> di Castel dŽAsso, e ad appena nove chilometri le rovine della 'splendidissima' Ferento. <br/> 
 <br/> 
Il <b> centro di Viterbo </b> offre numerosissime oltre che importanti opere dŽarte. La pi&ugrave; famosa &egrave; certo il <b> Palazzo dei Papi </b>, costruito fra il 1255 e il 1266 sul colle di San Lorenzo per proteggere il pontefice, con la celebre loggia formata in un solo lato da sette archi sorretti da esili colonnine binate che si intrecciano formando una elegante trabeazione. Dalla loggia si entra nella grande <b> Sala del Conclave </b>, teatro della famosa elezione di papa Clemente X. <br/> 
 <br/> 
Accanto al Palazzo dei Papi sorge anche il <b> Duomo </b> cattedrale, dedicato a <b> San Lorenzo </b>. Poco distante da piazza del Duomo si estende il <i> vecchio quartiere medievale </i>, conservato quasi integro, di San Pellegrino. Interessante anche la Piazza del Plebiscito, meglio conosciuta dai Viterbesi come '<i> Piazza del Comune </i>' dove ha sede il Municipio e la Prefettura. A lato del Corso, la Chiesa di Santa Rosa, edificata su una piccola altura accanto alla casa della patrona di Viterbo. Degni di menzione anche la Piazza della Rocca, Piazza Fontana Grande, la torre del Branca detta della Bella Galliana vicino alla Porta Faul, le mura con le 2 porte principali (Porta Romana e Fiorentina). Antichissima &egrave; la chiesa di San Silvestro. <br/> 
 <br/> 
La <b> Chiesa di Santa Maria Nuova </b> &egrave; una delle pi&ugrave; antiche di Viterbo: risale, infatti, al 1080. Fu edificata sui resti di un tempio dedicato a Giove Cimino, la cui testa scolpita (che molti credettero in passato raffigurasse Ges&ugrave;) si sporge sopra il portale. In un angolo esterno dellŽedificio, figura un pulpito in pietra cui si accedeva tramite una scala di legno. Da esso predic&ograve;, nel 1266, San Tommaso dŽAquino. AllŽinterno &egrave; conservata una collezione di pittura viterbese del periodo che va dal XIV al XVI secolo. Nella navata di sinistra, in fondo, si trova un pregevole trittico bizantino del 1180 di cuoio che raffigura il Cristo. Le navate laterali presentano un soffitto retto da capriate lignee e decorato da formelle in ceramica. Nel Battistero da notare lŽaffresco con i Santi Giovanni Battista, Girolamo e Lorenzo, di Antonio del Massaro da Viterbo detto il Pastura, affine per alcuni aspetti ad Antoniazzo Romano e per altri al Perugino. A un lato dellŽaltare maggiore, &egrave; posto un ingresso allŽantica cripta paleocristiana. Una scala posta allŽesterno dellŽabside conduce ad un chiostro, erroneamente definito 'longobardo'. Il chiostro &egrave; rimasto sepolto e sconosciuto fino agli anni Ž80 (non esistevano riferimenti o testimonianze che ne suggerissero lŽesistenza), finch&eacute; il crollo di unŽala del refettorio non ha condotto alla sua scoperta. <br/> 
 <br/> 
Fuori dal centro ma sempre nel territorio comunale importantissima &egrave; la <b> Necropoli di Castel dŽAsso </b>, la prima ad essere scoperta cronologicamente, e si suppone a suo tempo la pi&ugrave; vasta. A due chilometri da Viterbo, uno dei pi&ugrave; notevoli esempi di arte rinascimentale italiana: la <b> Basilica della Madonna della Quercia </b>, primo monumento nazionale viterbese; sulla facciata maestosa si possono ammirare tre lunette di Andrea della Robbia, allŽinterno della chiesa pitture di fra Bartolomeo della Porta, soffitto a cassettoni della navata centrale, progettato da Antonio da Sangallo il giovane, tempietto di Andrea Bregno. Nella frazione di Bagnaia, importantissima &egrave; la <b> Villa Lante </b>, definita dal Sitwell: <i> One of the most beatiful places in the world </i>. <br/> 
 <br/> 
Particolari della citt&agrave; sono anche le numerose gallerie sotterranee scavate nel tufo, che mettono in comunicazione gran parte degli edifici del centro storico. Oggi sono utilizzate come cantine; sono state utilizzate ancora nella Seconda guerra mondiale come rifugio della popolazione durante i bombardamenti aerei che colpirono duramente la citt&agrave; nel 1943-44. <br/> 
 <br/> 
Da non dimenticare infine il <b> grandioso Presepe </b>, oggi presso il <i> Museo Civico </i>, opera del pittore viterbese del XV secolo Antonio del Massaro, detto il <b> Pastura </b>.<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=20_viterbo</link></item><item><author>basilica di san marco | Milano | Milano | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Lombardia - Basilica Di San Marco</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=21_basilica_di_san_marco' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/scheda_san_marco.jpg' border='0' alt='Lombardia - Basilica Di San Marco' align='left'></a>La chiesa di <b> San Marco di Milano </b> si trova nella piazza omonima posta alla confluenza delle vie <b> Fatebenefratelli, Pontaccio </b> e San Marco e situata ai confini del <b> <i> quartiere di Brera </i> </b>. <br/> 
 <br/> 
Secondo la tradizione la chiesa &egrave; stata dedicata a San Marco per riconoscenza dellŽaiuto prestato da Venezia a Milano nella lotta contro il <b> Barbarossa </b> ma le prime notizie certe risalgono al 1254 quando Lanfranco Settala, Priore Generale degli Eremitani di SantŽAgostino, fece costruire una chiesa gotica a tre navate inglobando costruzioni precedenti. La struttura non sub&igrave; varianti rilevanti sino al XVII secolo quando la chiesa, divenuta casa generalizia dellŽordine agostiniano, fu trasformata in forme barocche e divenne, dopo il Duomo, la pi&ugrave; ampia di Milano. <br/> 
 <br/> 
Nel <b> XVIII secolo </b>, come ricorda una targa, <b> Mozart </b> giovinetto dimor&ograve; nella canonica per tre mesi, <b> Sammartini </b> vi fu organista. Il 22 maggio 1874 vi ebbero luogo i funerali di <b> Alessandro Manzoni </b> e, in quella occasione, venne eseguita per la prima volta la <i> Messa da requiem </i> di <b> Giuseppe Verdi </b>, che diresse egli stesso.<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=21_basilica_di_san_marco</link></item><item><author>basilica di sant`ambrogio | Milano | Milano | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Lombardia - Basilica Di Sant`ambrogio</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=26_basilica_di_sant`ambrogio' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/scheda_san_ambrogio.jpg' border='0' alt='Lombardia - Basilica Di Sant`ambrogio' align='left'></a>La <b> basilica di SantŽAmbrogio </b> &egrave; una delle pi&ugrave; <b> antiche chiese di Milano </b>. <br/> 
 <br/> 
Edificata tra il 379 e il 386 per volere del vescovo di Milano Ambrogio, fu costruita in una zona in cui erano stati sepolti i cristiani martirizzati dalle persecuzioni romane. Per questo venne dedicata ai martiri ed era chiamata <b> Basilica Martyrium </b>: lo stesso Ambrogio voleva riporvi tutte le reliquie dei santi martiri Satiro, Vittore, Nabore, Vitale, Felice, Valeria, Gervasio e Protasio. SantŽAmbrogio stesso vi venne sepolto e da allora cambi&ograve; nome, assumendo quello attuale. <br/> 
 <br/> 
Nel IX secolo, sub&igrave; importanti ristrutturazioni volute dal vescovo Angilberto II (824-860), il quale fece aggiungere la grande abside, preceduta da un ambiente sovrastato da volta a botte, sotto il quale si svolgevano le funzioni liturgiche. Nello stesso periodo, il catino dellŽabside venne decorato da un grande mosaico ancora esistente, il Redentore in trono tra i martiri Protasio e Gervasio e con gli arcangeli Michele e Gabriele, corredato da due episodi della vita di SantŽAmbrogio. <br/> 
 <br/> 
Al ciborio, di epoca paleocristiana, vennero aggiunti quattro fastigi con timpano, decorati con stucchi nel X secolo ed ancora eccellentemente conservati. Sotto il ciborio venne collocato lŽ<b> Altare di SantŽAmbrogio </b>, capolavoro dellŽoreficeria carolingia, in oro, argento, dorato, pietre preziose e smalti, quale vistoso segnale della presenza delle reliquie dei santi, collocate al di sotto dellŽaltare stesso e visibili da una finestrella sul lato posteriore. <br/> 
 <br/> 
La basilica ha preso il definitivo aspetto tra il 1088 e il 1099, quando, sulla spinta del vescovo Anselmo, venne radicalmente ricostruita secondo schemi dellŽarchitettura romanica. Venne mantenuto lŽimpianto a tre navate (senza transetto) e tre absidi corrispondenti, oltre al quadriportico, anche se ormai non serviva pi&ugrave; a ospitare i catecumeni, ma come luogo di riunione. <br/> 
 <br/> 
Il tiburio fu aggiunto verso la fine del XII secolo ma croll&ograve; ben presto (1196): venne subito ricostruito, con la particolare conformazione esterna caratterizzata da gallerie con archetti su due registri sovrapposti. <br/> 
 <br/> 
La Basilica di SantŽAmbrogio appare oggi come un caso isolato di modello per il romanico lombardo, poich&eacute; altri esempi coevi (come le cattedrali di Pavia, di Novara e di Vercelli) sono ormai andati distrutti o radicalmente trasformati. Di sicuro fu un esempio per i futuri sviluppi dellŽarchitettura romanica nellŽarea di influenza lombarda che allora superava i confini regionali odierni, comprendendo anche parti dellŽEmilia e del Piemonte. <br/> 
 <br/> 
Notevole &egrave; il corredo artistico di SantŽAmbrogio, che combina elementi pre-romanici (come i motivi a intreccio) a soggetti pi&ugrave; originali come rappresentazioni di animali o elementi vegetali, con un accentuato senso del volume. Spesso, sullŽangolo del capitello &egrave; raffigurata una sola testa, dalla quale escono poi due corpi sui rispettivi lati. <br/> 
 <br/> 
Pur legata alla tradizione della basilica del IV secolo su cui &egrave; stata costruita, SantŽAmbrogio &egrave; lŽespressione di un intenso rinnovamento architettonico, soprattutto nella concezione dellŽilluminazione e dello spazio. Da un lato, infatti, la luce proviene principalmente dai finestroni della facciata (mentre i matronei ne bloccano il passaggio laterale), il che determina un suo ingresso longitudinale. LŽeffetto che ne deriva &egrave; lŽaccentuazione delle masse strutturali, soprattutto al fondo, dove maggiore &egrave; lŽombra. DŽaltro canto, lo spazio non &egrave; pi&ugrave; concepito al modo paleocristiano, in modo unitario e mistico, ma umano e razionale: di qui, la divisione in spazi geometrici ben definiti, nonch&eacute; lŽesaltazione degli elementi statici (pilastri polistili), tanto allŽesterno (le ghiere bicrome del quadriportico e i contrafforti che fuoriescono dalle pareti esterne) quanto allŽinterno (la differenziazione cromatica degli elementi statici da quelli non statici). <br/> 
 <br/> 
La <b> Royce Hall dellŽUniversit&agrave; della California </b>, <i> Los Angeles </i> (1929) &egrave; ispirata alla facciata di SantŽAmbrogio. <br/> 
 <br/> 
www.santambrogio-basilica.it<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=26_basilica_di_sant`ambrogio</link></item><item><author>chiesa santa maria delle grazie | Milano | Milano | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Lombardia - Chiesa Santa Maria Delle Grazie</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=22_chiesa_santa_maria_delle_grazie' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/scheda_santa_maria_delle_grazie.jpg' border='0' alt='Lombardia - Chiesa Santa Maria Delle Grazie' align='left'></a><b> Santa Maria delle Grazie </b> &egrave; una chiesa di Milano, patrimonio dell&acute;umanit&agrave; dellŽ<b> Unesco </b>, insieme al <b> <i> Cenacolo di Leonardo da Vinci </i> </b> che si trova nel <i> refettorio del convento </i>. <br/> 
 <br/> 
Nel 1463 il <b> duca di Milano </b> Francesco I Sforza fece costruire un convento domenicano ed una chiesa nel luogo dove si trovava una piccola cappella dedicata a Santa Maria delle Grazie. <br/> 
 <br/> 
LŽarchitetto fu <b> Guiniforte Solari </b>, il convento fu completato nel 1469 mentre per la chiesa fu necessario attendere il 1482. Altri cambiamenti furono eseguiti quando, salito al potere, Ludovico il Moro decise di cambiare il chiostro grande e lŽabside della chiesa. La costruzione fu terminata intorno al 1490. Il Moro aveva anche deciso di fare delle Grazie il luogo di sepoltura degli Sforza e nel 1497 vi venne sepolta la moglie Beatrice dŽEste. Secondo una antica tradizione milanese <b> Ludovico il Moro </b> fece anche costruire un cunicolo collegante il castello, poi chiamato Sforzesco al convento. <br/> 
 <br/> 
Il <b> tiburio </b> dapprima fu attribuito a Bramante, anche se manca qualunque tipo di prova se non che il Bramante era in quegli anni ingegnere ducale e viene nominato una volta negli atti della Chiesa (una consegna di marmo nel 1494, ma gli studi pi&ugrave; aggiornati propendono per lŽAmadeo; al pi&ugrave; si ritiene che il Bramante sia stato responsabile del progetto iniziale, ma non abbia poi seguito i lavori veri e propri, che sicuramente furono diretti da Giovanni Antonio Amadeo. La misura di base di 24 braccia milanesi utilizzata per la sacrestia fu usata dallo stesso architetto per il sacello in <b> Santa Maria alla Fontana </b>. Ancora nel 1497 acquist&ograve; 64 colonnine di pietra chiara di Saltrio per il tiburio e altri 128 pezzi di pietra bianca e nera da consegnare per il trasporto sul Ceresio a partire da Porto Ceresio o da Riva San Vitale. <br/> 
 <br/> 
AllŽinterno, nel corpo pi&ugrave; antico della chiesa (in stile gotico), si segnalano, in una cappella di destra, gli affreschi con Storie della Passione di Gaudenzio Ferrari. Nella stessa cappella era un tempo conservata lŽ<b> Incoronazione di spine </b> di <i> Tiziano </i> oggi al <b> Louvre </b>. <br/> 
 <br/> 
Nel chiostrino adiacente alla tribuna, sulla porta che conduce alla sacrestia, cŽ&egrave; un affresco realizzato da Bramantino. <br/> 
 <br/> 
La notte del 15 agosto 1943, i bombardieri anglo americani colpirono la chiesa e il convento. Il refettorio fu raso al suolo, si salvarono pochi muri, fra cui quello del <b> Cenacolo </b>. <br/> 
 <br/> 
www.cenacolovinciano.org<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=22_chiesa_santa_maria_delle_grazie</link></item><item><author>colonne e basilica di san lorenzo | Milano | Milano | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Lombardia - Colonne E Basilica Di San Lorenzo</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=25_colonne_e_basilica_di_san_lorenzo' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/scheda_colonne_san_lorenzo.jpg' border='0' alt='Lombardia - Colonne E Basilica Di San Lorenzo' align='left'></a>Le <b> colonne di San Lorenzo </b>, situate di fronte alla <b> basilica di San Lorenzo </b> in corso di Porta Ticinese n. 39, rappresentano uno dei rari reperti romani di Milano, assieme ai pochi resti dellŽanfiteatro, del teatro, delle terme '<i> erculee </i>' del circo e di poche altre tracce della <b> Milano imperiale </b>. <br/> 
 <br/> 
Si tratta di sedici colonne in marmo con capitelli corinzi che sostengono la trabeazione che fu di un edificio romano risalente al III secolo, probabilmente delle grandi terme volute dallŽimperatore Massimiano. Le colonne vennero trasportate nellŽattuale locazione nel IV secolo a completare la nascente basilica di San Lorenzo. Appoggiati alla basilica vi sono altri corpi, tra cui notevole &egrave; la <b> cappella di santŽAquilino </b> con mosaici di et&agrave; romana. <br/> 
 <br/> 
Le colonne rivestono un significato affettivo per alcuni milanesi in quanto testimonianza visibile dellŽ<b> antica Mediolanum </b>, che ha resistito alla furia distruttiva dei Goti, del Barbarossa, dei bombardamenti dellŽultima guerra mondiale e anche alla furia ricostruttrice dei suoi cittadini. <br/> 
 <br/> 
Fino al 1935 lo spazio tra la chiesa e le colonne era interamente occupato da vecchi edifici popolari, a ridosso della facciata stessa della basilica, che di fatto era interamente circondato da vecchie case. <br/> 
 <br/> 
Nonostante i progetti per salvare questo angolo cittadino estremamente pittoresco, il piano di rinnovazione decise di aprire la piazza demolendo le strutture fatiscenti, liberando la chiesa frontalmente. <br/> 
 <br/> 
Il bombardamento della citt&agrave; nel 1944 e nel 1945 rese inagibili anche molte case sul retro, e nel dopoguerra si decise di lasciare libera lŽarea allestendo un parco, che prese il nome di <b> Parco delle Basiliche </b> grazie alla presenza di San Lorenzo da un lato, e dellŽimportantissima <b> basilica di SantŽEustorgio </b> dallŽaltro. <br/> 
 <br/> 
NellŽattuale parco vi era una depressione con dellŽacqua, e forse vi era anche un porto. LŽarea era chiamata '<i> via della Vetra </i>' forse dal nome dei conciatori di pelli ('<i> vetraschi </i>'), forse da '<i> Vectra </i>', canale trasportatore delle acque a Sud di Milano, alimentate da Nord attraverso i fiumi Seveso e Nirone. In ogni caso si trattava di acque maleodoranti. Il luogo divenne poi unŽarea dove si tenevano supplizi, impiccagioni e esecuzioni capitali. <br/> 
 <br/> 
A ricordarlo un monumento settecentesco in sostituzione della croce precedente. Ora si chiama '<b> <i> piazza Vetra </i> </b>'.<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=25_colonne_e_basilica_di_san_lorenzo</link></item><item><author>galleria vittorio emanuele ii | Milano | Milano | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Lombardia - Galleria Vittorio Emanuele Ii</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=24_galleria_vittorio_emanuele_ii' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/scheda_galleria.jpg' border='0' alt='Lombardia - Galleria Vittorio Emanuele Ii' align='left'></a>La <b> Galleria Vittorio Emanuele II </b> di Milano &egrave; un passaggio coperto che collega <b> piazza della Scala </b> e <b> piazza Duomo </b> tra loro e con due vie perpendicolari ad esse. Fu progettata dallŽarchitetto Giuseppe Mengoni e realizzata a partire dal 1865 in uno stile eclettico, con grottesche, cariatidi, lunette e lesene, tipico della seconda met&agrave; dellŽOttocento milanese. In Galleria hanno sede numerosi negozi di griffe e marchi prestigiosi oltre che famosi caff&egrave; e ristoranti, da qualche anno compagni anche di una nota catena di fast food. &egrave; considerata, con <i> Via Montenapoleone e Via della Spiga </i>, una delle sedi dello shopping di lusso meneghino. <br/> 
 <br/> 
Nella prima met&agrave; del XIX secolo Milano guardava alle grandi capitali europee come Londra e Parigi come esempio di urbanizzazione. Soprattutto perch&eacute; la citt&agrave; si stava scoprendo come principale citt&agrave; industriale della penisola e le innovazioni tecnologiche erano il simbolo della seconda rivoluzione industriale e di conseguenza del grande cambiamento sociale che si era messo in moto. Il <b> Crystal Palace </b> di <i> Londra </i>, il ponte di ferro sul Severn, erano un esempio di come la tecnologia fosse al servizio dellŽarchitettura anche con un discreto senso estetico. La <b> Galleria di Milano </b>, con le sue strutture di ferro a vista, fu uno degli esempi a cui si sarebbe ispirato <i> Gustave Eiffel </i>, pochi anni dopo. <br/> 
 <br/> 
Nel 1859 si fece seria lŽidea di un passaggio coperto che collegasse piazza Duomo a piazza della Scala: simile alla Galleria de Cristoforis, sempre a Milano a San Babila, ma pi&ugrave; grande e pi&ugrave; borghese, da dedicare magari al re che port&ograve; Milano ad unificarsi al Regno dŽItalia. La zona prescelta era quella a sinistra del Duomo, edificata con piccole costruzioni non consoni allŽimmagine che la municipalit&agrave; voleva dare. <br/> 
 <br/> 
Il comune indisse un concorso internazionale al quale parteciparono 176 architetti e che vide vincitore il giovane Giuseppe Mengoni, il quale propose una lunga galleria attraversata da un braccio, con al centro dellŽincrocio una grande 'sala' ottagonale: la copertura prevedeva unŽossatura in ferro e il resto in vetro. I due ingressi principali, quelli del braccio pi&ugrave; lungo, previdero inoltre due grandi archi trionfali. I capitali necessari si trovarono costituendo una societ&agrave; in Inghilterra promettendo ricavi dalle propriet&agrave; in costruzione, la stessa che fabbric&ograve; lŽossatura in ferro e la sped&igrave; a Parigi per essere assemblata. Quando questa societ&agrave; fall&igrave;, il Comune di Milano assunse la propriet&agrave; e continu&ograve; a fornire il capitale necessario. <br/> 
 <br/> 
Nel 1865 iniziarono i lavori con la posa della prima pietra da parte di re Vittorio Emanuele II di Savoia e due anni pi&ugrave; tardi si inaugur&ograve; la Galleria, anche se non completamente terminata. Circa dodici anni dopo finalmente il complesso fu terminato. <br/> 
 <br/> 
Giuseppe Mengoni, lŽideatore della Galleria, vi mor&igrave; proprio precipitando dalla cupola durante unŽispezione il 30 dicembre 1877, anche se non manc&ograve; lŽinterpretazione che si trattasse di un suicidio, dovuto alle critiche espresse da pi&ugrave; parti e dalla delusione della mancata presenza del re allŽinaugurazione. Non si poteva sapere che tale mancata presenza era dovuta alle gravi condizioni di salute di Vittorio Emanuele II, tenute segrete, e che mor&igrave; dopo pochi giorni. <br/> 
 <br/> 
Durante la seconda guerra mondiale, nelle notti del 13 e del 15 agosto 1943, la Galleria venne colpita dai bombardamenti aerei alleati. <br/> 
 <br/> 
La Galleria &egrave; stata interessata da un restauro negli anni sessanta del XX secolo che ha portato al rifacimento della pavimentazione. Da qualche anno lŽ<b> Ottagono </b> &egrave; usato dal comune di Milano per illustrare a turisti e cittadini i cambiamenti o le manifestazioni che interessano la citt&agrave; meneghina. <br/> 
 <br/> 
LŽOttagono centrale &egrave; il salotto della citt&agrave;. Sul suo pavimento, al centro, &egrave; realizzato a mosaico lo stemma di <b> Casa Savoia </b>. Ai suoi lati sono rappresentati gli stemmi delle quattro citt&agrave; che in epoche diverse sono state capitali del Regno dŽItalia: nellŽordine Milano (con Napoleone), poi Torino, Firenze e infine Roma (coi Savoia). <br/> 
 <br/> 
Nelle lunette attorno alla volta, sono raffigurate le allegorie dei quattro continenti: Africa, Asia, Europa e America. <br/> 
 <br/> 
La <b> tradizione </b> afferma che ruotare su se stessi stando col tallone del piede destro sui genitali del toro ritratto a mosaico entro lo stemma della citt&agrave; di Torino sul pavimento dellŽOttagono della galleria porti fortuna. Questo rito scaramantico, ripetuto centinaia di volte al giorno dai passanti, principalmente turisti, deteriora velocemente lŽimmagine del toro che deve essere ripristinata frequentemente.<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=24_galleria_vittorio_emanuele_ii</link></item><item><author>il cenacolo | Milano | Milano | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Lombardia - Il Cenacolo</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=27_il_cenacolo' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/scheda_cenacolo.jpg' border='0' alt='Lombardia - Il Cenacolo' align='left'></a>LŽ<b> Ultima cena </b> (detta anche il <b> Cenacolo </b>) &egrave; un dipinto di <b> Leonardo da Vinci </b> eseguito per il suo padrone, il <b> duca di Milano Lodovico Sforza </b>. Rappresenta la scena dellŽ<b> ultima cena di Ges&ugrave; </b>; il dipinto si basa sul Vangelo di Giovanni 13:21, nel quale Ges&ugrave; annuncia che verr&agrave; tradito da uno dei suoi discepoli. <br/> 
 <br/> 
LŽopera misura 4,6 Ś 8,8 m e si trova nel refettorio del convento di <b> Santa Maria delle Grazie </b> a Milano. Leonardo inizi&ograve; a lavorarvi nel 1495 e la complet&ograve; nel 1498, come testimoniato da Luca Pacioli che in data 4 febbraio di quellŽanno ne parla come di unŽopera compiuta. <br/> 
 <br/> 
Come &egrave; noto, non si tratta di un affresco, in quanto Leonardo non ha mai realizzato affreschi nel senso esatto del termine. LŽaffresco &egrave; caratterizzato da una pittura stesa su uno strato di intonaco ancora fresco dove, a seguito del fenomeno di carbonatazione, il pigmento della pittura diventa parte dellŽintonaco stesso garantendo una grande resistenza alla pittura. Leonardo, invece, a causa dei suoi lunghi tempi realizzativi e delle frequenti correzioni in vista del risultato finale, non '<i> affrescava </i>', metodo che richiede grande rapidit&agrave; di esecuzione. Prediligeva invece dipingere su muro come dipingeva su tavola; i recenti restauri hanno permesso di appurare che lŽartista us&ograve; una tempera grassa a base di olio di lino e di uovo stesa su un duplice strato di intonaco. Purtroppo la tecnica impiegata e lŽuso di materiali organici ben presto determin&ograve; un degrado dellŽopera gi&agrave; citato dal <b> Vasari nelle Vite </b>. Stupisce nel Cenacolo la presenza di dettagli molto precisi visibili solo da distanza ravvicinata e non individuabili dallo spettatore comune. <br/> 
 <br/> 
Nel 1977, dopo molti studi e ricerche, prese il via il pi&ugrave; grande e delicato progetto di <b> restauro </b> mai tentato su unŽopera dŽarte. UnŽoperazione destinata a durare <b> 20 anni </b>, e a mobilitare scienziati, critici dŽarte e soprattutto restauratori. Osservando da vicino il Cenacolo, ci si poteva rendere conto delle devastazioni che aveva subito nel corso dei tempi: la superficie era ovunque scrostata e lesionata; in milioni di interstizi microscopici si era infilata la polvere, trattenendo lŽumidit&agrave; delle pareti, e creando cos&igrave; le condizioni per la graduale e inesorabile distruzione del dipinto. <br/> 
 <br/> 
Nel lavoro di ripulitura ci si &egrave; resi conto che il Cenacolo era stato in parte spalmato di cera per essere predisposto al distacco: un distacco, per fortuna mai eseguito. Sotto questo impiastro di colle, cera, polvere e vernici, si &egrave; scoperto anche il buco di un chiodo piantato nella testa del Cristo: &egrave; il punto di fuga usato da Leonardo per definire la prospettiva di tutti gli altri personaggi. <br/> 
 <br/> 
La ripulitura del Cenacolo ha permesso di riscoprire anche i piedi degli apostoli sotto il tavolo, ma non quelli di Cristo. Questa parte fu infatti distrutta nel XVII secolo dallŽapertura di una porta che serviva ai frati per collegare il refettorio con la cucina. <br/> 
 <br/> 
Una volta eliminate le ridipitture, e ritrovata lŽopera originale di Leonardo, i restauratori si erano posti il problema di come riempire le parti mancanti. In un primo tempo le zone mancanti erano state riempite semplicemente con un colore neutro; poi si &egrave; deciso di dar loro dei colori leonardeschi, basati sui frammenti ritrovati, e anche sulle copie dŽepoca del Cenacolo. Tra i particolari pi&ugrave; deteriorati e irrecuperabili si segnala la parte inferiore del viso di Giovanni dove, come scrive la restauratrice Pinin Brambilla, le narici e la bocca erano ormai '<i> ridotte a piccoli tratti scuri </i>'. Pure il soffitto che vediamo oggi non &egrave; lŽoriginale dipinto da Leonardo ma frutto di un totale rifacimento settecentesco che sempre secondo la restauratrice '<i> non rispetta il sapore e il ritmo leonardeschi </i>'. DellŽoriginale rimane traccia solo in una sottile fascia a destra, che evidenzia come i cassettoni in origine fossero pi&ugrave; larghi, profondi e caratterizzati da modanature con sottili fascie rosse e lacunari dal fondo blu-azzurro. <br/> 
 <br/> 
Tutte le tecniche di conservazione sono state messe in opera per salvare questo capolavoro che ha rischiato di morire pi&ugrave; volte nel corso della storia: il refettorio fu prima trasformato in bivacco e stalla dai soldati di Napoleone, poi bombardato durante la seconda guerra mondiale; infatti nell&acute;agosto del 1943 venne distrutta la volta del refettorio durante un bombardamento aereo, ma il Cenacolo rimase miracolosamente salvo tra cumuli di macerie, protetto solo da un breve tetto e da una difesa di sacchi di sabbia ed esposto ad ogni rischio atmosferico. <br/> 
 <br/> 
Oggi, lŽopera ha guadagnato dei particolari che appaiono dotati di una luminosit&agrave; e freschezza cromatica finora insospettate. Il colore &egrave; usato nei toni della luce. Luce le cui sorgenti sono una finestra reale del refettorio e le tre dipinte sul fondo, che si aprono su un cielo teso allŽimbrunire. Un particolare aspetto fino ad oggi trascurato ed emerso dal restauro Brambilla &egrave; la presenza di un paesaggio ben preciso che, secondo uno studio recente potrebbe appartenere al territorio dellŽ<b> alto Lario </b>. In particolare &egrave; apparsa una <b> Chiesa </b> con un campanile ottagonale che pu&ograve; essere identificata nellŽ<b> antica abbazia cluniacense di Piona </b>. LŽopera venne dichiarata nel 1980 <b> patrimonio dellŽumanit&agrave; dallŽUnesco </b>, e insieme ad essa venne protetta anche la chiesa e il limitrofo convento domenicano (la motivazione della nomina dei due edifici fa esplicita menzione dellŽaffresco). <br/> 
 <br/> 
Oltre a quella del <b> Giampietrino </b> (proveniente dalla <i> Certosa di Pavia </i>, acquistata nel 1821 dalla <i> Royal Academy di Londra </i>, purtroppo tagliata nella parte superiore e oggi esposta al <i> Magdalen College di Oxford </i>), esistono diverse altre <b> copie a grandezza naturale dellŽopera di Leonardo </b>, tra le pi&ugrave; conosciute quella conservata nella <b> Chiesa Minorita di Vienna </b> e quella esposta nel <i> Da Vinci Museum </i> dellŽ<b> abbazia belga di Tongerlo </b>. In Ticino una copia realizzata da un allievo di Leonardo si trova nella <i> chiesa parrocchiale di Ponte Capriasca </i>, vicino a <b> Lugano </b>. UnŽaltra copia, leggermente pi&ugrave; piccola ma di grande pregio ed interesse, &egrave; quella attribuita a Marco dŽOggiono (c. 1520, olio su tela, cm 549x260) ora al <i> Mus&eacute;e de la Renaissance </i> nel <b> Castello di Ecouen </b> (poco a nord di Parigi), di propriet&agrave; del <b> Louvre </b>. Anche il <i> museo dellŽHermitage </i> di <b> San Pietroburgo </b> possiede una copia dellŽUltima cena attribuita genericamente ad un '<i> artista lombardo </i>' del XVI secolo, forse lŽunica in cui appare il soffitto come probabilmente era in origine, con i lacunari contornati da sottili righe colorate. <br/> 
 <br/> 
www.cenacolovinciano.org - www.haltadefinizione.com<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=27_il_cenacolo</link></item><item><author>il duomo | Milano | Milano | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Lombardia - Il Duomo</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=23_il_duomo' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/scheda_duomo.jpg' border='0' alt='Lombardia - Il Duomo' align='left'></a>Il <b> Duomo di Milano </b>, monumento simbolo del capoluogo lombardo, &egrave; dedicato a <b> Santa Maria Nascente </b> ed &egrave; situato nellŽomonima piazza nel centro della citt&agrave;. &egrave; una tra le pi&ugrave; celebri e complesse costruzioni gotiche del mondo. <br/> 
 <br/> 
Dove ora vi &egrave; il Duomo prima sorgevano lŽantichissima cattedrale di <i> Santa Maria Maggiore e la Basilica di Santa Tecla </i>, la pi&ugrave; grande tra le due. <br/> 
 <br/> 
Il Duomo fu costruito per volere dellŽarcivescovo Antonio da Saluzzo e del signore di Milano Gian Galeazzo Visconti. Nel 1418 fu consacrato lŽaltare maggiore, da papa Martino V. <br/> 
 <br/> 
Nel 1400 a Filippino degli Organi e Giorgio degli Organi successero Marco Solari e Giovanni Solari da Carona, nel XV secolo Giovanni Antonio Amadeo costruttore del tiburio, Gian Giacomo Dolcebuono ed Pellegrino Tibaldi finch&eacute; nel 1572 San Carlo Borromeo consacr&ograve; la chiesa anche se la costruzione non era ancora terminata. <br/> 
 <br/> 
Nel XV secolo si avvicendarono Martino Bassi, Francesco Maria Richino, Lelio Buzzi e Carlo Buzzi, i Quadrio. Nel XVIII secolo fu costruita la guglia maggiore sulla quale fu innalzata la <b> Madonnina dorata </b>. <br/> 
 <br/> 
Nel 1813 la facciata venne completata, quasi cinquecento anni dopo la posa della prima pietra, su istanza di <b> Napoleone </b>, che qui volle essere incoronato re dŽItalia. <br/> 
 <br/> 
Per tutto il XIX secolo furono completate le guglie, tutte le decorazioni architettoniche ed installato il <b> portone centrale in bronzo </b>, autore Ludovico Pogliaghi: fra gli scultori che vi lavorarono nei primi anni dellŽOttocento, si pu&ograve; ricordare Luigi Acquisti. <br/> 
 <br/> 
Nel corso della seconda guerra mondiale la Madonnina venne coperta da stracci, onde evitare che i riflessi di luce sulla sua superficie dorata potessero venire usati come punto di riferimento per i bombardieri alleati in volo sulla citt&agrave;. Nel secondo dopoguerra, a seguito dei danni subiti dai bombardamenti aerei, il Duomo fu restaurato in gran parte e le restanti porte di legno furono sostituite con altre di bronzo ad opera degli scultori Arrigo Minerbi, Giannino Castiglioni e Luciano Minguzzi. <br/> 
 <br/> 
La manutenzione della cattedrale &egrave; affidata alla <b> Veneranda fabbrica del Duomo </b> i cui interventi sono continui tanto da far nascere il detto milanese di 'Fabrica del Domm' per tutti quei lavori che non hanno mai termine. <br/> 
 <br/> 
www.duomomilano.it<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=23_il_duomo</link></item><item><author>palazzo dell`arte o della triennale | Milano | Milano | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Lombardia - Palazzo Dell`arte O Della Triennale</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=49_palazzo_dell`arte_o_della_triennale' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/triennale111.jpg' border='0' alt='Lombardia - Palazzo Dell`arte O Della Triennale' align='left'></a>Fu realizzato da Giovanni Murzio nel 1931 per lascito del senatore Antonio Bernocchi, che intendeva dotare la citt&agrave; di una sede permanente per la Mostra Triennale d&acute;Arte decorativa. <br/> 
 <br/> 
Dal 1923, con alterne fortune, la Triennale riveste un ruolo di primo piano nel dibattito sull&acute;architettura italiana, e oggi attivit&agrave; espositive e seminariali si susseguono a ritmo ben pi&ugrave; ravvicinato della scadenza implicita nel nome. <br/> 
 <br/> 
Le manifestazioni pi&ugrave; importanti trovano allestimento nella <b> Galleria della Triennale </b>, superficie espositiva progettata da Gae Aulenti nel 1994 a valorizzare l&acute;originale fisionomia architettonica degli interni. <br/> 
 <br/> 
Nel palazzo, o vicino a esso, trovano spazio locali alla moda come il Coffee Design, l&acute;Old Fashion Caf&egrave; e il Fiat Caf&egrave;-La Triennale, che aprono i tavoli al parco verso l&acute;onirica fontana dei Bagni misteriosi che a tutto tondo ripropone un dipinto di Giorgio De Chirico. <br/> 
Al piano inferiore ci sono l&acute;archivio e la biblioteca, mentre per la fine del 2006 &egrave; prevista l&acute;apertura, nell&acute;ala sud del primo piano, del <b> Museo del Design </b>, un sogno che Milano inseguiva da decenni. Il museo disporr&agrave;, come primo nucleo di opere, di un sostanzioso fondo di oggetti d&acute;uso o d&acute;arredo, rari o significativi, che hanno segnato il gusto degli italiani dal dopoguerra agli anni &acute;90. <br/> 
L&acute;edificio ospita anche la sala del <b> Teatro dell&acute;Arte </b>. <br/> 
 <br/> 
Per maggiori info: www.triennale.it - Testi del Touring Club<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=49_palazzo_dell`arte_o_della_triennale</link></item><item><author>pinacoteca di brera | Milano | Milano | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Lombardia - Pinacoteca Di Brera</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=28_pinacoteca_di_brera' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/scheda_pinacoteca_brera.jpg' border='0' alt='Lombardia - Pinacoteca Di Brera' align='left'></a>La <b> Pinacoteca di Brera </b> si trova in Via Brera 28 a Milano in Italia; <b> galleria dŽarte antica ed arte moderna </b>. <br/> 
 <br/> 
Il museo espone opere di: <i> Giovanni Bellini, Umberto Boccioni, Sandro Botticelli, Agnolo Bronzino, Caravaggio, Carlo Carr&agrave;, Piero della Francesca, Leonardo da Vinci, Andrea Mantegna, Francesco Menzocchi, Amedeo Modigliani, Marco Palmezzano, Raffaello, Pieter Paul Rubens, Tintoretto, ecc </i>. <br/> 
 <br/> 
La <b> Pinacoteca </b> ha sede nel grande <b> palazzo neoclassico </b> di Brera, che ospita anche altre istituzioni: la <i> Biblioteca Nazionale Braidense, lŽosservatorio di Brera, lŽOrto Botanico, lŽIstituto Lombardo di Scienze e Lettere e lŽAccademia di Belle Arti </i>. <br/> 
LŽedificio era stato costruito nellŽantica, incolta terra '<i> braida </i>' (parola che nella bassa latinit&agrave; aveva il signignificato di campo suburbano), da cui ebbe il nome brera, il Palazzo quanto il quartiere. <br/> 
Il palazzo si apre su un cortile circondato da un elegante porticato, al centro &egrave; situato il Monumento a Napoleone I ideato da Antonio Canova. <br/> 
 <br/> 
Sorge su un antico convento dellŽ<b> ordine degli Umiliati </b>, una delle pi&ugrave; potenti associazioni religiose del milanese. <br/> 
Fu nel 1571, che con la <b> Bolla Papale di Gregorio XIII </b>, si abol&igrave; lŽordine degli Umiliati, storici fabricanti di lana, assegnando cos&igrave; lŽantica prepositura di Brera alle '<i> attente mani </i>' dei Gesuiti, che ne fecero un centro di studi, dandogli il nome di Universit&agrave;. <br/> 
Si impose la necessit&agrave; di costruire un nuovo e pi&ugrave; ampio edificio, i cui lavori iniziarono nel 1591, e affidati nel 1615 ad un grande architetto del tempo in Lombardia: <b> Francesco Maria Richini </b>. <br/> 
Ma nel 1630 a causa della pestilenza, i lavori cominciarono a rallentare. <br/> 
Il progetto venne approvato solo nel 1691. <br/> 
LŽopera prosegu&igrave;, passando di mano al figlio dello stesso architetto e a Gerolamo Quadrio e a Pietro Giorgio Rossone. Soppressa la Compagnia di Ges&ugrave;, lŽedificio fu completato nel 1776, orientando diversamente il progetto del Richini. <br/> 
 <br/> 
Nel 1773 lŽordine dei Gesuiti fu abolito ed il palazzo pass&ograve; al Governo. <br/> 
<b> Maria Teresa dŽAustria </b> lo adib&igrave; a sede delle Scuole Palatine, vi colloc&ograve; una biblioteca e decise di ampliare lŽOrto Botanico Fond&ograve; inoltre lŽAccademia, dotandola di un contributo annuo di &pound; 10.000 provenienti dai soppressi beni ecclesiastici. <br/> 
 <br/> 
LŽ<b> Accademia di Belle Arti </b> venne fondata nel 1776. <br/> 
LŽimperatrice Maria Teresa dŽAustria decise di affiancarle una galleria di gessi ed una raccolta di incisioni e disegni. <br/> 
 <br/> 
Due anni dopo fu eletto lŽabate Carlo Bianconi come segretario dellŽAccademia. <br/> 
 <br/> 
www.brera.beniculturali.it<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=28_pinacoteca_di_brera</link></item><item><author>teatro la scala | Milano | Milano | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Lombardia - Teatro La Scala</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=50_teatro_la_scala' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/piazzascala1.jpg' border='0' alt='Lombardia - Teatro La Scala' align='left'></a>Alla sua origine &egrave; l&acute;incendio del Regio Ducale Teatro di Corte, a Palazzo Reale, la notte del 25 febbraio 1776. In una lettera Pietro Verri narra gli eventi dei quali fu testimone e osserva che, bruciato un teatro, magari se ne faranno due. <br/> 
Fu buon profeta: nel 1778 viene inaugurata la Scala, che prende nome dalla preesistente chiesa di S. Maria alla Scala; nel 1779 la Cannobiana, l&agrave; dove oggi &egrave; il Teatro Lirico. <br/> 
 <br/> 
La fronte del pi&ugrave; prestigioso teatro d&acute;Italia - e tra i pi&ugrave; importanti del mondo - mancando allora la piazza, venne concepita da Giuseppe Piermarini per una vista di scorcio dalla stretta contrada antistante e fu giudicata mediocre dai contemporanei (nel 1830 furono aggiunti i due brevi corpi laterali a terrazza), mentre entusiasta fu il giudizio sugli eleganti interni, somma delle soluzioni tecniche allora disponibili (una vasca collocata sopra la volta della sala era il &acute;moderno&acute; dispositivo antincendio). <br/> 
 <br/> 
I bombardamenti del 1943 provocano gravi danni ma gi&agrave; nel 1945, a simbolica resurrezione della citt&agrave;, inizi&ograve; la ricostruzione, durata meno di un anno: l&acute;11 maggio un memorabile concerto di Arturo Toscanini segn&ograve; per i milanesi la vera rinascita cittadina. <br/> 
 <br/> 
Poco pi&ugrave; di tre anni hanno richiesto le recenti opere di restauro conservativo e ammodernamento degli impianti di scena (2004). L&acute;aspetto pi&ugrave; evidente del rinnovo del teatro &egrave; costituito dalla ellissi e dalla nuova torre scenica, che si intravedono dietro la facciata, entrambe progettate dall&acute;architetto ticinese Mario Botta. <br/> 
L&acute;interno, cui si accede sul lato sinistro, dai portici dell&acute;ottocentesco Casino Ricordi, colpisce per ricchezza d&acute;ornato e profusione d&acute;oro e velluti. Da non perdere infine il <b> Museo teatrale alla Scala </b>, che in eleganti sale neoclassiche, con un moderno allestimento di Pier Luigi Pizzi, espone cimeli dei grandi che fecero della Scala un tempio della musica; notevole &egrave; anche la Bibblioteca che conserva una ricca raccolta di volumi di argomento teatrale. <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
Per maggiori info: www.teatroallascala.org - Testo del: Touring Club<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=50_teatro_la_scala</link></item><item><author>visitare la città in un giorno o in un weekend | Milano | Milano | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Lombardia - Visitare La Città In Un Giorno O In Un Weekend</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=51_visitare_la_città_in_un_giorno_o_in_un_weekend' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/duomo_di_milano1.jpg' border='0' alt='Lombardia - Visitare La Città In Un Giorno O In Un Weekend' align='left'></a><b> Milano in un giorno: </b> <br/> 
I naturali ritmi di Milano possono aiutare, ma &egrave; senz&acute;altro difficile pensare che un viaggiatore, per quanto frenetico, possa riuscire in 24 ore a farsi un&acute;idea della citt&agrave;. <br/> 
Milano ha per&ograve; un vantaggio: quello di avere la maggior parte delle cose notevoli concentrate nel Grande Centro, un centro storico relativamente ristretto, che &egrave; possibile percorrere tutto a piedi senza fare troppi chilometri. <br/> 
Quindi, cronometro alla mano, sbarcate nel cuore della metropoli: <b> Piazza del Duomo </b>. Prima, per&ograve;, due passi in <b> Galleria </b> e con cappuccino e brioche in qualche bel locale storico. Siete pronti ora per affrontare il <b> Duomo </b>: prima di entrare, girategli intorno provate a sorprenderlo 'dall&acute;alto', salendo sulle terrazze. Se la fortuna vi assiste, sotto forma di limpida giornata, avrete una panoramica a 360° sulla citt&agrave;, sulla pianura circostante e sulla chiostra delle Alpi. <br/> 
Fate attenzione: a <b> Palazzo Reale </b> capita spesso che siano allestite mostre temporanee di grande fascino. Approfittatene, se volete tirare ora di pranzo. <br/> 
 <br/> 
Primo pomeriggio: non potendo assistere a un concerto o a un&acute;opera alla <b> Scala </b> accontentavi di visitare il <b> Museo </b> e di sbirciare in sala tra i palchi e la platea. <br/> 
 <br/> 
Siete ora pronti per un&acute;immersione nell&acute;edonismo fashion del '<b> Quadrilatero della moda </b>': entrare e uscire da boutique e atelier pu&ograve; diventare divertente anche per chi non &egrave; invasato dal sacro fuoco dello shopping. Il meglio del <i> fashion design </i> comunque lo trovate qui. <br/> 
 <br/> 
Quando il sole comincia a imbrunire &egrave; tempo di <b> happy hour </b>: e del resto, dicono, il rito dell&acute;aperitivo &egrave; tutto meneghino. C&acute;&egrave; solo l&acute;imbarazzo della scelta per quanto riguarda la zona (Brera, il Ticinese, l&acute;Isola) e l&acute;antropologia: modaiola, alternativa, visionario-creativa, manageriale... <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
<b> Milano in un weekend: </b> <br/> 
Poter contare su uno o due pernottamenti &egrave; senz&acute;altro la miglior soluzione per immergersi meglio nella vita della citt&agrave;, approfittando soprattutto delle occasioni offerte dall&acute;allettante nightlife milanese. Se siete stati previdenti, avrete per tempo prenotato almeno uno dei due appuntamenti che, possiamo dirlo con pochi dubbi di smentita, non hanno eguali in altri luoghi: una serata al <b> Teatro alla Scala </b> e la visita al <b> Cenacolo </b> di Leonardo da Vinci in S. Maria delle Grazie. <br/> 
 <br/> 
Tra il tempo dedicato allo shopping e agli aperitivi potrete aprire finestre della vostra giornata agli interessi per la storia dell&acute;arte: le civiche raccolte del <b> Castello Sforzesco </b>, la <b> Pinacoteca di Brera </b>, il <b> Poldi Pezzoli </b>, l&acute;<b> Ambrosiana </b>; o per l&acute;architettura, dal medioevo alla contemporaneit&agrave; (<b> S. Ambrogio </b>, <b> S. Lorenzo </b>, <b> S. Satiro </b> fino al <b> Grattacielo Pirelli </b> e ai nuovi progetti della citt&agrave; che si trasforma). <br/> 
 <br/> 
Da non trascurare la sera - oltre che le occasioni golose: se la media della ristorazione milanese pu&ograve; forse un p&ograve; deludere, vi sono peraltro vette eccelse dell&acute;arte culinaria - gli spettacoli teatrali o i locali di musica dal vivo. <br/> 
Quando il weekend diventa 'lungo', poi, potrete variare la vostra agenda alternando concerti al teatro, al cinema o a una nottata in discoteca. <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
<i> Articolo tratto dal Touring Club </i><br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=51_visitare_la_città_in_un_giorno_o_in_un_weekend</link></item><item><author>museo egizio | Torino | Torino | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Piemonte - Museo Egizio</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=44_museo_egizio' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/800px-Galleriasabauda1.jpg' border='0' alt='Piemonte - Museo Egizio' align='left'></a>Il Museo delle antichit&agrave; egizie di Torino, meglio conosciuto semplicemente come Museo egizio, &egrave; considerato, per il valore dei reperti, il pi&ugrave; importante del mondo dopo quello del Cairo, e il pi&ugrave; importante d&acute;Italia seguito da quello di Firenze. <br/> 
 <br/> 
Ha sede nello storico Palazzo dell&acute;Accademia delle Scienze, sede dell&acute;omonima Accademia e che ospita anche la Galleria Sabauda, eretto nel XVII secolo dall&acute;architetto Guarino Guarini. <br/> 
 <br/> 
Nel museo sono presenti circa 30mila pezzi che coprono il periodo dal paleolitico all&acute;epoca copta. I pi&ugrave; importanti sono: <br/> 
 <br/> 
- la tomba intatta di Kha e Merit  <br/> 
- il tempio rupestre di Ellesija  <br/> 
- il Canone Reale, conosciuto come Papiro di Torino, una delle pi&ugrave; importanti fonti sulla sequenza dei sovrani egizi  <br/> 
- la Mensa isiaca, che i Savoia ottengono dai Gonzaga nel XVII secolo  <br/> 
- la tela dipinta di Gebelein  <br/> 
- i rilievi di Djoser  <br/> 
- le statue delle dee Iside e Sekhmet e quella di Ramesse II scoperte da Vitaliano Donati nel tempio della dea Mut a Karnak  <br/> 
- il Papiro delle miniere d&acute;oro  <br/> 
 <br/> 
Per maggiori info: http://it.wikipedia.org | http://www.museoegizio.it<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=44_museo_egizio</link></item><item><author>reggia di venaria reale | Venaria Reale | Torino | Italy Accommodations</author><pubDate>Sat, 19 Mar 2011 11:15:12 GMT</pubDate><title>Piemonte - Reggia Di Venaria Reale</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=77_reggia_di_venaria_reale' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/venaria_reale3.jpg' border='0' alt='Piemonte - Reggia Di Venaria Reale' align='left'></a><b> Invito a Corte. Una giornata alla Venaria Reale - World Heritage Site - UNESCO </b> <br/>  <br/> <b> Questa &egrave; la vostra corte. </b> <br/> Tutto quello che vedrete &egrave; opera di grandi architetti del Sei e Settecento, delle nostre idee e del nostro lavoro per farla rivivere, dopo due secoli di utilizzo militare e di abbandono.  <br/>  <br/> La sorte ci aveva consegnato la Reggia ridotta a rudere con i suoi spazi aulici umiliati, gli arredi definitivamente dispersi e i suoi sconfinati Giardini annullati, rintracciabili solamente nei disegni storici.  <br/>  <br/> Dopo otto anni di intensi lavori -il pi&ugrave; grande cantiere d&acute;Europa nel recupero di un bene culturale- La Venaria Reale torna a vivere, nella reinvenzione di un luogo e nella creazione di un complesso che possa offrire a ogni visitatore occasioni di stupore e loisir, cultura e svago, bellezza e piacere. <br/>  <br/> In <b> Reggia </b> si sta gradualmente completando il progetto di allestimento permanente delle sale, nell&acute;obiettivo di ritrovare un dialogo tra opere d&acute;arte e i volumi del palazzo, Al piano interrato, negli spazi un tempo destinati a locali di servizio, un percorso didattico vi porter&agrave; ad approfondire la storia della dinastia e del territorio sabaudo tra Cinque e Settecento, con approfondimenti dedicati ai personaggi e ai temi pi&ugrave; rilevanti.  <br/>  <br/> Al piano nobile sar&agrave; invece l&acute;emozione a scandire la vostra passeggiata: potrete incontrare i personaggi della corte creati dal genio cinematografico di Peter Greenaway con il progetto Ripopolare la Reggia; rilassarvi ascoltando musica barocca, assistere al Teatro d&acute;Acqua della fontana musicale pi&ugrave; grande d&acute;Europa, per rimanere infine senza fiato di fronte alla magnificenza della Galleria Grande, alla luce trasfigurante della Cappella di Sant&acute;Uberto e all&acute;imponenza della Citroniera, capolavori assoluti di Filippo Juvarra. Ad accompagnarvi attraverso i saloni della Reggia di Diana, le sale di parata del percorso cerimoniale e gli appartamenti privati, apprezzabili opere provenienti dalle collezioni di altre residenze sabaude e da raccolte pubbliche e private, in sintonia con il gusto originario della corte, qui apertamente evocato. <br/>  <br/> Nei giovani <b> Giardini </b> di nuova progettazione, da pochi anni interamente ricostruiti dalle sterpaglie, il vostro sguardo si perder&agrave; lungo le ritrovate assialit&agrave; delle Allee, negli specchi d&acute;acqua della Peschiera e del Canale e nelle simmetrie rigorose dei parterres, mentre i resti archeologici del Tempio di Diana e della Fontana d&acute;Ercole vi faranno rivivere, con lacerti di decorazioni, l&acute;esuberanza del giardino seicentesco.  <br/>  <br/> Il dialogo affascinante tra architettura storica e arte contemporanea vi porter&agrave; alla scoperta, nel Parco Basso in corrispondenza del muraglione castellamontiano, del Giardino delle Sculture Fluide di Giuseppe Penone, presto affiancato da opere inedite di Giulio Paolini e di altri grandi artisti contemporanei. Nondimeno i Giardini sono luogo di relax, giochi, feste e divertimento, dove i tracciati aulici e gli orizzonti infiniti del disegno settecentesco si prestano alla gioia di vivere dei contemporanei. <br/>  <br/> <b> La Venaria Reale offre numerose occasioni di approfondimento culturale e un ricco palinsesto di mostre d&acute;arte internazionali </b>, negli eccezionali spazi espositivi delle Scuderie Juvarriane e delle Sale delle Arti; quasi ogni fine settimana sono in programma spettacoli, concerti e grandi eventi per ogni tipologia di pubblico. Il tutto &egrave; supportato da innumerevoli servizi: dai diversi punti ristoro dislocati all&acute;interno della Reggia e dei Giardini all&acute;esclusivo ristorante Dolce Stil Novo con la sua splendida terrazza panoramica, dall&acute;accogliente e fornito bookshop ai servizi di visite guidate e di accessibilit&agrave; per i diversamente abili. In stretta continuit&agrave; con la Reggia, lo stesso Borgo antico cittadino, con le sue peculiarit&agrave; storico-architettoniche, vi coinvolger&agrave; in un connubio di convivialit&agrave; e buona tavola nei caff&egrave; e ristoranti distribuiti lungo l&acute;antica via Maestra e la Piazza dell&acute;Annunziata. <br/>  <br/> <b> La caratteristica della Venaria Reale &egrave; la sua grandiosit&agrave; </b>: per percorrerla con calma nei suoi diversi itinerari, per comprenderne la storia e per godere delle sue svariate occasioni di richiamo non sono sufficienti due rapide ore di sosta, concedetevi almeno una mezza giornata di soggiorno. Vi invitiamo a organizzare la vostra giornata a corte con l&acute;ausilio del sito ufficiale www.lavenaria.it <br/>  <br/>  <br/> <b> Info: </b> <br/> REGGIA DI VENARIA REALE <br/> Piazza della Repubblica, Venaria Reale (TO) <br/>  <br/> Per informazioni: tel. + 39 011 4992333<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=77_reggia_di_venaria_reale</link></item><item><author>ogliastra - uno spettacolare anfiteatro naturale | Ogliastra | Ogliastra | Italy Accommodations</author><pubDate>Thu, 4 Aug 2011 16:44:00 GMT</pubDate><title>Sardegna - Ogliastra - Uno Spettacolare Anfiteatro Naturale</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=82_ogliastra_-_uno_spettacolare_anfiteatro_naturale' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/cala.jpg' border='0' alt='Sardegna - Ogliastra - Uno Spettacolare Anfiteatro Naturale' align='left'></a>Ci sono strade che portano verso le montagne selvagge, tra grotte e pinnacoli di calcare, alla scoperta di un fantastico mondo di gole e canyon, boschi di lecci popolati da aquile e mufloni. Strade che accompagnano i turisti, magari dopo una giornata trascorsa al mare e al sole nelle splendide calette e nelle lunghe spiagge bianche, a conoscere scenari di natura primordiale, intatta: nuraghi di pietra bianca in splendida posizione panoramica, paesini dove le donne tramandano antiche ricette, chiese campestri teatro di feste e pellegrinaggi, piccoli musei, ristoranti che offrono prodotti genuini, dalle carni al vino Cannonau, dai formaggi di capr ai prosciutti e ai fagottini di pasta ripieni di patate e mentuccia, i culurgionis: cibi di cui si nutrono da secoli uomini e donne di questa terra, che vantano il primato della longevit&agrave; in tutta Europa. <br/>  <br/> L&acute;Ogliastra, costa centro-orientale della Sardegna, 23 cittadine e paesi, appena 60 mila abitanti in totale, custodisce nel suo grembo un tesoro: una natura che non ha subito ferite, una terra che l&acute;uomo ha rispettato e tutelato. <br/> Le coste innanzitutto. Le lunghe e tranquille spiagge di Santa Maria Navarrese, Lotzorai, Girasole, Tortol, Barisardo, Cardedu, Gairo fino a Tertenia, dove si affacciano alberghi e villaggi turistici. <br/> Le calette della costa di Baunei, dove si pu&ograve; arrivare solo via mare o percorrendo i sentieri dei carbonai: Cala Luna, Cala Sisine, Cala Goloritz&egrave;. <br/>  <br/> Al termine di una giornata di sole e tuffi in mare, immersioni e snorkeling, si pu&ograve; andare alla scoperta dell&acute;Ogliastra pi&ugrave; vera e genuina, quella dell&acute;interno. Strade con un susseguirsi di gole e giganteschi torrioni di calcare che custodiscono splendide grotte. Una su tutte la Grotta di SU Marmuri, del Marmo, la pi&ugrave; famosa. <br/> La chiamano anche grotta dei pipistrelli perch&egrave; nel periodo invernale ospita la pi&ugrave; grande colonia dei mammiferi con le ali in Italia. <br/>  <br/> Per ammirare un altro pezzo dell&acute;Ogliastra, si pu&ograve; percorrere la strada statale, denominata l&acute;Orientale Sarda, sul percorso della vecchia via romana, che ci porta nel cuore del Supramonte, toccando prima Baunei, il paese che custodisce alcuni dei pi&ugrave; suggestivi gioielli ogliastrini e da cui si domini uno splendido panorama sul mare. <br/>  <br/> Dopo Baunei, l&acute;Orientale sarda tocca Urzulei con il fantastico canyon di Gorroppu, percorribile in una normale passeggiata per almeno 500 metri tra le alte pareti di roccia. Ma, tornando sul mare, c&acute;&egrave; un altro gioiello da non perdere: la grotta del Fico. <br/> Aperta ai turisti da pochi anni, raggiungibile solo in barca, &egrave; l&acute;ultimo rifugio della foca monaca, dove il mammifero dagli occhi mansueti fu studiato dagli speologi sardi. <br/>  <br/> Una frazione di Baunei da prendere in considerazione &egrave; Santa Maria Navarrese, che dispone di un attrezzato porticciolo turistico. Questo, vanta una lunga storia che ha radici lontane: si dice che qui naufrag&ograve; nel 1052 la figlia del re di Navarra. La principessa riusc&igrave; a salvarsi e come ringraziamento fece costruire la chiesetta bianca che guarda il mare, circondata da alcuni maestosi olivastri che vantano non meno di 1000 anni di vita, dichiarati monumento naturale regionale.<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=82_ogliastra_-_uno_spettacolare_anfiteatro_naturale</link></item><item><author>vicino a sassari ricostruito un castrum romano | La Crucca | Sassari | Italy Accommodations</author><pubDate>Thu, 4 Aug 2011 12:12:24 GMT</pubDate><title>Sardegna - Vicino A Sassari Ricostruito Un Castrum Romano</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=81_vicino_a_sassari_ricostruito_un_castrum_romano' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/1305820796839_dsc061404.jpg' border='0' alt='Sardegna - Vicino A Sassari Ricostruito Un Castrum Romano' align='left'></a>Chi ha sognato di poter entrare un castrum romano, ora pu&ograve; esaudire il suo desiderio. <br/> L&acute;associazione sassarese Ad Signa Milites ha ricostruito un forte romano, un Castrum appunto, in legno in grandezza reale. <br/>  <br/> Il forte romano si trova a pochi chilometri da Sassari, precisamente a La Crucca, ed &egrave; inserito in un bellissimo parco adibito per le rievocazioni storiche. <br/> Il Castrum ha una grandezza di 50m x 45m, circondato da un doppio fossato e da una palizzata in legno con tre torri di guardia poste sulle corrispettive entrate. <br/> All&acute;interno del forte ci sono le baracche per i soldati con la cucina, l&acute;alloggio del comandante del reparto, l&acute;officina del fabbro, le latrine, un pozzo per l&acute;acqua, un carro da guerra, una balista (macchina d&acute;artiglieria), tutte le armi, corazze, elmi, spade, ecc. dei soldati oltre ai loro oggetti di vita quotidiana. <br/> Inoltre, un alloggio dei soldati al suo interno &egrave; stato adibito a laboratorio didattico, sala espositiva di ricostruzioni in miniatura, illustrazioni; vi si trova anche una piccola libreria sulla vit&agrave; romana e una zona ricreativa per gli studenti.<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=81_vicino_a_sassari_ricostruito_un_castrum_romano</link></item><item><author>museo civico | Castelbuono | Palermo | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Sicilia - Museo Civico</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=48_museo_civico' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/0209200936611.jpg' border='0' alt='Sicilia - Museo Civico' align='left'></a>Quello di Castelbuono &egrave; uno dei pochi castelli medievali di Sicilia ad avere tramandata la data di fondazione (1316) in una lapide incisa, giunta integra ai giorni nostri, nella quale tra l&acute;altro viene ricordato il nome del fondatore: Francesco I Ventimiglia. <br/> 
 <br/> 
Il primo assetto medievale aveva funzioni esclusivamente difensive; la costruzione si poggiava su una torre di avvistamento preesistente (torre sud-ovest), probabilmente antecedente al 1100. <br/> 
 <br/> 
Nel 1450 Giovanni I Ventimiglia innalza Castelbuono a citt&agrave; 'dominante' con il ruolo di Capitale dei Ventimiglia. Le prime grandi transformazioni dell&acute;edificio qualificano il maniero in sede del marchesato. E&acute; in tale occasione, nel 1454, che viene trasferita da Geraci l&acute;antica reliquia di Sant&acute;Anna e con essa l&acute;intera corte feudale. Solo sul finire del 1500, per&ograve;, il palazzo viene adeguatamente trasformato a dimora di prestigio. <br/> 
 <br/> 
Nel 1684 risulta la stipula tra Francesco Rodrigo Ventimiglia e i fratelli Serpotta per le decorazioni in stucco della nuova cappella palatina, lavori che durano tre anni. Si conclude nel migliore dei modi quello che sar&agrave; l&acute;ultimo secolo di splendore dei Ventimiglia, cominciato, nel 1632, con l&acute;assegnazione a Castelbuono del titolo di citt&agrave;. <br/> 
 <br/> 
Il declino del casato incontra anche la forza distruttiva dei terremoti che, nel 1818/19 determinano la demolizione del terzo piano del Castello e forti danneggiamenti all&acute;intera struttura. Nel 1920 l&acute;amministrazione di Castelbuono, grazie alla solerzia dell&acute;assessore 'mastru lachinu' Bruno - che organizza una capillare raccolta fondi tra gli abitanti - si aggiudica l&acute;antico maniero dei Ventimiglia, messo all&acute;asta dai liquidatori degli eredi della famiglia <br/> 
 <br/> 
Per maggiori info: www.museocivico.eu<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=48_museo_civico</link></item><item><author>sagra del mandorlo in fiore | Agrigento | Agrigento | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Sicilia - Sagra Del Mandorlo In Fiore</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=52_sagra_del_mandorlo_in_fiore' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/mandorlo-in-fiore2.jpg' border='0' alt='Sicilia - Sagra Del Mandorlo In Fiore' align='left'></a>Il mare candido dei mandorli in fiore annuncia nella <b> Valle dei Templi </b> il ritorno della primavera. <br/> 
La <b> storica Sagra del Mandorlo in Fiore </b> &egrave; un appuntamento che si ripete in provincia di <b> Agrigento </b> da oltre mezzo secolo. <br/> 
A idearla, nel 1934, il <b> Conte Alfonso Gaetani </b>, per festeggiare la nuova stagione e regalare ai contadini della valle una giornata di festa. <br/> 
 <br/> 
Lo spirito di condivisione &egrave; rimasto e la Sagra oggi &egrave; punto d&acute;incontro per popoli e culture di tutto il mondo. <br/> 
 <br/> 
La sagra si effettua, ogni anno, dal 14 al 21 febbraio, per maggiori informazioni, visitate il sito www.mandorloinfiore.net<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=52_sagra_del_mandorlo_in_fiore</link></item><item><author>visita sull`etna | Zafferana Etnea | Catania | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Sicilia - Visita Sull`etna</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=74_visita_sull`etna' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/Etna_erupting_small.jpg' border='0' alt='Sicilia - Visita Sull`etna' align='left'></a>Il 12 gennaio del 2011 si &egrave; risvegliato, dopo quasi un anno, l&acute;Etna, il vulcano pi&ugrave; grande d&acute;Europa che svetta a nord di Catania a oltre 3mila e 300 metri d&acute;altezza, con un diametro di 45 chilometri. <br/> Poche ore ma molto intense, durante le quali il pit crater, una profonda frattura nella zona orientale del cono, ha esploso gettate di lava ad altezze impressionanti. Centinaia di metri, visibili fino a Taormina. I tremori si sono placati nel tempo di una notte, in questo inizio d&acute;anno bollente, senza impedire a migliaia di cuorisi di accorrere in massa a immortalare il suggestivo evento. <br/>  <br/> Nonostante i continui risvegli, non sempre pacifici, l&acute;Etna &eacute; meta prediletta per appassionati ed escursionisti. E si conferma al primo posto nelle top ten europea dei vulcani attivi preferiti dai turisti, anche per l&acute;insolito e ricco paesaggio di vigneti, frutteti e campi coltivati. Nei mesi invernali, poi, &egrave; regolarmente preso d&acute;assalto dagli amanti della neve, grazie agli impianti adagiati su due versanti.<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=74_visita_sull`etna</link></item><item><author>carnevale di viareggio | Viareggio | Lucca | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Toscana - Carnevale Di Viareggio</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=1_carnevale_di_viareggio' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/scheda_carnevale_di_viareggio_big.jpg' border='0' alt='Toscana - Carnevale Di Viareggio' align='left'></a>Il <b> carnevale di Viareggio </b> &egrave; considerato uno dei pi&ugrave; importanti e maggiormente apprezzati carnevali dŽItalia e dŽEuropa. <br/> 
A caratterizzarlo a livello internazionale sono in <b> carri allegorici </b> pi&ugrave; o meno grandi che sfilano nelle domeniche fra gennaio e febbraio e sui quali troneggiano enormi caricature in cartapesta di uomini famosi nel campo della politica, della cultura o dello spettacolo, i cui tratti caratteristici - specialmente quelli somatici - vengono sottolineati con satira ed ironia. <br/> 
 <br/> 
I <b> carri </b> - che sono i pi&ugrave; grandi e movimentati del mondo - sfilano lungo la passeggiata a mare viareggina, un viale di oltre tre chilometri che si snoda tra la spiaggia e gli edifici di stile liberty che si affacciano sul mar Tirreno. <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
<b> &lt;font color='#c00000'&gt;La Storia del Carnevale&lt;/font&gt; </b> <br/> 
La tradizione della sfilata di carri a Viareggio risale al 1873, quando alcuni ricchi borghesi, decisero di mascherarsi per protestare contro le troppe tasse che erano costretti a pagare. Da allora ogni anno questa sfilata permette di realizzare carri che interpretano alla perfezione il pensiero e il malcontento di tanta gente,e sul finire del secolo comparvero i carri trionfali. <br/> 
 <br/> 
La prima guerra mondiale sembra distruggere, insieme alla Belle &eacute;poque, anche il Carnevale a Viareggio, che invece rifior&igrave; addirittura pi&ugrave; splendido e grandioso. La pausa bellica dur&ograve; 6 anni. La manifestazione riprese nel 1921 e i carri sfilarono su due meravigliosi viali a mare, la mitica passeggiata parallela con viale Belluomini. Nel 1971 si svolse il primo carnevale rionale della Darsena, Nel corso del terzo millennio si prevedono grandi novit&agrave; allŽinterno del complesso della Cittadella con i giganti di cartapesta che si arricchiscono di nuove tecnologie per creare sempre pi&ugrave; complessi movimenti ed effetti scenografici. <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
www.viareggio.ilcarnevale.com<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=1_carnevale_di_viareggio</link></item><item><author>cattedrale di santa maria assunta | Siena | Siena | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Toscana - Cattedrale Di Santa Maria Assunta</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=4_cattedrale_di_santa_maria_assunta' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/scheda_duomo_siena_big.jpg' border='0' alt='Toscana - Cattedrale Di Santa Maria Assunta' align='left'></a>La <b> Cattedrale di Santa Maria Assunta </b> &egrave; il <b> Duomo di Siena </b>. <br/> 
Costruita in stile romanico-gotico, &egrave; una delle chiese italiane pi&ugrave; affascinanti costruite in questo stile. <br/> 
 <br/> 
Nel luogo dove sorge la cattedrale, sarebbe sorto il <b> castrum romano </b>. <br/> 
Ancora nel medioevo il toponimo era <b> Piano Sancte Mariae </b> e in questo luogo, tra lŽattuale costruzione e la piazza che la circonda su due lati, sono stati effettuati degli scavi che hanno suffragato lŽipotesi di uno sviluppo dellŽarea in periodo longobardi e franco. <br/> 
 <br/> 
Si parla di un accastellamento con quattro torri, di cui una sarebbe diventata la torre campanaria attuale. Questo edificio sarebbe stato fino al 913 la residenza del Vescovo ed avrebbe contenuto una chiesa rivolta verso est, cio&egrave; verso lŽattuale Battistero. Nel secolo XII questa chiesa fu inglobata nella costruzione romanica che andava diventando la cattedrale, con la facciata rivolta a sud, cio&egrave; verso lŽattuale '<i> Facciatone </i>', la facciata incompiuta del '<i> <b> duomo nuovo </b> </i>'. <br/> 
 <br/> 
&egrave; tradizione, suffragata anche da deduzioni storiche, che il Duomo sia stato consacrato il 18 novembre 1179. Ci sono per&ograve; opinioni contrastanti e notizie storiche che smentiscono questa datazione. Infatti, solo nel XIII secolo (1229) il Duomo sarebbe stato trasformato in basilica, con la facciata rivolta ad ovest, verso lŽospedale di Santa Maria della Scala. I lavori vennero terminati solo alla fine del secolo successivo. <br/> 
 <br/> 
La cupola fu completata nel 1263 e il Rosso padellaio vi appose la '<i> mela </i>'. LŽattuale sistemazione dellŽapice della cupola stessa &egrave; del 1667. <br/> 
 <br/> 
LŽ'<i> Operaio del Duomo </i>' che sovrintendeva allŽamministrazione dei lavori era sempre scelto tra i canonici ma, dal 1258 agli inizi del Trecento, fu scelto tra i monaci dellŽAbbazia circestense di San Galgano. Questi si erano segnalati come abili amministratori, tanto che lo stesso Comune di Siena gli aveva affidato gli <b> uffici di Gabella </b> e di <b> Biccherna </b> (gli uffici 'entrate' e 'uscite' della Repubblica di Siena). <br/> 
 <br/> 
Furono i monaci a chiamare Nicola Pisano e suo figlio Giovanni per i lavori. Giovanni lavor&ograve; alla facciata in quel periodo, utilizzando nella parte inferiore i rivestimenti marmorei che vediamo ancora oggi. Nicola cre&ograve; il pulpito, terminato nel 1268. <br/> 
 <br/> 
La figura (forse derivata da Cimabue) del cristo in croce, con le gambe avvitate, i piedi sovrapposti e trapassati da un unico chiodo e le braccia '<i> ad ipsilon </i>' &egrave; diventata un classico dellŽiconografia. Sembra anche essere stata copiata da parte degli artisti che realizzarono gli affreschi scoperti di recente nella cripta sottostante il Duomo. <br/> 
 <br/> 
Nel 1313 viene terminato il campanile, alto circa 77 metri. Nel 1316 lŽedificio venne ampliato sotto la direzione di Camaino di Crescentino, padre dello scultore Tino di Camaino. <br/> 
 <br/> 
Con Siena al massimo del suo splendore, dovette sembrare che il duomo fosse comunque troppo piccolo per la citt&agrave;. Si pens&ograve; quindi di ampliarlo in modo tale che lŽattuale navata centrale diventasse solo il transetto e la facciata tornasse ad essere orientata a sud, in posizione molto pi&ugrave; avanzata rispetto all&acute;antico edificio. Il progetto fu affidato a Lando di Pietro (o 'Lando di Piero') dopo la delibera del Consiglio Generale della Campana del 23 agosto 1339. I lavori passarono in seguito sotto la supervisione dello scultore ed architetto Giovanni di Agostino. <br/> 
 <br/> 
A causa della peste del 1348 e di alcuni crolli strutturali, nel giugno del 1357 si decise di interrompere i lavori, lasciando nellŽattuale piazza Iacopo della Quercia i segni del fallimento: basamenti per le colonne e incastonamenti di queste nellŽedificio dellŽattuale <b> Museo dellŽOpera Metropolitana del Duomo </b>, oltre alla facciata incompiuta (il 'facciatone') dal quale possiamo oggi godere di un panorama sulla citt&agrave; di incomparabile fascino. <br/> 
 <br/> 
Dopo qualche anno, si affidano di nuovo i lavori al capomastro Domenico di Agostino, fratello di Giovannni, morto nel 1366. Nel 1376, la costruzione della parte superiore della facciata viene affidata a Giovanni di Cecco (detto 'Giovannino della Pietra'). Nel 1382 vengono alzate le volte della navata centrale e questŽanno pu&ograve; essere considerato quello di completamento del Duomo. <br/> 
 <br/> 
LŽinterno, di grandiose proporzioni, &egrave; a croce latina, con tre vaste navate. Il pavimento &egrave; a commessi marmorei, opera unica nella storia dellŽarte. La navata centrale &egrave; sormontata da un davanzale sovrastante i busti dei papi (incluso quello della Papessa Giovanna). <br/> 
 <br/> 
Il transetto, a doppia navata, ha crociera esagonale ed &egrave; coperto dalla cupola a base dodecagonale, ornata da sei grandi statue dorate di santi. Il tutto &egrave; sovrastato da una galleria cieca a colonnette ornata di figure di patriarchi e profeti a chiaroscuro.<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=4_cattedrale_di_santa_maria_assunta</link></item><item><author>cattedrale di santa maria del fiore | Firenze | Firenze | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Toscana - Cattedrale Di Santa Maria Del Fiore</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=3_cattedrale_di_santa_maria_del_fiore' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/scheda_duomo_firenze_big.jpg' border='0' alt='Toscana - Cattedrale Di Santa Maria Del Fiore' align='left'></a>La cattedrale di <b> Santa Maria del Fiore </b> &egrave; il <b> Duomo di Firenze </b> e si affaccia su piazza del Duomo. <br/> 
 <br/> 
E&acute; la <u> quarta chiesa dŽEuropa per grandezza </u>, dopo San Pietro, Saint Paul a Londra e il Duomo di Milano. &egrave; lunga, infatti, 153 metri mentre il basamento della cupola &egrave; largo 90 metri. Ha una pianta peculiare, composta comŽ&egrave; di un corpo basilicale a tre navate saldato ad una enorme rotonda triconca che sorregge lŽimmensa <b> Cupola del Brunelleschi </b>, la pi&ugrave; grande cupola in muratura mai costruita. Al suo interno &egrave; visibile uno dei pi&ugrave; grandi cicli affrescati; 3600 metri quadri di affreschi, eseguiti tra il 1572-1579 da Giorgio Vasari e Federico Zuccari. <br/> 
 <br/> 
La costruzione, iniziata sulle antiche fondamenta della <b> chiesa di Santa Reparata </b> nel 1296 da Arnolfo di Cambio, fu continuata da Giotto a partire dal 1334 fino alla sua morte avvenuta nel 1337. Francesco Talenti e Giovanni di Lapo Ghini la continuarono nel 1357. <br/> 
Nel 1412 il nome fu cambiato in Santa Maria del Fiore. La chiesa fu consacrata il 25 marzo del 1436 al termine dei lavori della cupola del Brunelleschi da papa Eugenio IV. <br/> 
 <br/> 
Attualmente &egrave; cattedrale dellŽ<b> arcidiocesi di Firenze </b>. <br/> 
 <br/> 
<b> &lt;font color='#c00000'&gt;Curiosit&agrave;&lt;/font&gt; </b> <br/> 
In piazza del Duomo, nel selciato lungo la parte absidale della Cattedrale, si nota una rotonda lastra di marmo bianco che indica il punto in cui, il 17 febbraio del 1600, a causa di un fulmine, cadde la grossa palla di rame dorato, fusa dal Verrocchio, del peso di 4368 libbre, posta sulla lanterna del cupolone nel 1468. <br/> 
La palla rotolando dalla sommit&agrave; della cupola lungo i bianchi costoloni, cadde nel preciso punto indicato dalla lapide, dopo aver arrecato non pochi danni alla Cattedrale. Due anni dopo, per ordine di Ferdinando I, lŽimponente massiccia sfera dorata fu ricollocata al suo posto e ora, grazie allŽinvenzione del parafulmine, non teme pi&ugrave; le scariche atmosferiche. <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
www.duomofirenze.it<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=3_cattedrale_di_santa_maria_del_fiore</link></item><item><author>chianciano terme e la val di chiana | Chianciano Terme | Siena | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Toscana - Chianciano Terme E La Val Di Chiana</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=75_chianciano_terme_e_la_val_di_chiana' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/chianciano-terme.jpg' border='0' alt='Toscana - Chianciano Terme E La Val Di Chiana' align='left'></a>Chianciano Terme e la Val di Chiana si confermano ai primi posti del comparto congressuale e fieristico italiano, offrendo un 'pacchetto' davvero unico, fatto di qualit&agrave;, scorsi paesaggistici unici, location adatte a ogni occasione ed esigenza, e un territorio dalle mille suggestioni. <br/>  <br/> Chianciano Terme e la Val di Chiana senese si confermano mete d&acute;eccellenza del business travel, offrendo un ventaglio di location uniche, ideali per ogni occasione. Sedi storiche, centri congressi all&acute;avanguardia, teatri, palazzi suggestivi: tutto ci&ograve; nelle Terre di Siena, un contesto unico in quanto territorio fra i pi&ugrave; belli ed emozionanti della Toscana. <br/>  <br/> 'Il segmento congressuale &egrave; una risorsa importante, di gran valore, per Chianciano Terme, sia per il numero di strutture ricettive sia per la sua posizione geografica, che la rende una location facilmente raggiungibile da nord e da sud. <br/> Il <b> Convention Bureau Chianciano Terme </b>, che si &egrave; costituito un decennio fa ed &egrave; rappresentato da soggetti pubblici e privati, ha lavorato molto intensamente, raggiungendo risultati ottimi, con circa 100.000 presenze annue solo un Chianciano Terme.' <br/>  <br/> Il ventaglio delle possibilit&agrave; &egrave; ampio e variegato: strutture alberghiere ed extralberghiere, dimore storiche ed agriturismi, che coniugano sapientamente la funzione ricettiva con quella congressuale, centri congressi, sale conferenze, strutture dall&acute;animo prettamente 'congressuale' oltre a teatri storici perfettamente mantenuti, che si prestano ottimamente ad incontri e convegni. In aggiunta a questo, deve essere evidenziata la centralit&agrave; geografica del territorio, facilmente raggiungibile con i principali mezzi di trasporto, candidandola di diritto anche come destinazione ideale per i <b> business travel </b>. <br/>  <br/> Per navigare virtualmente alla scoperta della straordinaria offerta congressuale di Chianciano Terme e della Val di Chiana senese, si pu&ograve; visitare il sito internet www.congressi.vivichiancianoterme.it<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=75_chianciano_terme_e_la_val_di_chiana</link></item><item><author>chianciano terme e la val di chiana senese | Chianciano Terme | Siena | Italy Accommodations</author><pubDate>Wed, 12 Oct 2011 11:04:33 GMT</pubDate><title>Toscana - Chianciano Terme E La Val Di Chiana Senese</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=86_chianciano_terme_e_la_val_di_chiana_senese' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/690-img3--chianciano3.jpg' border='0' alt='Toscana - Chianciano Terme E La Val Di Chiana Senese' align='left'></a>I centri termali di Chianciano Terme e Val di Chiana senese sono tutti vicini a luoghi che meritano una visita attenta. Famosi in tutto il mondo per quel contenuto incredibile di cose da scoprire che li fanno sembrare un gioco di bellissime scatole cinesi. <br/>  <br/> La Provincia di Siena si pu&ograve; definire una delle pi&ugrave; termali d&acute;Italia e vanta la presenza di ben 4 siti dichiarati dall&acute;Unesco Patrimonio dell&acute;Umanit&agrave;. Due di questi, Pienza e la Val d&acute;Orcia, sono tutti prossimi a Chianciano Terme e alla Val di Chiana, costituendo una ricchezza paesaggistica, storica e culturale davvero unica. <br/> &egrave; il caso del Centro Termale Fonteverde, che ha anche un ottimo resort (5 stelle) <br/> di grande fascino e bellezza con uno spazio meeting (la Casina delle Rose) perfettamente attrezzato, e il valore aggiunto di poter uscire dai lavori e godere di queste terme, che sono state definite da una nota rivista americana le pi&ugrave; belle del mondo. <br/>  <br/> Tutto attorno un panorama dal fascino indescrivibile; la val d&acute;Orcia &egrave; a due passi e <br/> cos&igrave; anche il Monte Cetona, autentico polmone verde, in un mare incontaminato di <br/> campagna toscana, con una flora e una fauna ricchissime. <br/> &egrave; il caso anche delle Terme di Chianciano, che hanno un&acute;offerta termale tra le pi&ugrave; <br/> complete d&acute;Italia, si sviluppano in un insieme di parchi, attigui e collegati, con un&acute;offerta congressuale variegata e articolata, in modo da poter ospitare meeting, seminari, convegni e congressi con numeri variabili, fino a sfiorare i mille partecipanti. <br/> Anche qui la possibilit&agrave; di frazionare i lavori, o coronarli in modo splendido, approfittando di cure termali classiche, come quelle idropiniche (Parco Fucoli e Parco Acquasanta con diverse acque termali) e inalazioni; oppure di passare un po&acute; di tempo nelle bellissime Terme Sensoriali, disegnate dal celebre architetto Paolo Bodega, e dal design modernissimo. Sono state realizzate all&acute;interno del Parco Acquasanta, al momento l&acute;unico centro in Italia basato sui criteri della naturopatia, che coniuga i chakra con soluzioni architettoniche innovative. Venti diverse esperienze articolate in 4 specifici percorsi sensoriali della durata di circa 3 ore e mezza (depurativo, rilassante, energizzante e riequilibrante) per armonizzare il campo energetico umano attraverso un&acute;efficace azione sui cinque elementi (acqua, terra, aria, fuoco ed etere), che corrispondono, infatti, alle diverse aree in cui questo spazio &egrave; suddiviso. Al termine di questi percorsi, niente di meglio di un massaggio: il giusto relax, dopo una giornata di lavoro e di incontri impegnativi, per ritrovare equilibrio psicofisico. <br/>  <br/> Anche le Terme di Montepulciano hanno un loro spazio meeting e durante il tempo <br/> libero c&acute;&egrave; la possibilit&agrave; di godersi queste acque dalle propriet&agrave; terapeutiche scientificamente provate. Dappertutto sar&agrave; anche possibile assaggiare questo territorio, degustarlo insieme ai sapori dei vini, della carne, degli oli e della migliore civilt&agrave; italiana.<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=86_chianciano_terme_e_la_val_di_chiana_senese</link></item><item><author>costa degli etruschi | Piombino | Lucca | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Toscana - Costa Degli Etruschi</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=5_costa_degli_etruschi' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/scheda_costa_degli_etruschi_big.jpg' border='0' alt='Toscana - Costa Degli Etruschi' align='left'></a>La <b> Costa degli Etruschi </b> comprende l&acute;intero litorale continentale della provincia di Livorno, interessando da sud verso nord i territori comunali di <i> Piombino, San Vincenzo, Castagneto Carducci, Bibbona, Cecina, Rosignano Marittimo e Livorno </i>. <br/> 
 <br/> 
&egrave; cos&igrave; denominata per le numerose necropoli etrusche presenti principalmente tra il <b> Golfo di Baratti </b> e <b> Populonia </b>, che in origine era l&acute;unica citt&agrave; etrusca sorta lungo la fascia costiera; la denominazione si &egrave; estesa successivamente all&acute;intero litorale della provincia di Livorno, in gran parte corrispondente alla <b> Maremma livornese </b> (l&acute;antica <i> Maremma pisana </i>). <br/> 
 <br/> 
La costa si presenta prevalentemente bassa e sabbiosa nel tratto tra <b> Rosignano Solvay </b> a nord e il <b> Golfo di Baratti </b> a sud, con spiagge generalmente di colore dorato, ad eccezione del tratto costiero tra Rosignano Solvay e Vada dove si estendono le suggestive <b> Spiagge Bianche </b>. <br/> 
 <br/> 
Pi&ugrave; a nord, gli ameni promontori di Castiglioncello e Quercianella, segnano la costa in prossimit&agrave; di Livorno, alle cui spalle si estendono le cosiddette Colline livornesi. A sud, invece, si innalza il promontorio di Piombino, sulla cui sommit&agrave; sorge Populonia, che divide il Golfo di Baratti dalla stessa Piombino.<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=5_costa_degli_etruschi</link></item><item><author>firenze immortale - la grande eredità del rinascimento | Firenze | Firenze | Italy Accommodations</author><pubDate>Thu, 4 Aug 2011 17:40:46 GMT</pubDate><title>Toscana - Firenze Immortale - La Grande Eredità Del Rinascimento</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=83_firenze_immortale_-_la_grande_eredità_del_rinascimento' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/Firenze.jpg' border='0' alt='Toscana - Firenze Immortale - La Grande Eredità Del Rinascimento' align='left'></a>Avanguardia e innovazione sono le parole che pi&ugrave; si addicono alla Firenze del 21.mo secolo, guidata dal suo giovane sindaco, Matteo Renzi, impegnato a farne una citt&agrave; dinamica e contemporanea. <br/>  <br/> Non si pu&ograve; comunque lasciare Firenze senza visitare gli irrinunciabili punti fermi del rinascimento: la galleria degli Uffizi, la galleria dell&acute;Accademia, Palazzo Pitti e il simbolo della citt&agrave;, il Ponte Vecchio, al di sopra del quale si snoda il corridoio Vasariano. Si tratta di un passaggio segreto, voluto dai Medici, uno stretto corridoio sopraelevato che corre per 300 metri da Palazzo Pitti a Palazzo Vecchio e che oggi ospita una collezione di autoritratti. <br/>  <br/> L&acute;arte del mangiar bene &egrave; una parte irrinunciabile della vita in Toscana. Piatti delicati come l&acute;astice gratinato ai pistacchi con cecina, la scaloppa con uova di quaglia e crema di zucca allo zafferano, il tutto abbinato a pregiati vini toscani.<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=83_firenze_immortale_-_la_grande_eredità_del_rinascimento</link></item><item><author>galleria degli uffizi | Firenze | Firenze | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Toscana - Galleria Degli Uffizi</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=9_galleria_degli_uffizi' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/scheda_uffizi_big.jpg' border='0' alt='Toscana - Galleria Degli Uffizi' align='left'></a><b> Cosimo I dei Medici </b> (1519-1574) prese il potere a soli 18 anni nel 1537 e in poco tempo, grazie alle sue straordinarie doti politiche e militari, divenne signore di quasi tutta la Toscana. <br/> 
Nel 1540 lasci&ograve; la casa di famiglia per trasferirsi in Palazzo Vecchio, sede tradizionale del governo della citt&agrave;. <br/> 
 <br/> 
Rinnovato il palazzo, Cosimo I dedic&ograve; la sua attenzione a <b> Piazza della Signoria </b> e alle zone circostanti, con lŽintento di valorizzare con un importante intervento urbanistico il centro dello Stato. <br/> 
 <br/> 
A questo scopo scelse un quartiere popolare, che si estendeva a sud di Piazza Signoria e si affacciava sul fiume Arno, per costruirvi un grandioso edificio, che doveva ospitare le principali magistrature dello stato, e che da queste prese il nome di <b> Uffizi </b> (uffici). <br/> 
Il progetto affidato a <b> Giorgio Vasari </b>, pittore e architetto prediletto da Cosimo, cominci&ograve; a essere realizzato nel 1560. <br/> 
 <br/> 
LŽedificio, a forma di U, era costituito da un braccio lungo a levante, che doveva incorporare anche unŽantica chiesa fiorentina, quella di San Pier Scheraggio, da un tratto breve sul fiume Arno e da un braccio corto a ponente, dove gli Uffizi si sarebbero collegati con due costruzioni preesistenti, la <b> Zecca Vecchia </b> e la <b> Loggia dei Lanzi </b>. <br/> 
Il Vasari ide&ograve; un modulo architettonico, ripetuto per tutta la lunghezza dellŽedificio, che prevedeva a pianterreno un portico, delimitato da due pilastri con nicchie, e tre finestre al primo piano. <br/> 
 <br/> 
La costruzione, realizzata in pietra forte, richiese un grandissimo impegno finanziario, gran parte del quale fu sostenuto dalle <b> Magistrature </b> che dovevano trovar posto nel nuovo edificio. <br/> 
Nel 1565 erano gi&agrave; completati i cosiddetti <i> Uffizi Lunghi </i> e il tratto che si affacciava sul fiume. Per questa sezione il Vasari rinnov&ograve; il modulo architettonico, aprendo grandi arcate che danno maggior respiro allo stretto piazzale degli Uffizi. <br/> 
 <br/> 
Nello stesso anno, in occasione del matrimonio del figlio Francesco con <b> Giovanna dŽAustria </b>, Cosimo I chiese al Vasari di realizzare una via di comunicazione soprelevata che mettesse in comunicazione <b> Palazzo Vecchio </b> con <b> Palazzo Pitti </b>, una dimora da poco acquistata dal granduca, destinata a diventare la nuova residenza della famiglia. <br/> 
 <br/> 
Giorgio Vasari in soli sei mesi costru&igrave; quello che oggi &egrave; noto come <b> Corridoio Vasariano </b>, un percorso che comincia da Palazzo Vecchio, supera con un ponte coperto Via della Ninna, percorre parte della galleria degli Uffizi, discende con lunghe scale nei pressi dellŽArno, lo fiancheggia sopra un portico. Il Corridoio, dopo aver superato il Ponte Vecchio, prosegue nel quartiere dŽOltrarno, passa davanti alla facciata della <b> chiesa di Santa Felicita </b>, arriva nel <b> giardino di Boboli </b> e da qua in Palazzo Pitti. <br/> 
Questa straordinaria via soprelevata era stata pensata per consentire ai Granduchi di muoversi in sicurezza, senza bisogno di scorte, dalla loro residenza privata al palazzo del governo e costituiva un motivo di prestigio per i <b> Medici </b>. <br/> 
 <br/> 
www.uffizi.firenze.it<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=9_galleria_degli_uffizi</link></item><item><author>grotte del vento | Vergemoli | Lucca | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Toscana - Grotte Del Vento</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=8_grotte_del_vento' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/scheda_grotte_del_vento_big.jpg' border='0' alt='Toscana - Grotte Del Vento' align='left'></a>Situata al centro del <b> Parco Naturale delle Alpi Apuane </b> &egrave; tra le grotte pi&ugrave; complete dŽEuropa, presentando una straordinaria variet&agrave; di fenomeni che vengono illustrati con precisione e competenza da esperte guide speleologiche. <br/> 
 <br/> 
Comodi sentieri permettono di ammirare alla luce dei riflettori tutte le <b> meraviglie del mondo sotterraneo </b>: dalle stalattiti e stalagmiti vive e brillanti, alle colate policrome, ai drappeggi dŽalabastro, ai laghetti incrostati di cristalli, ai corsi dŽacqua sotterranei e alle bizzarre forme dŽerosione. <br/> 
 <br/> 
Tre <b> gli itinerari </b>: il '<i> primo </i>' (unŽora) ha un andamento pianeggiante ed &egrave; quasi ovunque tappezzato da splendide concrezioni calcaree; il '<i> secondo </i>' (due ore), comprendente anche il primo, offre il fascino di vasti ambienti percorsi da un piccolo fiume sotterraneo; il '<i> terzo </i>' (tre ore), consente la visita completa della grotta e percorre in tutta comodit&agrave; alcuni tratti perfettamente verticali. <br/> 
 <br/> 
La grotta &egrave; aperta ogni giorno dellŽanno, eccetto il giorno di Natale. <br/> 
Nel periodo dal 1 Aprile al 1 Novembre e nelle domeniche e festivi dei mesi restanti rispetta il seguente orario: <br/> 
 <br/> 
<b> 1ș itinerario </b> (circa unŽora): 10, 11, 12, 14, 15, 16, 17, 18. <br/> 
<b> 2ș itinerario </b> (circa due ore): 11, 15, 16, 17. <br/> 
<b> 3ș itinerario </b> (circa tre ore, visita completa): 10, 14. <br/> 
 <br/> 
Nei giorni feriali dal 2 Novembre fino al 31 Marzo &egrave; possibile visitare solo il primo itinerario. <br/> 
 <br/> 
La temperatura interna &egrave; ovunque di + 10,7ș C. <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
<b> &lt;font color='#c00000'&gt;La Storia della Grotta&lt;/font&gt; </b> <br/> 
Circa <b> 200 milioni di anni fa </b>, sul fondo di un mare che potremmo far corrispondere allŽattuale Tirreno, iniziarono a depositarsi enormi quantit&agrave; di gusci di conchiglie, di formazioni coralline, di scheletri di pesci, di sabbie, di fanghiglie e di carbonato di calcio precipitato chimicamente per evaporazione dellŽacqua. Questi detriti, sebbene in quantit&agrave; e composizioni diverse, continuarono ad accumularsi, strato su strato, per almeno 170 milioni di anni, formando una massa di migliaia di metri di spessore. LŽenorme peso di tale accumulo provoco la compressione e la cementazione dei vari elementi, trasformandolo lentamente in roccia calcarea. <br/> 
 <br/> 
Attorno ai <b> venti milioni di anni fa </b>, forti spinte (movimenti orogenetici), legate alla deriva dei continenti, provocarono il sollevamento di questa massa rocciosa che, fratturandosi intensamente a causa delle potenti sollecitazioni ricevute, emerse dal mare, e form&ograve; lentamente le attuali montagne. <br/> 
 <br/> 
LŽacqua piovana, precipitando sulla superficie crepacciata della montagna, venne inghiottita immediatamente nel sottosuolo, dove vari rivoli dŽacqua si unirono per formare quei ruscelli, quei torrenti e quei fiumi sotterranei che, percorrendo per milioni di anni le fessure, le hanno progressivamente ampliate, trasformandole in quella fitta rete di cunicoli, gallerie, pozzi e sale che costituiscono il complesso sotterraneo della '<b> <i> Grotta del Vento </i> </b>'. <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
<b> &lt;font color='#c00000'&gt;Come raggiungere le grotte&lt;/font&gt; </b> <br/> 
<b> Da MILANO </b> conviene seguire lŽautostrada '<b> A 1 </b>' fino a qualche chilometro da Parma, dove si imbocca la '<b> A 15 </b>' e la si segue fino ad Aulla (Km. 193,5). Da qui, mediante il percorso '4', si raggiunge la grotta (in totale Km. 272,5). Chi vuole evitare il tratto tortuoso che collega la Lunigiana con la Garfagnana e preferisce un percorso comodo e veloce, giunto ad Aulla, deve continuare fino alla '<b> A 12 </b>', e seguirla in direzione sud fino allo svincolo per la '<b> A 11 </b>', che in meno di venti chilometri conduce a Lucca, da dove si utilizza il percorso '1' (Km. 302). <br/> 
 <br/> 
<b> Da TORINO </b> si entra nella '<b> A 21 </b>', presso Alessandria ci si immette nella '<b> A 26 </b>' e la si percorre fino a Voltri, dove mediante la '<b> A 10 </b>' si continua per Genova. Qui inizia la '<b> A 12 </b>', che va seguita fino al casello di Massa se si vuol proseguire mediante il percorso '3' (Km. 323), fino a quello denominato 'Versilia', se si sceglie il percorso '2' (Km. 333,6), oppure fino allo svincolo per la '<b> A 11 </b>' se si decide di scegliere una strada pi&ugrave; comoda e veloce passando per Lucca e continuando mediante il percorso '1' (Km. 343).  <br/> 
 <br/> 
<b> Da VERONA </b> si raggiunge il casello di '<i> Modena Nord </i>' della '<b> A 1 </b>' mediante la '<b> A 22 </b>', si raggiunge Firenze, da cui si prosegue mediante il percorso '5' (Km. 250).  <br/> 
 <br/> 
<b> Da PADOVA </b> si giunge a Bologna seguendo la '<b> A 13 </b>' e si prosegue, mediante la '<b> A 1 </b>' fino a '<i> Firenze Nord </i>', dove si imbocca il percorso '5' (Km. 304). <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
www.grottadelvento.com<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=8_grotte_del_vento</link></item><item><author>la torre pendente | Pisa | Pisa | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Toscana - La Torre Pendente</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=11_la_torre_pendente' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/scheda_torre_di_pisa_big.jpg' border='0' alt='Toscana - La Torre Pendente' align='left'></a>La <b> Torre di Pisa </b> &egrave; il campanile del <b> Duomo </b>. <br/> 
La costruzione inizi&ograve; nellŽagosto del 1173 e prosegu&igrave; (con due lunghe interruzioni) per circa duecento anni, con piena fedelt&agrave; al progetto originario, il cui autore non &egrave; noto con certezza. <br/> 
In passato molti credettero che la pendenza della Torre fosse parte intenzionale del progetto, ma ora sappiamo che non &egrave; cos&igrave;. <br/> 
La Torre fu progettata '<i> diritta </i>' (e anche se non pendesse sarebbe uno dei pi&ugrave; notevoli campanili in Europa), e cominci&ograve; a inclinarsi durante la costruzione. <br/> 
 <br/> 
Per la sua bellezza e per la sua pendenza, dal 1173 ad oggi la Torre &egrave; stata oggetto di specialissima attenzione. <br/> 
Durante la costruzione, si cerc&ograve; di contrastarne lŽinclinazione con speciali accorgimenti costruttivi; pi&ugrave; tardi, si provvide a pi&ugrave; riprese alla sostituzione di colonne ed altre parti lesionate; infine, oggi si sta agendo sul sottosuolo con lo scopo di ridurre significativamente la pendenza della Torre, in modo da assicurarle lunga vita. <br/> 
 <br/> 
In questa lunga storia cŽ&egrave; una significativa costante, il '<b> <i> codice genetico </i> </b>' della Torre: la sua continua interazione col suolo su cui &egrave; costruita. <br/> 
I lavori oggi (1999) in corso per la salvaguardia e la conservazione della Torre con metodologie avanzatissime sono impostati nel massimo rispetto di questa costante. <br/> 
 <br/> 
http://torre.duomo.pisa.it<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=11_la_torre_pendente</link></item><item><author>la versilia | Viareggio | Lucca | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Toscana - La Versilia</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=12_la_versilia' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/scheda_versilia_big.jpg' border='0' alt='Toscana - La Versilia' align='left'></a>La <b> Versilia </b> &egrave; una parte della Toscana nord-occidentale, allŽinterno della provincia di Lucca che prende il nome dal <b> fiume Versilia </b>. <br/> 
 <br/> 
<b> Rinomata zona di balneazione </b>, ha come centro pi&ugrave; importante e popoloso <b> Viareggio </b> estendendosi sulla fascia costiera che, percorsa da Sud verso Nord, parte da <b> Torre del Lago Puccini </b> (frazione di Viareggio) ed arriva fino a <b> Marina di Massa </b> (esclusa) passando per i centri di: <i> Viareggio, Lido di Camaiore (frazione di Camaiore), Marina di Pietrasanta (frazione di Pietrasanta che si distingue in quattro localit&agrave;: Le Focette, Motrone, Tonfano e Fiumetto) e Forte dei Marmi </i> e coincide con la parte costiera della <b> Provincia di Lucca </b>. <br/> 
 <br/> 
Il <b> clima </b> della costa versiliese si presenta tutto sommato mite ma, vista la posizione a ridosso delle <b> Alpi Apuane </b>, viene influenzato notevolmente dalle correnti umide atlantiche che, impattando nelle vicine catene montuose, portano abbondanti precipitazioni, concentrate soprattutto nelle mezze stagioni. Durante lŽestate lŽumidit&agrave; &egrave; molto elevata, con valori tra i 60 e 80%. Questo favorisce il proliferare di zanzare, contrastato dalla bonifica degli acquitrini che viene eseguita a inizio stagione. <br/> 
 <br/> 
La cosiddetta '<b> <i> Versilia Storica </i> </b>' &egrave; composta esclusivamente da quattro comuni; Pietrasanta, Forte dei Marmi, Seravezza e Stazzema. Questi ultimi due, poich&egrave; il loro territorio viene a trovarsi prevalentemente sullŽarea collinare e Alpi Apuane, costituiscono la cosiddetta '<b> <i> Alta Versilia </i> </b>'. Dal punto di vista geografico la 'Versilia Storica' si estende dal fosso Cinquale a nord al fosso di Motrone a sud. I pi&ugrave; campanilisti e gli storici considerano Versilia la zona storica, riservando al restante territorio la denominazione Riviera Lucchese. <br/> 
 <br/> 
Un grande personaggio letterario che frequento la Versilia agli inizi del Ž900 fu il noto poeta <b> Gabriele DŽAnnunzio </b> che fece edificare una villa imponente nei pressi di <b> Pietrasanta </b>. Il poeta in Versilia pass&ograve; gli ultimi anni della propria vita e vi compose i versi pi&ugrave; celebri dellŽ Alcyone e scrisse la '<i> Francesca da Rimini </i>'.<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=12_la_versilia</link></item><item><author>palazzo pitti | Firenze | Firenze | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Toscana - Palazzo Pitti</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=7_palazzo_pitti' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/scheda_palazzo_pitti_big.jpg' border='0' alt='Toscana - Palazzo Pitti' align='left'></a><b> Palazzo Pitti </b> si trova in piazza Pitti al numero civico 1, nel quartiere di <b> Oltrarno </b> a Firenze. <br/> 
Al suo interno sono ospitati da diversi musei di diversa natura: una galleria dŽarte (la <b> Galleria Palatina </b>, con capolavori di Raffaello, Tiziano, ecc.) sistemata secondo il criterio della quadreria settecentesca, gli appartamenti monumentali, la Galleria dŽarte moderna (con le <b> opere dei macchiaioli </b>) ed altri musei specializzati: il <b> Museo degli argenti </b>, dedicato allŽarte applicata, la Galleria del costume, il maggiore museo italiano dedicato alla moda, il Museo delle porcellane e il Museo delle carrozze. I giardini monumentali di Boboli sono uno dei migliori esempi nel mondo di giardino allŽitaliana. <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
Allepoca in cui venne costruito era la <b> residenza pi&ugrave; grande di Firenze </b> ed anche la pi&ugrave; sfarzosa. <br/> 
<b> Luca Pitti </b> era rivale della <b> famiglia dei Medici </b> e desiderava una residenza pi&ugrave; sfarzosa di quella appena eretta da Michelozzo per Cosimo il Vecchio. La tradizione tramandata da Giorgio Vasari (priva per&ograve; di altri riscontri) vuole che i Pitti si rivolgessero a Filippo Brunelleschi scegliendo il progetto accantonato da Cosimo deŽ Medici per il palazzo Medici perch&eacute; giudicato troppo grandioso e suscettibile di invidie, preferendogli quello pi&ugrave; dosato di Michelozzo. La leggenda narra che Luca Pitti esigesse che le finestre del nuovo palazzo fossero pi&ugrave; grandi della porta principale di quello di Cosimo. Sfortunatamente non abbiamo alcuna prova a suffragio del divertente aneddoto. LŽeffettiva realizzazione, che poco ha a che spartire con la sobriet&agrave; di Brunelleschi (fra l&acute;altro morto 12 anni prima) e sembra pi&ugrave; simile alle indicazioni del <b> De re aedificatoria </b> di <i> Leon Battista Alberti </i>, si rif&agrave; pi&ugrave; alla solennit&agrave; romana classica. <br/> 
Ufficialmente lŽarchitetto fu Luca Fancelli, allievo e collaboratore di Brunelleschi. <br/> 
 <br/> 
Punto di contatto con il modello brunelleschiano/michelozziano di <b> Palazzo Medici Riccardi </b> &egrave; la fronte a bugnato a sporgenza digradante, sviluppo in larghezza di sette finestre, con un portone centrale che dopo un andito oscuro conduce in un ampio cortile da cui si accede alle scale monumentali per i piani superiori. <br/> 
 <br/> 
Per problemi di progettazione i lavori a palazzo vennero momentaneamente interrotti, e forse, complice la sfavorevole sorte in politica di Luca Pitti, viene da pensare che un p&ograve; come gli Strozzi, che nella gara a superare in sfarzo i Medici si erano fatalmente indebitati dovendo lasciare una parte di <b> Palazzo Strozzi </b> incompiuta, anche i Pitti si trovarono in difficolt&agrave; finanziarie e i lavori si interruppero di fatto nel 1464. <br/> 
La famiglia risedette comunque nel palazzo dal 1469, anche dopo la morte di Luca Pitti (1472). <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
Dopo vari restauri si &egrave; giunti alla sistemazione odierna con 5 musei articolati per diverse tematiche espositive. I musei sono gestiti dalla <b> Soprintendenza per il Polo Museale Fiorentino </b>, mentre al piano terreno, con entrata da Piazza Pitti, &egrave; ospitata lŽaltra soprintendenza fiorentina, quella per i Beni Architettonici, Paesaggistici e Demo-etno-antropologici (una terza soprintendenza &egrave; quella Archelogica della Toscana, che ha sede altrove). Sempre al pian terreno, affacciato sul cortile centrale, si trova lŽufficio prenotazioni che gestisce tutte le biglietterie dei musei statali a Firenze. <br/> 
 <br/> 
www.palazzopitti.it<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=7_palazzo_pitti</link></item><item><author>parco divertimenti elbaland | Portoferraio | Livorno | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Toscana - Parco Divertimenti Elbaland</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=6_parco_divertimenti_elbaland' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/scheda_parco_acquatico_big1.jpg' border='0' alt='Toscana - Parco Divertimenti Elbaland' align='left'></a><b> Elbaland </b> &egrave; un parco giochi <b> faunistico naturalistico </b>. <br/> 
La zona giochi comprende <u> 6 gonfiabili, 10 tappeti elastici, la vasca delle palline, il minigolf, il moonwalker numerosi scivoli ed altalene, giochi a molla e castelli </u> per arrampicarsi in una <b> superficie di 120000 mq </b>, la maggior parte dei quali immersi in un bosco di sughere e di macchia mediterranea (<i> rosmarino,cisto,ginestra,lavanda,elicriso, corbezzolo etc. </i>) con alcuni esemplari della fauna nostrana ed esotica. Sono stati realizzati un <b> laghetto con cascate </b> ed un <b> giardino delle farfalle </b>. <br/> 
Inoltre si possono vedere <b> 6 dinosauri </b> ricostruiti a grandezza naturale, un museo della civilt&agrave; contadina, e le carbonaie, utilizzate gi&agrave; dagli etruschi per ricavare il carbone dalla legna. <br/> 
 <br/> 
<b> ELBALAND </b> &egrave; il parco dove trascorrere una giornata in armonia con la natura, riscoprendola e divertendosi con essa. Un luogo dove imparare a conoscere la flora e la fauna, grazie a numerose schede informative, e gustare la tranquillit&agrave; e la pace che solo un bosco, con i suoi profumi, suoni e colori, sa donare. <br/> 
Il percorso immerso nel verde, guida i visitatori ad ammirare numerosi esemplari esotici ed autoctoni ospitati in recinti e voliere o liberi nel parco; permette di osservare i dinosauri ricostruiti a grandezza naturale e le carbonaie, usate gi&agrave; dagli Etruschi per ricavare il carbone dalla legna. <br/> 
 <br/> 
La parte dedicata ai giochi, oltre ai '<i> classici </i>' gonfiabili, tappeti elastici e vasca delle palline &egrave; improntata sulla fantasia e lŽestro di bambini e ragazzi, con la riscoperta di giochi tradizionali che coinvolgono ed affascinano anche gli adulti. <br/> 
 <br/> 
Visita il sito ufficiale del parco... www.elbaland.com<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=6_parco_divertimenti_elbaland</link></item><item><author>piazza dei miracoli | Pisa | Pisa | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Toscana - Piazza Dei Miracoli</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=10_piazza_dei_miracoli' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/scheda_piazza_dei_miracoli_big.jpg' border='0' alt='Toscana - Piazza Dei Miracoli' align='left'></a><b> Piazza dei Miracoli </b>, nome con cui &egrave; nota <i> piazza del Duomo </i>, &egrave; il centro artistico e turistico pi&ugrave; importante di <b> Pisa </b>. <br/> 
Annoverata fra i <b> Patrimoni dellŽUmanit&agrave; dallŽUNESCO </b> dal 1987, vi si possono ammirare i monumenti che formano il centro della vita religiosa cittadina, detti appunto miracoli (da <i> Gabriele dŽAnnunzio </i>) per la loro bellezza e originalit&agrave;: la Cattedrale, il Battistero, il Camposanto, e la Torre pendente. <br/> 
 <br/> 
DŽAnnunzio usa questo termine nel <b> Romanzo </b> '<i> Forse che s&igrave;, forse che no </i>', del 1910: «<i> LŽArdea rote&ograve; nel cielo di Cristo, sul prato dei Miracoli. </i>». <br/> 
 <br/> 
Spesso il termine Piazza dei Miracoli viene confuso con un altro: <b> Campo dei Miracoli </b>. QuestŽultimo &egrave; un campo immaginario, presente nel racconto Pinocchio, dove il burattino veniva invitato dal Gatto e la Volpe a piantare degli zecchini dŽoro per ottenere un albero delle monete. <br/> 
 <br/> 
La piazza, ricoperta nel secolo scorso da un grande prato, &egrave; pedonalizzata. La collocazione eccentrica, nellŽangolo nord-ovest delle mura, che la delimitano lungo due lati, si deve alla necessit&agrave; di costruire su terreno non occupato. Il suo mantenimento, insieme a quello del complesso monumentale, &egrave; affidato allŽ<b> Opera della primaziale pisana </b>. <br/> 
 <br/> 
www.opapisa.it<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=10_piazza_dei_miracoli</link></item><item><author>zona del chianti | siena | Siena | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Toscana - Zona Del Chianti</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=2_zona_del_chianti' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/scheda_chianti_big.jpg' border='0' alt='Toscana - Zona Del Chianti' align='left'></a>Il <b> Chianti </b> &egrave; uno dei <b> vini rossi italiani </b> maggiormente conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo. <br/> 
 <br/> 
Viene prodotto in Toscana, ed &egrave; spesso associato alla tradizionale forma del contenitore utilizzato ancora oggi per la vendita, il fiasco, una bottiglia dal collo stretto e dalla base molto larga ricoperta di paglia. <br/> 
 <br/> 
Il nome Chianti oggigiorno identifica una zona geografica (in gran parte collinare) della <b> Toscana centrale </b>, caratterizzata da differenti condizioni geologiche, fisiche e climatiche, compresa fra le province di <b> Firenze </b> e di <b> Siena </b>. In questa zona specifica viene prodotto il vino <b> Chianti Classico </b>, facente anchŽesso parte della <b> DOCG Chianti </b> (DM. 5/08/96 e succ. mod.) ma avente sin dal 1996 un disciplinare di produzione autonomo. AllŽinterno della zona del Chianti Classico si trova il nucleo originario del Chianti, ovvero i comuni di Gaiole, Radda e Castellina; cio&egrave; la vecchia provincia del Chianti cos&igrave; come definita da Ferdinando III di Toscana <br/> 
 <br/> 
La produzione del Chianti avviene in una zona che comprende, oltre le province di <i> Firenze e Siena, anche le province di Arezzo ad est del Chianti, Pisa e Pistoia a ovest e Prato (a nord) </i>. <br/> 
 <br/> 
LŽ<b> origine del nome Chianti </b> non &egrave; certa: secondo alcune versioni potrebbe derivare dal termine latino clangor (rumore), a ricordare il rumore delle battute di caccia effettuate nelle foreste di cui era ricca la zona; secondo altre versioni il nome deriverebbe dallŽetrusco clante, nome di famiglie etrusche diffuso nella zona, o sempre dallŽetrusco clante (acqua) di cui la zona era, ed &egrave;, ricca, favorendo la crescita delle uve.<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=2_zona_del_chianti</link></item><item><author>il rispetto dell`ambiente | Carano | Trento | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Trentino Alto Adige - Il Rispetto Dell`ambiente</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=69_il_rispetto_dell`ambiente' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/0INVERNO.jpg' border='0' alt='Trentino Alto Adige - Il Rispetto Dell`ambiente' align='left'></a>Il rispetto dell&acute;ambiente in <b> Trentino </b> &egrave; una filosofia di vita. <br/> 
Delle quattro ruote si fa a meno in molte stazioni di sci, grazie agli <b> ski bus gratuiti </b> che fanno tappa davanti agli alberghi. Non solo. Da anni si costruisce sempre di pi&ugrave; in materiali naturali, dal larice alla tonalite della <b> Val di Genova </b>, dagli intonaci a calce alla boiserie in rovere. <br/> 
 <br/> 
A Carano, in <b> Val di Fiemme </b>, dove &egrave; attivo il pi&ugrave; grande impianto fotovoltaico d&acute;Italia, l&acute;emissione di Co2 &egrave; inferiore al resto del Paese. <br/> 
 <br/> 
Per salvaguardare il paesaggio, le attrezzature per le evoluzioni degli <b> snowboarder </b> sono create ogni inverno con la neve, senza strutture permanenti. <br/> 
 <br/> 
I boschi occupano la met&agrave; del territorio, le <b> piste ciclabili </b> collegano malghe e citt&agrave; in un percorso di <b> 400 chilometri </b>, mentre le montagne non sono state abbandonate come in altre regioni: il dieci per cento dei trentini vive infatti sopra i mille metri. <br/> 
 <br/> 
Il Trentino ha giocato d&acute;anticipo anche per migliorare la qualit&agrave; delle acque, promessa fatta dall&acute;Italia all&acute;UE entro il 2015. <br/> 
 <br/> 
I <b> 15 maggiori fiumi </b> sono gi&agrave; tutti promossi. Intanto, sulle rocce del Lagorai, si avvistano facilmente i camosci, nella foresta di Paneveggio le zampe dei cervi disegnano labirinti di tracce, nel <b> Parco Naturale Adamello-Brenta </b> &egrave; tornato un antico abitante, l&acute;orso.<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=69_il_rispetto_dell`ambiente</link></item><item><author>il salotto delle dolomiti | Madonna Di Campiglio | Trento | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Trentino Alto Adige - Il Salotto Delle Dolomiti</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=72_il_salotto_delle_dolomiti' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/madonna_di_campiglio1.jpg' border='0' alt='Trentino Alto Adige - Il Salotto Delle Dolomiti' align='left'></a>Madonna di Campiglio era la zona di caccia degli Asburgo, scoperto come luogo di vacanza dal nobile Gallarati-Scotti, pioniere del turismo in Trentino. <br/> 
 <br/> 
Oggi Campiglio, come la chiamano gli habitu&eacute;, &egrave; il salotto buono delle Dolomiti, premiata dalla <b> rivista Adac Reisemagazin </b> come la terza miglior localit&agrave; alpina per l&acute;apr&egrave;s ski. <br/> 
 <br/> 
Fiore all&acute;occhiello &egrave; la <b> cabinovia </b> che in meno di venti minuti porta ai 2500 metri del Grost&eacute; e al <b> rifugio Stoppani </b>. <br/> 
Lungo i sessanta chilometri di piste servite da <b> 22 impianti </b> sciano personaggi del calibro di Michael Schumacher e Valentino Rossi. <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
<b> Piumini da Re </b> <br/> 
Si veste come i <b> fratelli Grimm </b>, parla con gli animali e confeziona piumini pregiati. <br/> 
Giuseppe Dellagiacoma, patron di questa affascinante bottega, ricava la materia prima dalle oche imperiali, razza mai incrociata, con cui si realizzavano le <b> trapunte per gli imperatori d&acute;Austria </b>. <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
<b> Note </b> <br/> 
Le Piume <br/> 
Madonna di Campiglio <br/> 
info: 0462.503037<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=72_il_salotto_delle_dolomiti</link></item><item><author>la valle dei record | Canazei | Trento | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Trentino Alto Adige - La Valle Dei Record</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=70_la_valle_dei_record' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/12.jpg' border='0' alt='Trentino Alto Adige - La Valle Dei Record' align='left'></a>Uno spettacolo di luci dall&acute;alba al tramonto. La <b> Val di Fassa </b> &egrave; da ammirare seguendo i segnali verdi-arancioni del carosello dell&acute;arco alpino, il Sellaronda, o scivolando sulle <b> piste del Belvedere </b>, del Ciampedie o lungo lo ski tour Panorama dal Buffaure al Ciampac e sulle piste del <b> Passo San Pellegrino </b>: in tutto nove ski area dotate di modernissimi impianti di risalita. <br/> 
 <br/> 
La star &egrave; Canazei, al sesto posto della classifica delle migliori destinazioni alpine stilata dal <b> Touring Club Italiano </b> tra 111 localit&agrave; europee. <br/> 
 <br/> 
Una preferenza che ha tenuto conto di 16 fattori, dal clima agli impianti, all&acute;hotellerie. <br/> 
 <br/> 
Anche in inverno il sole splende 8 giorni su 10 e la temperatura scende raramente sotto lo zero. <br/> 
 <br/> 
Full Immersion nella grande natura al <b> rifugio Maria </b>, a 2950 metri, dove si apre la <b> Terrazza delle Dolomiti </b>.<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=70_la_valle_dei_record</link></item><item><author>l` atene alpina | Trento | Trento | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Trentino Alto Adige - L` Atene Alpina</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=71_l`_atene_alpina' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/trento_castello_del_buonconsiglio_g_zotta_imagelarge.jpg' border='0' alt='Trentino Alto Adige - L` Atene Alpina' align='left'></a>A Trento il Medioevo e il Rinascimento si fondono con i decori dell&acute;Europa germanica e orientale nel palcoscenico di <b> Piazza del Duomo </b>. <br/> 
 <br/> 
Quando la neve ricopre i tetti, il cuore medioevale della piccola Atene delle Alpi sembra un presepe. <br/> 
 <br/> 
Da <b> Palazzo Galasso </b> inizia il 'Giro al Sass', lo struscio dei trentini che si snoda tra via Manci, via S.Pietro, via Oriola. <br/> 
A Ovest, dal Belvedere lo sguardo spazia sul <b> Monte Bondone </b>.<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=71_l`_atene_alpina</link></item><item><author>neve e arte | Rovereto | Trento | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Trentino Alto Adige - Neve E Arte</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=73_neve_e_arte' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/rovereto.jpg' border='0' alt='Trentino Alto Adige - Neve E Arte' align='left'></a>Dalle piste immacolate da conquistare con lo sci alpino, ai paesaggi sperduti nel bianco dove ciaspolare come cent&acute;anni fa, al grande circo del <b> Dolomiti Superski </b> dove esibirsi in volteggi con lo snowboard. <br/> 
 <br/> 
In <b> Val di Fiemme </b> &egrave; stato organizzato il primo <b> Nordic Walking Festival Italiano </b>, un&acute;attivit&agrave; importata dalla Finlandia, con nove percorsi tra il Lago di Tesero e il Cermis. Ma si pu&ograve; anche passare un pomeriggio tra i <b> capolavori del Mart </b>, cattedrale d&acute;arte moderna e contemporanea a Rovereto, o curiosare nella bottega di un artigiano che crea stufe in maiolica come suo nonno. Veri capolavori che riscaldano salotti e cuori. <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
<b> Casa Museo </b> <br/> 
Nel centro medioevale di <b> Rovereto </b> ha riaperto al pubblico quest&acute;anno, dopo il restauro, la <b> Casa d&acute;Arte Futurista Depero </b>, il primo e unico museo futurista d&acute;Italia. <br/> 
Arazzi, tele, disegni e giocattoli dialogano con la decorazione delle sale e con gli arredi. Uno spazio dedicato anche alla produzione dell&acute;artista in collaborazione con i <b> Balletti Russi </b> di Diaghilev. <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
<b> Note </b> <br/> 
Casa d&acute;Arte Futurista Depero <br/> 
Rovereto <br/> 
info: 0464.438887<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=73_neve_e_arte</link></item><item><author>arena di verona | Verona | Verona | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Veneto - Arena Di Verona</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=34_arena_di_verona' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/scheda_arena_verona_big.jpg' border='0' alt='Veneto - Arena Di Verona' align='left'></a>LŽ<b> arena di verona </b> &egrave; a pianta ellittica, con assi di 73 m. e 43 m. (area calpestabile per le rappresentazioni e la platea), 138 m. e 109 m. la prima cinta (lŽintero edificio per intenderci) e 152 m. e 123 m. se andassimo a comprendere la cinta esterna, quella di cui rimane intatta solo una piccolissima porzione (detta Ala, nei pressi dellŽattuale via Mazzini). <br/> 
 <br/> 
Dimensioni di tutto riguardo, cui va aggiunta lŽaltezza (30 metri, anche se tale dimensione viene visivamente attenuata dal fatto che lŽArena risulta essere 'infossata' di qualche metro rispetto allŽattuale livello pedonale della piazza) ed altri numerelli che fanno curiosit&agrave; (dati che ho spulciato qua e l&agrave; sulle varie guide cartacee o online): 72 arcate per piano, gradini (o meglio 'gradoni') in marmo veronese alti 41 cm, 45 gradinate per 64 vomitori (ovvero le uscite verso lŽesterno o punti di accesso allŽinterno). <br/> 
 <br/> 
Fin dalla sua inaugurazione lŽanfiteatro ha svolto egregiamente il suo ruolo di punto di incontro per <b> rappresentazioni sceniche </b>: <u> lotte tra gladiatori </u> in epoca romana, <u> tornei e giostre cavalleresche </u> nel MedioEvo sino alla data fatidica del 10 agosto 1913, quando si tenne la prima assoluta di unŽ<b> opera lirica </b> in un teatro allŽaperto con lŽAida, che dette il via alla gloriosa tradizione del <b> Festival Areniano </b> e che ogni anno richiama folle di turisti ed appassionati della lirica da ogni parte del mondo. <br/> 
 <br/> 
La scenografia &egrave; sicuramente dŽimpatto, con il pubblico che diventa parte integrante dello spettacolo; lŽacustica &egrave; tendenzialmente molto buona, anche se molto risente della ubicazione dellŽascoltatore (in alcuni punti dellŽArena &egrave; pessima, vedi i gradoni posti quasi lateralmente al palco) e del fatto di essere in fin dei conti un teatro allŽaperto. <br/> 
 <br/> 
Ma &egrave; proprio quando il teatro &egrave; pieno di pubblico, con un muro di <b> persone che illuminano a giorno il buio della notte </b>, grazie allŽaccensione di mille candeline o accendini, che lŽArena offre il meglio di s&eacute;; di giorno, lŽinterno dellŽanfiteatro diviene poco o pi&ugrave; di un grandioso punto panoramico sulla Br&agrave;, perch&eacute; nullŽaltro si trova se non file e file di gradoni! <br/> 
 <br/> 
www.arena.it<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=34_arena_di_verona</link></item><item><author>basilica di s. antonio | Padova | Padova | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Veneto - Basilica Di S. Antonio</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=35_basilica_di_s._antonio' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/scheda_san_antonio_big.jpg' border='0' alt='Veneto - Basilica Di S. Antonio' align='left'></a>Facilmente raggiungibile dallŽautostrada, dalla stazione e dal piazzale degli autobus, la Basilica si trova in <b> piazza del Santo </b>, in <b> centro a Padova </b>, dove da oltre otto secoli riposa qui <b> SantŽAntonio </b>, il protettore di Padova. <br/> 
La prima particella della basilica, fu una chiesa francescana iniziata nel 1200. <br/> 
 <br/> 
AllŽesterno della Chiesa si pu&ograve; ammirare il <b> Gattamelata </b> (<i> alias </i> Erasmo da Narni) di Donatello, un monumento equestre di bronzo, commissionato dagli stessi eredi del condottiero, morto al servizio della <b> Repubblica Veneta </b>. <br/> 
Il maestro al posto di una scultura allŽinterno di un monumento funebre costruisce un monumento imponente, innovativo per tecnica e stile. <br/> 
 <br/> 
Lo stile della Chiesa &egrave; un misto tra gotico e affrescato ed &egrave; formata dalla <b> Cappella del Santissimo </b>, quella di San Giacomo e quella delle benedizioni ed, infine, dalla <b> tomba di SantŽAntonio </b>, <u> in cui si possono vedere la sua lingua e le sue corde vocali </u>. <br/> 
Insomma un qualcosa di unico e allo stesso tempo perturbante, proprio in quel di Padova. <br/> 
 <br/> 
Pi&ugrave; che i resti di decorazioni e dipinti, colpiscono i numerosi <b> monumenti funebri </b>: essi costituiscono un interessante spaccato della vita civile e culturale della citt&agrave; e della regione. <br/> 
Per questo motivo i visitatori non devono sottovalutare cosa stanno guardando. <br/> 
 <br/> 
Per i credenti lŽesperienza spirituale che si pu&ograve; ottenere nella Basilica deve essere fortissima: infatti &egrave; meta di circa 4 milioni di pellegrini allŽanno, volti ad ottenere lŽincontro interiore con santŽAntonio, la misericordia del Padre e con <b> Ges&ugrave; Cristo Salvatore </b>. <br/> 
 <br/> 
&egrave; assicurata una visita in uno dei pi&ugrave; grandi capolavori dellŽarte, e la bellezza di quasta chiesa far&agrave; rimanere di sasso chiunque. <br/> 
 <br/> 
www.basilicadelsanto.org<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=35_basilica_di_s._antonio</link></item><item><author>basilica di san marco | Venezia | Venezia | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Veneto - Basilica Di San Marco</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=38_basilica_di_san_marco' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/scheda_san_marco_big.jpg' border='0' alt='Veneto - Basilica Di San Marco' align='left'></a>La <b> basilica </b>, o cattedrale, <b> di San Marco </b>, &egrave; il fulcro della citt&agrave; di Venezia, ecco a voi questa magnifica opera architettonica: &egrave; stata costruita nel IX secolo, dopo il trafugamento delle spoglie del Santo da Alessandria dŽEgitto; sotto il dogato di Domenico Contarini (1063), fu intrapresa la ricostruzione dellŽantica basilica. <br/> 
Le strutture basilicali di origine ravennate dellŽantica chiesa vennero inglobate e trasformate in un nuovo e assai pi&ugrave; ampio edificio che si modell&ograve; sul tempio bizantino dei <b> SS. Apostoli a Costantinopoli </b> di epoca giustinianea, ma rinnovato nel periodo macedone, tra il IX e lŽXI secolo. <br/> 
 <br/> 
Durante il dogato di Domenico Selvo (1071-1084) ebbe principio la decorazione musiva della basilica e nel 1094 viene consacrata, mentre due anni dopo, nel 1096 la basilica &egrave; terminata nelle strutture. <br/> 
 <br/> 
Nei secoli XII e XIII viene eseguita la maggior parte dei <b> mosaici marciani </b>: tra la fine del XI secolo e il principio del XII cŽ&egrave; la prima fase della decorazione marciana, caratterizzata da prevalenti influssi della corrente monastica dellŽarte bizantina. <br/> 
Successivamente al 1150 segu&igrave; il rifacimento delle <b> cupole della Pentecoste e dellŽEmmanuele </b>, in cui lo stile 'antico' bizantino viene trasposto in un accentuato linearismo. <br/> 
 <br/> 
Intorno al 1230-50, in alcune delle <b> storie della Passione </b> lo stile puramente greco &egrave; interpretato in senso romanico, grazie alla nuova funzione della linea che circoscrive le figure in atteggiamenti patetici e contorti. <br/> 
Ci furono modifiche, riprese, integrazioni, per quanto riguarda i mosaici, dopo gli incendi del 1106 e del 1230. <br/> 
 <br/> 
Nel XIII secolo vengono effettuate le <b> Storie della Genesi, Storie di No&egrave;, Abramo, Giuseppe </b> delle cupolette e delle arcate dellŽatrio, lŽaltare del presbiterio &egrave; ornato da un ricco ciborio sorretto da colonne istoriate, avviene lŽattuale coronamento della facciata, con pinnacoli gotici e tabernacoli contenenti statue. <br/> 
Risale al 1537 la Loggetta del Sansovino su cui si appoggia il campanile. <br/> 
 <br/> 
La chiesa assolve prima di tutto il compito urbanistico di costituire il limite-colore di una piazza quadrangolare aperta verso il mare lungo la tangente della sua facciata non &egrave; visibile dalla laguna, ma solo da terra. <br/> 
&egrave; a croce greca, con 5 cupole, 4 sui bracci e una al centro, ed &egrave; preceduta da un atrio che circonda tutta la parte occidentale. Nonostante lŽadozione di tale tipo di pianta la Chiesa assunse in parte uno sviluppo basilicale per la riduzione del braccio terminale con triplice abside, il maggior diametro delle cupole di navata e lŽavanzamento del braccio anteriore circondato su tutti e tre i lati da un portico, nella cui ala destra venne in seguito ricavato il battistero. <br/> 
<u> &egrave; un monumento unico </u>, che ci offre lŽimmagine pi&ugrave; viva e immediata della <b> Venezia medievale </b>, cio&egrave; della citt&agrave; che fu per secoli '<i> la porta dellŽOccidente aperta sullŽOriente </i>', costituendo al tempo stesso lŽelemento dominante della mirabile composizione urbana della piazza. <br/> 
 <br/> 
Il severo paramento esterno della basilica &egrave; a cortine di mattoni con nicchie sovrapposte, venne rivestito dalle colonne, i capitelli, le transenne, i plutei e le sculture, provenienti da Bisanzio. La decorazione esterna &egrave; ricca, varia e complessa, formata da lastre e colonne di marmi policromi, bassorilievi e mosaici. <br/> 
Al suo interno il motivo dominante consiste, come in una chiesa bizantina, nella successione delle ariose cavit&agrave; delle cupole, rutilanti di <b> mosaici con sfondo dŽoro </b>. <br/> 
 <br/> 
LŽatrio, diviso in campate da archi acuti, &egrave; sormontato da cupolette rivestite da splendenti mosaici di gusto veneto-bizantino (1220-(1220-50) con storie del <b> Vecchio Testamento </b>. <br/> 
LŽinterno &egrave; a croce greca, con cinque cupole poggianti su grandi arconi a botte; ciascun braccio &egrave; diviso in tre navate da colonnati che sostengono i matronei. <br/> 
 <br/> 
Le cupole, la parte alta delle pareti, i sottarchi delle navate sono interamente ricoperti di mosaici, in larga parte dei sec. XII-XIII (con rifacimenti posteriori), che costituiscono una significativa sintesi dellŽiconografia bizantina. <br/> 
 <br/> 
Il presbiterio, rialzato, &egrave; sormontato dallŽaltare, ornato da un ricco ciborio sorretto da colonne istoriate (forse del sec. XIII). <br/> 
Dietro lŽaltare &egrave; la celebre pala dŽoro, splendido esempio di oreficeria veneto-bizantina (sec. X-XIV), formata da riquadri a lamina dŽoro ornati di smalti e montati in una finissima cornice. <br/> 
 <br/> 
NellŽabside si apre la porta bronzea della sacrestia, fatta da Sansovino. <br/> 
 <br/> 
<u> Un mix di architettura che vale la pena di vedere almeno una volta nella vita. </u> <br/> 
 <br/> 
<b> &lt;font color='#c00000'&gt;Festa del Santo patrono&lt;/font&gt; </b>: <br/> 
Il <b> 25 aprile si festeggia San Marco </b>, il patrono della citt&agrave;. <br/> 
Anticamente in questa giornata si svolgeva in piazza una famosa processione alla quale partecipavano autorit&agrave; religiose, civili e rappresentanti delle arti. <br/> 
Ancora oggi San Marco si festeggia con una <b> processione in Basilica </b>. <br/> 
 <br/> 
<i> Tra i veneziani &egrave; estremamente diffusa la consuetudine di donare in questa giornata un bocolo, un bocciolo di rosa alle donne che pi&ugrave; si amano. </i> <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
www.basilicasanmarco.it<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=38_basilica_di_san_marco</link></item><item><author>biennale di venezia | Venezia | Venezia | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Veneto - Biennale Di Venezia</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=39_biennale_di_venezia' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/scheda_biennale_big.jpg' border='0' alt='Veneto - Biennale Di Venezia' align='left'></a>Nel 1895 nasce a <b> Venezia la Biennale </b> che, ogni due anni, attira in laguna migliaia di visitatori da ogni parte del mondo e si svolge nella sede storica dei <b> Giardini di Castello </b> e allŽ<b> Arsenale </b>. <br/> 
 <br/> 
Negli anni Trenta lŽistituzione veneziana diventa Ente autonomo sotto il controllo del Governo italiano e iniziano il <b> Festival della Musica </b>, la <b> Mostra Internazionale dŽArte Cinematografica </b> che, dal 1935, diventa annuale, e il festival Internazionale del <b> Teatro di Prosa </b> e la Biennale si configura, fin da allora come una delle principali istituzioni organizzatrici di manifestazioni nei diversi settori delle arti e della cultura contemporanea assumendo il carattere multidisciplinare che la caratterizza ancora oggi. <br/> 
 <br/> 
Le manifestazioni dedicate alla Musica al Cinema e al Teatro nascono anche grazie ai finanziamenti e allŽimpulso dato dal Presidente dellŽEnte, il conte <i> Giuseppe Volpi di Misurata </i>. <br/> 
 <br/> 
Dal 23 gennaio 1998 la Biennale da Ente autonomo diventa <b> Societ&agrave; di Cultura </b>, soggetto giuridico privato. Meritano certamente una visita i padiglioni delle esposizioni ai Giardini di Castello di propriet&agrave; dei vari paesi espositori progettati da grandi architetti contemporanei, belli e interressanti quanto le opere in esse contenute. Cos&igrave; come da non perdere sono anche le altre strutture architettoniche che ospitano sezioni staccate delle mostre della Biennale quali le <b> Corderie dellŽArsenale </b>, un tempo magazzini dove venivano fabbricate le corde per le navi veneziane, i <b> Saloni del Sale </b> alle Zattere, i grandi megazzini dove veniva depositato e conservato il sale, e i <b> Granai della Giudecca </b>, luoghi che fanno della Biennale un autentico Museo diffuso nel tessuto urbano della citt&agrave;. Imponente e di grande suggestione &egrave; anche il <b> Palazzo del Cinema </b> al Lido che, annualmente, ospita la Mostra del Cinema, vero capolavoro dellŽArchitettura fascista. <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
www.labiennale.org<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=39_biennale_di_venezia</link></item><item><author>festa del redentore | Venezia | Venezia | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Veneto - Festa Del Redentore</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=40_festa_del_redentore' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/scheda_festa_redentore_big.jpg' border='0' alt='Veneto - Festa Del Redentore' align='left'></a>La festa pi&ugrave; sentita dai veneziani &egrave;, tuttavia, quella del Redentore. <br/> 
Nel 1575 lŽItalia fu investita da una tremenda epidemia di peste che dilag&ograve; per la citt&agrave; di Venezia per quasi due anni, mietendo quasi cinquantamila vittime. A seguito di altre epidemie analoghe scoppiate in epoche precedenti il <b> Governo Veneziano </b>, attraverso i <b> Provveditori alla Sanit&agrave; </b>, aveva gi&agrave; fatto costruire due Lazzaretti (<b> Lazzaretto Nuovo e Lazzaretto Vecchio </b>) in unŽisola della Laguna, nel 1423 e nel 1468 ma durante lŽepidemia del 1575 i due ricoveri erano talmente sovraccarichi che il Senato decret&ograve; che potessero sostare vicino allŽisola delle grandi barche contenenti gli ammalati non ricoverabili nei lazzaretti. <br/> 
 <br/> 
Nel frattempo tutti i mendicanti della citt&agrave; venivano arrestati perch&egrave; erano gli individui pi&ugrave; soggetti a contrarre il morbo a causa delle lor precarie condizioni igieniche. Anche loro vennero caricati su quasi duemila barche ancorate vicino ai Lazzaretti. <br/> 
 <br/> 
Un altro ricovero utilizzato fu la <b> Chiesa della Madonna dellŽOrto </b>. <br/> 
 <br/> 
In citt&agrave; si inceneriva ogni cosa potesse avere avuto contatto con i malati, si purificava lŽaria bruciando del ginepro che arrivava apposta dallŽIstria e dalla Dalmazia, si obbligavano gli abitanti a restare chiusi in casa per otto giorni chiudendo i sestieri. Ma tutto fu inutile. Non sapendo pi&ugrave; cosa fare il doge esort&ograve; il popolo a pregare e deliber&ograve; la costruzione di un tempio votivo dedicato al Redentore non appena la pestilenza fosse terminata. <br/> 
Il Governo affid&ograve; lŽincarico ad Andrea Palladio. La sede scelta fu lŽ<b> isola della Giudecca </b> e la prima pietra fu posta il 3 maggio del 1577. <br/> 
La fine del morbo fu annunziata nel luglio dello stessa anno nella <b> Basilica di San Marco </b> e si decret&ograve; che la terza domenica di luglio fosse per sempre dedicata alla visita del tempio del Redentore. Si costru&igrave; allora un ponte di barche da Piazza San Marco alla Giudecca per far passare la processione e il popolo al seguito e cos&igrave; per ogni anno a venire. <br/> 
 <br/> 
La festa si svolge tuttora. Un tempo era preceduta da numerosi preparativi e a poco a poco si cominci&ograve; a festeggiarla sin dalla vigilia perch&egrave; molta gente per paura di non trovare posto per le cerimonie prese lŽabitudine di recarsi alla Giudecca sin dalla sera prima trascorrendovi la notte. Cos&igrave; sorsero delle cucine ambulanti per chi, sulla riva, nelle calli e nei giardini o nella barche passava la sera e la notte in attesa delle cerimonie. <br/> 
Divent&ograve; cos&igrave; la <b> Sagra del Redentore </b> o il Redentor, dove famiglie intere del popolo o della nobilt&agrave; e gruppi di amici restavano alla Giudecca a mangiare, bere e fare festa, tutti assieme e per tutta la notte. <br/> 
 <br/> 
Alle 23.30 inizia il <b> gioco pirotecnico </b>. <br/> 
Il ponte di barche viene costruito ancora oggi, inizia dalle Zattere e, attraversando il canale della Giudecca, arriva proprio davanti al <b> Tempio del Redentore </b>.<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=40_festa_del_redentore</link></item><item><author>gli alberi dei monaci | Padova | Padova | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Veneto - Gli Alberi Dei Monaci</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=68_gli_alberi_dei_monaci' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/Orto_Padova_panoramica1.jpg' border='0' alt='Veneto - Gli Alberi Dei Monaci' align='left'></a>Quello di <b> Padova </b> &egrave; un <b> orto botanico da record </b> e non solo perch&egrave; &egrave; <b> patrimonio dell&acute;UNESCO </b>. <br/> 
Con i suoi 465 anni &egrave; <b> il pi&ugrave; antico del mondo </b>, fondato nel 1545 su un terreno dei monaci benedettini e destinato alla coltivazione - e allo studio - delle piante medicinali che all&acute;epoca costituivano la gran parte dei 'semplici', i medicamenti provenienti dalla natura. <br/> 
 <br/> 
Al 1585 risale la messa a dimora della pianta pi&ugrave; antica dell&acute;orto, la palma San Pietro, celebrata anche da <b> Goethe </b> tra scritti e opere scientifiche. Le fanno compagnia un ginkgo del 1750 e una magnolia del 1786, a quanto pare la pi&ugrave; antica d&acute;Europa. <br/> 
 <br/> 
Altri alberi storici - un gigantesco platano orientale del 1680 e il primo cedro dell&acute;Himalaya introdotto in Italia nel 1828 - si trovano nell&acute;Arboretum, realizzato dalla seconda met&agrave; del Settecento con sentieri sinuosi che disegnano un parco romantico all&acute;inglese. <br/> 
 <br/> 
Durante gli anni d&acute;oro della Serenissima si introdussero piante provenienti da varie parti del mondo facendo di Padova il primo centro per lo studio di molte specie esotiche. <br/> 
Oggi si passa in un batter d&acute;occhio dalla roccera alpina alla macchia mediterranea, dalle piante succulente all&acute;ambiente di acqua dolce. <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
<b> Note </b> <br/> 
Orto Botanico di Padova <br/> 
info: 049.8272119 <br/> 
www.ortobotanico.unipd.it<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=68_gli_alberi_dei_monaci</link></item><item><author>il carnevale di venezia | Venezia | Venezia | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Veneto - Il Carnevale Di Venezia</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=42_il_carnevale_di_venezia' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/scheda_carnevale_big.jpg' border='0' alt='Veneto - Il Carnevale Di Venezia' align='left'></a>Chi non ha mai sentito parlare del <b> Carnevale di Venezia </b> ? Tra tutti i Carnevali &egrave; quello che esercita maggior fascino e mistero e che continua, anche oggi che sono trascorsi pi&ugrave; di 900 anni dal primo documento che fa riferimento a questa festa, ad attrarre a Venezia migliaia di turisti ogni anno. <br/> 
 <br/> 
Gli <b> studi di antropologia sul Carnevale </b> spiegano che tra lŽEpifania e la Quaresima il mondo si capovolgeva: il figlio mancava di rispetto al padre, ci si scambiava di sesso, non era pi&ugrave; vietato farsi beffa dei potenti. <br/> 
 <br/> 
Trasgredire la legge significava, tuttavia, celebrarla. <br/> 
Tutti gli usi e i comportamenti del Carnevale non facevano altro che confermare lŽordine dellŽuniverso. Violare una sola volta la legge, durante la festa comandata, equivaleva a riconoscere la sua signoria su tutto il resto dellŽanno. <br/> 
 <br/> 
Tuttavia il Carnevale ha tradizioni molto pi&ugrave; antiche che rimandano ai culti ancestrali di passaggio dallŽinverno alla primavera, culti presenti in quasi tutte le civilt&agrave; basti pensare ai Saturnalia Latini o ai culti dionisiaci nei quali il motto era <i> semel in anno licet insanire </i> (<i> Una volta allŽanno &egrave; lecito non avere freni </i>) ed &egrave; simile lo spirito che animava le oligarchie veneziane e le classi dirigenti latine con la concessione e lŽillusione ai ceti pi&ugrave; umili di diventare, per un breve periodo dellŽanno, simili ai potenti indossando una maschera sul volto. <br/> 
Per molti giorni allŽanno il mondo sembrava non opporre pi&ugrave; resistenza, i desideri diventavano realizzabili e non cŽera pensiero o atto che non fosse possibile. <br/> 
LŽidentit&agrave; personale, il sesso, la classe sociale non esistevano pi&ugrave;, si entrava a far parte della grande illusione del Carnevale in un posto, unico al mondo, dove tutto pu&ograve; accadere, dove ogni scorcio continua ad incantare. Venezia si trasformava in una grande festa a cielo aperto: trombe, pifferi, tamburi, saltimbanchi, giocolieri, venditori ambulanti, balli pubblici dove chiunque poteva folleggiare mascherato come voleva. <br/> 
 <br/> 
La maschere pi&ugrave; comuni erano <b> Arlecchino </b>, <b> Brighella Pantalone </b> o semplicemente un mantello nero, il tabarro, e sul viso, la classica maschera nera, la bauta, dietro la quale i patrizi e le dame si mescolavano al popolo e si davano alla pazza gioia. <br/> 
 <br/> 
I giorni pi&ugrave; intensi erano il <u> gioved&igrave; grasso </u> e il <u> marted&igrave; grasso </u>. <br/> 
 <br/> 
UnŽattrazione speciale era, ed &egrave; tuttŽoggi, il <b> Volo della Colombina </b>, un acrobata che scendeva con delle corse dal Campanile di San Marco fino alla Loggia del Palazzo Ducale. Altre attrazioni erano le <b> Forze dŽErcole </b>, dove i partecipanti creavano delle torri umane con grande sforzo di muscoli e la <b> Macchina dei fuochi dŽartificio </b>. <br/> 
 <br/> 
Oggi <u> il Carnevale ha la durata di circa dieci giorni in coincidenza del periodo prepasquale </u>, ma, possiamo affermare che la febbre del Carnevale comincia molto tempo prima anzi, forse non &egrave; scorretto dire che, a Venezia, la febbre del Carnevale non cessa mai. Una sottile euforia si insinua tra le calli della citt&agrave; pi&ugrave; bella del mondo e cresce impercettibilmente, sale con la stessa naturalezza dellŽacqua, sfuma i contorni della cose, suggerisce misteri e atmosfere di tempi andati. <br/> 
 <br/> 
Il Carnevale dei nostri giorni &egrave; un magnifico happening che coinvolge grossi sponsor, le reti televisive, le fondazioni culturali e che richiama folle di curiosi da tutto il mondo con migliaia di maschere in festa e con una pacifica e sgargiante occupazione della Laguna. <br/> 
Tra le calli di questa meravigliosa citt&agrave;, per una decina di giorni, si svolge una continua rappresentazione di teatrale allegria e giocosit&agrave; a celebrare il fascino di un mondo fatto di balli, di scherzi, gal&agrave; esclusivi e romantici incontri. <br/> 
 <br/> 
 <br/> 
www.carnevalevenezia.com<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=42_il_carnevale_di_venezia</link></item><item><author>la regata storica | Venezia | Venezia | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Veneto - La Regata Storica</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=41_la_regata_storica' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/scheda_regata_storica_big.jpg' border='0' alt='Veneto - La Regata Storica' align='left'></a>LŽacqua &egrave; lŽelemento che maggiormente caratterizza Venezia e non &egrave; certamente un caso che la festa pi&ugrave; conosciuta e spettacolare della citt&agrave; si svolga proprio sulle acque del <b> Canal Grande </b>. <br/> 
 <br/> 
La <b> Regata Storica </b> &egrave; ancor oggi uno dei momenti pi&ugrave; spettacolari, pittoreschi e coinvolgenti della vita cittadina, in grado, nello stesso tempo, di incantare i turisti e di eccitare e appassionare i locali. <br/> 
Fin dai primi anni della Repubblica era tradizione organizzare delle competizioni tra barche in occasione della visita a Venezia di personaggi importanti quali regnanti, ambasciatori, stranieri o per festeggiare qualche avvenimento storico o politico. <br/> 
 <br/> 
La gara vera e propria era preceduta da un corteo composto da decine di barche colorate (<b> le bissone </b>) e di vario tipo addobbate magnificamente dalla verie famiglie nobili, al centro della quali stava il famoso <b> Bucintoro </b>. <br/> 
 <br/> 
La gara che si svolgeva successivamente era quella che pi&ugrave; accendeva gli animi perch&eacute; vi prendevano parte i campioni pi&ugrave; conosciuti e pi&ugrave; forti tra i gondolieri delle famiglie patrizie. <br/> 
 <br/> 
Ogni anno nel pomeriggio della <b> prima domenica di settembre </b> si rinnova questa manifestazione squisitamente veneziana con le stesse regole, gli stessi sfarzi dei secoli andati e con la stessa partecipazione di popolo che acclama i suoi campioni nel magnifico scenario del Canal Grande.<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=41_la_regata_storica</link></item><item><author>palazzo grassi | Venezia | Venezia | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Veneto - Palazzo Grassi</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=36_palazzo_grassi' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/scheda_palazzo_grassi_big.jpg' border='0' alt='Veneto - Palazzo Grassi' align='left'></a><b> Palazzo Grassi </b> &egrave; una delle attrazioni principali di Venezia. Gi&agrave; allŽarrivo nella citt&agrave; &egrave; inevitabile notare lo striscione pendente dal <b> Ponte degli Scalzi </b> che pubblicizza la mostra del momento. <br/> 
 <br/> 
Le mostre allŽinterno del Palazzo Grassi sono sempre molto ben fatte, a partire dalla qualit&agrave; dei reperti esposti fino allŽambientazione delle sale. LŽerrore fatto dalla maggior parte dei visitatori &eacute; per&ograve; quello di rinunciare alle <b> guide audio </b> che vengono affittate allŽingresso. <br/> 
Certo, il biglietto &egrave; gi&agrave; abbastanza caro da solo, e non viene certo voglia di impegnare altri soldi nella guida! <br/> 
 <br/> 
Ma purtroppo senza tale supporto non si riesce ad apprezzare molto la mostra anzi, a questo punto &egrave; praticamente inutile entrare, a meno di essere degli intenditori dellŽargomento (mancano quasi completamente informazioni scritte, a parte i nomi dei singoli oggetti!). <br/> 
Con la guida invece chiunque pu&ograve; apprezzare fino in fondo la qualit&agrave; del lavoro, e godersi la mostra al 100%. <br/> 
 <br/> 
Il Palazzo Grassi (anche conosciuto come <b> Palazzo Grassi-Stucky </b>) &egrave; uno fra i pi&ugrave; importanti palazzi di Venezia. Affacciato sul celeberrimo <b> Canal Grande </b>, &egrave; oggi sede di mostre dŽarte di particolare interesse. <br/> 
 <br/> 
Il progetto della sua struttura &egrave; attribuito allŽarchitetto Giorgio Massari, impegnato allŽepoca anche allŽultimazione del museo <b> CaŽ Rezzonico </b>. &egrave; lŽultimo palazzo che Venezia ha costruito prima del crollo della Repubblica. <br/> 
 <br/> 
Il palazzo sorge su di un appezzamento di terra di forma trapezoidale, acquistato dalla <b> famiglia Grassi </b> intorno al 1740. <br/> 
La particolare forma del luogo di costruzione aveva il vantaggio di offrire unŽampia facciata al canale, magnificamente orientato ad oriente. <br/> 
 <br/> 
Le circostanze precise della costruzione del Palazzo Grassi sono sconosciute. Si suppone, per&ograve;, che i lavori siano iniziati nel 1748, grazie ad un documento che segnala dei lavori di scavo per la preparazione di fondamenta nella zona. Si pensa anche che i lavori di ultimazione del palazzo risalgano al 1772, anno della morte di Paolo Grassi, e dunque quasi contemporanea alla seconda fase di lavori del CaŽ Rezzonico. <br/> 
 <br/> 
www.palazzograssi.it<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=36_palazzo_grassi</link></item><item><author>palio delle repubbliche marinare | Venezia | Venezia | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Veneto - Palio Delle Repubbliche Marinare</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=43_palio_delle_repubbliche_marinare' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/scheda_repubbliche_marinare_big.jpg' border='0' alt='Veneto - Palio Delle Repubbliche Marinare' align='left'></a>Il <b> Palio delle Repubbliche Marinare </b> &egrave; legato alle pi&ugrave; antiche <b> Repubbliche italiane </b> che un tempo erano, come ben sappiamo, Venezia, Genova Pisa e Amalfi. <br/> 
 <br/> 
La prima edizione della regata si svolse nel 1955 quando i rappresentanti delle quattro citt&agrave; si riunirono per organizzare una manifestazione che ricordasse i fasti dei secoli passati. <br/> 
 <br/> 
Si stabil&igrave; che la Regata dovesse svolgersi su galeoni ad otto rematori pi&ugrave; un timoniere e doveva svolgersi ogni anno a turno in una di queste citt&agrave;. <br/> 
 <br/> 
Ogni quattro anni si pu&ograve; ammirare la Regata sul Canal Grande con i quattro galeoni che si sfidano simbolicamente e preceduti da un corteo di barche riccamente parate e con gli equipaggi in costume dŽepoca. <br/> 
 <br/> 
Tutte le volte il tifo &egrave; incredibile e grazie allŽincitamento dei cittadini Venezia ha gi&agrave; riportato numerose vittorie. <br/> 
 <br/> 
<b> La regata si svolge tra maggio e giugno </b>.<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=43_palio_delle_repubbliche_marinare</link></item><item><author>parco acquatico aqualandia | Lido Di Jesolo | Venezia | Italy Accommodations</author><pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:10:22 GMT</pubDate><title>Veneto - Parco Acquatico Aqualandia</title><description><![CDATA[<a href='http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=37_parco_acquatico_aqualandia' target='_blank'><img src='http://www.gestionpack.com/public/img_blog/scheda_parco_acquatico_big.jpg' border='0' alt='Veneto - Parco Acquatico Aqualandia' align='left'></a><b> Aqualandia </b> &egrave; qualcosa di fantastico, nulla in confronto agli altri parchi. <br/> 
 <br/> 
Il parco innanzitutto per chi non lo sapesse si trova a <b> Jesolo Lido </b>. <br/> 
 <br/> 
Da poco ristrutturato con nuove attrazioni e novit&agrave; ospita ogni anno migliaia di turisti di tutto il mondo, tra cui anche noti vip. <br/> 
 <br/> 
Il parco &egrave; strutturato nel seguente modo: <br/> 
<b> - 7 tipi di scivoli diversi </b>: <br/> 
 <br/> 
<b> Spacemaker </b>: alto 42 metri &egrave; lo <b> scivolo pi&ugrave; alto del mondo </b>! <br/> 
 <br/> 
<b> Scary falls </b>: &egrave; uno scivolo alto 38 metri, con una pendenza, nellŽultimo tratto, di 60 gradi! <br/> 
 <br/> 
<b> Stargate </b>: Stargate &egrave; uno scivolo lungo ben 220 metri da percorrere interamente al chiuso a bordo di canotti a due posti! <br/> 
 <br/> 
<b> Kamikaze </b>: due scivoli alti 17 metri da cui si pu&ograve; gettare e sdraiati a pancia in gi&ugrave;! <br/> 
 <br/> 
<b> Pistas blandas </b>: Cinque scivoli paralleli, un fondo morbido, schizzi, spruzzi e tanta velocit&agrave;! <br/> 
 <br/> 
<b> Crazy river </b>: Una discesa divertente su gommoncini da due persone, dentro a un fiume lungo 135 metri! <br/> 
 <br/> 
<b> Toboganes </b>: Tre scivoli che si intrecciano partendo da una altezza di 18 metri. Si scende a bordo di gommoncini a 2 posti! <br/> 
 <br/> 
Tra le varie attrazioni troviamo: una specialit&agrave; che possiede solo questo parco il <b> BUNJEE JUMPING </b>! <br/> 
 <br/> 
Ma <b> Aqualandia </b> non finisce qu&igrave;, ci sono ancora tantissime altre cose:&lt;ul&gt; <br/> 
&lt;li&gt;Piscina con onde  <br/> 
&lt;li&gt;Ristorante self service  <br/> 
&lt;li&gt;Frullateria-Pizzeria  <br/> 
&lt;li&gt;Shop Point  <br/> 
&lt;li&gt;Snack Bar  <br/> 
&lt;li&gt;Pic-nic area  <br/> 
&lt;li&gt;Music on the Baech  <br/> 
&lt;li&gt;Free Climbing Walls  <br/> 
&lt;li&gt;Ponte Tibetano  <br/> 
&lt;li&gt;Area Relax  <br/> 
&lt;li&gt;Buffalo Rodeo  <br/> 
&lt;li&gt;Palestra  <br/> 
&lt;li&gt;Beach Volley  <br/> 
&lt;li&gt;Calcetto saponato  <br/> 
&lt;li&gt;Galeone dei pirati  <br/> 
&lt;li&gt;Diving school  <br/> 
&lt;li&gt;Circo-scuola di circo  <br/> 
&lt;li&gt;Gelateria <br/> 
&lt;/ul&gt;Inoltre il parco &egrave; attrezzato anche per pi&ugrave; piccoli, possedendo la zona <b> Funny Land </b>, una zona creata appunto per i pi&ugrave; piccini! <br/> 
 <br/> 
Tra i servizi che Aqualandia offre troviamo lŽenorme <b> parcheggio riservato ai clienti </b>, la possibilt&agrave; di noleggiare lettini allŽinterno del parco, <i> Kinderlandia Club </i> - creato per lasciare i bambini piccoli in compagnia di animatori. <br/> 
<i> Armadietti </i> - dove &egrave; possibile depositare i nostri oggetti di valore. <br/> 
<i> Fotografia </i> - per portarsi a casa i migliori momenti vissuti nel parco e il <i> Diving School </i> dove il parco lascia a disposizione maschera e bombole per provare ad immergersi negli abissi in compagnia di un istruttore e la possibilit&agrave; di avere bellissime foto ricordo. <br/> 
 <br/> 
Il parco &egrave; aperto da maggio a settembre...www.aqualandia.it<br/><br/>]]></description><link>http://www.italyaccommodations.it/guide_turistiche.asp?e=37_parco_acquatico_aqualandia</link></item></channel></rss>
